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Di Maio, il liberatore?

di Zenone di Elea

(se vuoi, scarica il testo in formato ODT o PDF)

1° Marzo 2016

Premettiamo che come politico, a nostro avviso,  il giovane Luigi Di Maio da quando sbagliava i congiuntivi ad oggi di strada ne ha fatto tanta. Si è scafato, ha imparato a stare di fronte ad una telecamera, ad argomentare su i più disparati temi politici e sociali, rispondendo egregiamente al fuoco di fila dei migliori opinionisti italiani che provano a metterlo all’angolo.

Detto questo, proviamo a buttar giù qualche considerazione suggeritaci dal bacio affettuoso di un anziano signore campano alla foto del leader cinquestelle che campeggiava su un manifesto elettorale. Il filmato che lo mostrava ci ha riportato alla memoria ciò che abbiamo letto a proposito degli osanna a Garibaldi acclamato come liberatore nella Napoli del 1860.

Se volessimo applicare uno schema numerologico alle elezioni di domenica 4 marzo 2018 dovremmo vederlo come il giorno del “liberatore”( 1).

Che non sarebbe male. Peccato che, pur essendo oriundo campano, il nostro Luigi appartiene ad un movimento straniero (2), fondato da un ligure (Beppe Grillo) e svezzato insieme ad un milanese (Casaleggio).

Un movimento, quello dei cinque stelle, nato da spinte moralizzatrici e razionalizzatrici, tipiche di una società post-industriale qual è quella tosco-padana (le cinque stelle rimandano alle tematiche della tutela dell’acqua pubblica, della mobilità sostenibile, dello sviluppo, della connettività e dell’ambiente). Un movimento sbarcato nelle provincie napolitane appena cinque anni fa – nel 2013 – si impose come una delle maggiori forze politiche, nascendo dal nulla, al punto che l’attuale premier fu scelto come candidato alle parlamentarie grilline con soli 189 voti!

MoVimento 5 Stelle

Il MoVimento 5 Stelle è una libera associazione di cittadini. Non è un partito politico né si intende che lo diventi in futuro. Non ideologie di sinistra o di destra, ma idee. Vuole realizzare un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico al di fuori di legami associativi e partitici e senza la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi, riconoscendo alla totalità dei cittadini il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi.

https://www.movimento5stelle.it/

In caso di vittoria alle elezioni di domenica prossima – improbabile visto il meccanismo elettorale studiato appositamente per frenare l’avanzata del suo movimento – Di Maio si troverà, come chiunque altro dovesse vincerle, ad applicare una ricetta unica ad un paese duale, diviso in due parti diversissime, ognuno delle quali avrebbe bisogno di una ricetta personalizzata.

Nelle provincie napoletane la vera emergenza da sempre è quella del lavoro non certo quella razionalizzatrice. Su quella moralizzatrice non posso dilungarmi non perché a sud non ce ne sia bisogno o non se ne senta la necessità ma essa, a nostro avviso, è strettamente legata alla mancanza di lavoro (3).

Sarà quella iniziale (lettera L iniziale del nome in Luigi Di Maio) in comune con un altro liberatore di tanti decenni fa  (lettera L iniziale del cognome in Liborio Romano) ma oggi la eventuale vittoria del M5S mi vede scettico e mi riporta a una liberazione che non ci portò bene: a quella del 7 settembre del 1860, quando la capitale delle Due Sicilie si consegnò a Garibaldi, giunto nella città partenopea come “a simple traveller by railway  with a first-class ticket”, secondo quanto avrebbe riferito egli stesso durante il soggiorno inglese del 1864.

Domenica diverse zone del sud si apprestano a consegnarsi ad un “ragazzo-liberatore” che è espressione di un movimento straniero. Di Maio, suo malgrado, essendo premier di un movimento di origine italiana si troverà ad essere dall’altra parte rispetto agli interessi della propria gente. Così come fece il giovane liceale Minniti – lo raccontava ieri in una intervista – durante la rivolta di Reggio Calabria schierandosi con la sinistra italiana.

Mentre il popolo strappava le tessere della CGIL, questo ovviamente Minniti non lo ha detto, lo aggiungiamo noi.

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(1) Le elezioni del 4 marzo 2018 lette secondo uno schema numerologico si svolgono sotto l’influsso del numero NOVE (04-03-2018, basta sommare le singole cifre fino a ridurle ad una sola).

(2) Il Movimento 5 Stelle (M5S) è un partito politico italiano  fondato a Milano il 4 ottobre 2009  dal comico e attivista politico Beppe Grillo e dall'imprenditore del web Gianroberto Casaleggio sulla scia dell'esperienza del movimento Amici di Beppe Grillo, attivo dal 2005, e delle liste civiche a Cinque Stelle, presentate per la prima volta alle elezioni amministrative del 2009. (https://it.wikipedia.org/)

(3) Collocati in un mondo normale farebbero la loro parte di imprenditori e di cittadini. Collocati invece in un mondo sottosviluppato non accettano di perire economicamente, come sta toccando a tutti noi. Fare mafia ha un prezzo alquanto alto, ma è un modo (forse l'unico possibile qui) per farsi riconoscere. Per esempio dalla Banca. Per esempio dalla Politica. Per esempio nelle grandi borse-affari. Per esempio nel vicolo dove si spaccia la droga. Allora un giudice non basta più per ripulire l'ambiente, né bastano la banca o la politica o la scuola. Bisogna che sia vinto il sottosviluppo. Occorrono gli investimenti produttivi. Bisogna che non si faccia l'infermiere o il bidello pur d'avere un posto, ma che chi vuole insegnare trovi un posto d'insegnante a scuola. La mafia non è una sfinge, è un male sociale. L'infezione è dentro il corpo della società. E' vero. Però non venite a proporci cure palliative. (La sfinge mafiosa di Nicola Zitara)























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