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Due Sicilie
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La figura del sovrano punto di partenza per la rivalutazione e la riscoperta di un periodo storico offeso e oscurato

Esposto a Locri il busto di Ferdinando II

di Angelo Letizia

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Calabria, 30 Maggio 2007

La storia, intesa come analisi e studio del passato, trasmette avvenimenti, tramanda testimonianze, esibisce il sorgere di civiltà e imperi, mostra la rovina di popoli e sovrani, esalta le gesta di grandi eroi, condanna mediocri figuranti, racconta le guerre, le tragedie, gli orrori e gli errori del genere umano, illustra le scoperte e i successi della scienza nel corso del tempo.

Negando gli eventi e offuscando l’immagine dei protagonisti, si finisce però col capovolgere ragioni e posizioni, si deforma ogni realtà, si alterano i contenuti, si cerca di svuotare la storia di attendibilità e veridicità.

Negando gli eventi e offuscando l’immagine dei protagonisti, si finisce però col capovolgere ragioni e posizioni, si deforma ogni realtà, si alterano i contenuti, si cerca di svuotare la storia di attendibilità e veridicità.

Esposto a Locri il busto di Ferdinando II

Tuttavia, ci sono vicende e uomini che vanno oltre, superano ogni ostacolo, ogni attacco e tentativo di negazione e denigrazione. Così un giorno accade che un busto raffigurante re Ferdinando II, abbandonato e dimenticato per 160 anni in un intercapedine dei bui scantinati del comune di Locri, venga casualmente riportato alla luce dalla ditta incaricata dei lavori di ristrutturazione del municipio, sottratto all’oblio da un cumulo di macerie e vecchiume di ogni sorta, e collocato in pompa magna e con tutte le celebrazioni del caso davanti all’ingresso dell’ufficio del sindaco, restituendo al sovrano della stirpe dei Borboni, almeno in parte, il prestigio intaccato e offeso da nemici, detrattori e da chi, frettolosamente, ha oscurato e liquidato un intero periodo storico con giudizi ed analisi superficiali e inopportunamente verificate.

La cerimonia organizzata venerdì scorso a Locri nei locali del comune per la collocazione e  l’esposizione al pubblico del busto in ghisa, preceduta dal convegno “Economia Arte Società Cultura in Calabria nell’età di Ferdinando II di Borbone”, con la partecipazione ed il sostegno 

Esposto a Locri il busto di Ferdinando II

del comune di Locri, del comune di Gerace, dell’Associazione Culturale delle due Sicilie,della delegazione di Locri del FAI (Fondo per l’ambiente italiano) e del Circolo di studi storici “Le Calabrie”, ha offerto ai cittadini ed alle autorità intervenute, una preziosa occasione di revisione e di riflessione sulla figura del sovrano, attraverso la rivalutazione e la riscoperta di un periodo storico offeso e degradato che, invece, come affermato dall’avvocato Nicola Zitara nel suo emozionante e sentito intervento, può essere “fonte d’insegnamento e di rivalsa per un presente mortificante”.

Gli aspetti legati all’origine ed al ritrovamento del busto, e più diffusamente, alla persona di Ferdinando II e alle vicende del suo regno, sono stati il tema centrale degli interventi dei relatori dell’incontro, il professore di storia della facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Napoli e presidente dell’Associazione Culturale delle due Sicilie, Gennaro De Crescenzo, la professoressa Carmela Maria Spadaro e l’architetto Vincenzo De Nittis, introdotti dai saluti alla platea dei sindaci di Locri e di Gerace, Francesco Macrì e Salvatore Galluzzo, e dai stimati ospiti dell’iniziativa, la professoressa Anna Maria Faravati, la professoressa Marilisa Morrone e l’avvocato Nicola Zitara.

Nel corso della serata, si è unanimemente rimarcata l’esigenza di una precisa valutazione della storia, accompagnata da una rigorosa analisi e ricostruzione dei fatti, osservando come dall’indagine del passato si possano trovare le radici del presente e, di conseguenza, lo slancio per proiettarsi nel futuro. Cancellando la memoria, si finisce inevitabilmente col cancellare le identità e si condanna la realtà all’oblio della conoscenza.






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