L'unità d'Italia è una beffa, che comincia con una bugia.
Due Sicilie
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Quel buffone di Giorgio Bocca e la pattumiera d'Italia

di Nicola Zitara

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Siderno, 7 Aprile 2004

Gli abitanti di un piccolo comune del salernitano hanno avuto modo di parlare all'Italia perché, per loro fortuna o sfortuna, sul territorio del paese passa la ferrovia che porta da Milano e da Torino in Sicilia e Calabria, rese ormai terre di vacanza per i vecchi emigrati e i loro figli e nipoti un tempo deportati in Valle Padana.

La povera gente che cinquant'anni fa dovette dolorosamente (è doveroso sottolinearlo) lasciare i campi e la nazione d'origine (la colonia Sud dell'Italia unita) e i loro rampolli prendono il treno perché sono rimasti poveri. Se fossero ricchi e ben ripagati per i loro servigi, come accade a Giorgio Bocca, viaggerebbero in aereo o in Volvo o Mercedes come il prefato giornalista, essendo veramente faticoso il viaggio in un treno schifoso, che dura più di un giorno e di una notte.

Gli illustri padri della Resistenza se ne fottono altissimamente di simile gentarella. Giorgio Bocca (o meglio Giorgio, culo di gallina), aureolato giornalista, ha imbracciato la penna non certo per stigmatizzare i dimostranti, ma per l'esempio che essi danno, in prosecuzione a quelli venuti da Scanzano Jonio e da Melfi. Si teme che la protesta diventi contagiosi. Il ricatto dell'ultima plebe allo Stato magnifico della Palude Padana!

Il Sud non solo è senza lavoro da quando Garibaldi approdò a Marsala. Non solo viene corrotto quotidianamente da una classe politica voluta dallo Stato centrale, che se ne serve per nascondere alla gente le sue partigianerie padaniste e le sue sozzure lobbiste. Purtroppo, ormai, il Sud - terra, mare e cielo - è la pattumiera delle industrie padane. La mafia e la mafiosità - anch'esse in funzione e al servizio del dualismo nazionale - sono il comodo alibi del delitto Sud, discarica nazionale. Infatti i rifiuti della città di Napoli non sono certamente i maggiori e i più inquinanti.

I vocalizzi di un accattone morale, qual è certamente Giorgio Bocca, non incantano più nessuno. E' probabile che lo stesso quotidiano la Repubblica li ospiti per giustificare l'obolo che lascia cadere in mano a un vecchio che immagina di rendere ancora servigi utili al sistema.

Dal 1860 al 1944, l'Italia è vissuta come patria nel nome degli scalcinati Savoia. Evaporato l'oppio sabaudo, il posto della casa regnante è stato preso dalla retorica resistenziale. Su cui si è fondato il governo del Comitato Nazionale Alta Italia, della simil partitocrazia e quelli successivi dei banchieri centrali e dei venditori di spot pubblicitari. Questa retorica ci ha riempito di pelo, mentre la carne se la mangiavano loro.

Il Sud italiano è composto da circa 3000 comuni. Se ognuno di essi fa qualcosa di simile a quel che si va facendo a Montecorvino, probabilmente il Corriere della Sera e la Repubblica si sciacqueranno la bocca prima di farneticare sul Sud.


Nicola Zitara



















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