L'unità d'Italia è una beffa, che comincia con una bugia.
Due Sicilie
Eleaml


“Se non un partito, almeno un comitato permanente,
d’attenzione e progettualità…”

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Sono anni che il meridionalismo si dibatte tra associazioni, movimenti culturali, qualche foglio o giornale più o meno puntuale nelle uscite delle sue edizioni cartacee, un certo numero di libri sempre un po’ “underground” (ovvero di difficile ritrovamento, poco pubblicizzati e di improbabili ristampe), qualche convegno a tema o generico ma di costruttività molto dubbia, qualche bandiera, diverse commemorazioni sacrosante ma solo tra “aficionados”, alcuni battitori liberi (come il sottoscritto), e da qualche tempo un po’ di siti come ultimo ritrovato di diffusione e comunicazione mediatica.

Tutto sicuramente e comunque utile alla causa del nostro Sud, almeno rispetto al silenzio durato in ogni caso oltre un secolo fine a pochi decenni fa.

L’esigenza, la voglia ed il più o meno dichiarato desiderio che aleggia dietro a tutto ciò è il pensare, tentare di organizzare e costituire un partito del Sud, che restituisca al Meridione l’antica dignità, ipotizzi un futuro meno nefasto per i nostri figli, riequilibri una rappresentatività parlamentare sbilanciata a vantaggio del Nord e del tutto inespressa riguardo alle nostre terre.

Qualche tentativo è stato fatto : maldestro, legato a qualche cialtrone d’occasione, spesso fagocitato per ispessire le fila di formazioni già esistenti (e quasi sempre, ahimè…, nell’aria di Destra). Varie teorie in merito agli obiettivi e alle finalità di questo agognato soggetto politico : da posizioni più o meno moderate, con collocazioni all’interno di un’indigesta (ma per molti ormai irrinunciabile) unità italiana, fino al radicale separatismo lucidamente analizzato e teorizzato da Nicola Zitara.

Gli sforzi di questo maestro, da tutti riconosciuto come il vate, l’antesignano delle rivendicazioni meridionaliste, sono ormai di decennali memorie. Resta il problema che, ancor prima di pensare ad un pur doveroso (e da tutti condiviso) tragitto programmatico e futuro, le difficoltà appaiono nel mettere la fatidica prima pietra.

Nel frattempo anche questo sogno, questo “sfizio”, c’è il serio rischio ce lo programmino, preconfezionino, e presentino - bello ed impacchettato – dall’area governativa o quantomeno proveniente dalle brume del Nord! Perché?

Perché il problema Sud è diventata una patata troppo bollente con cui stesso lor signori possono scottarsi di brutto le mani.

Le ultime elezioni regionali hanno dimostrato al meno una cosa : il pur soporifero Sud ha protestato, e di brutto e più di quanto si potesse immaginare.

Il Sud (ed ho già avuto modo di scriverlo, forse non del tutto e da tutti compreso) non è per l’opposizione (quindi stiano attenti anche loro!), ma di sicuro è contro!

Contro il governo in questo caso, e contro chi sta toccando il fondo a danno nostro, ma ancor più è in ogni caso contro il potere centrale che gli è sempre più nemico.

Il potere se deve subire quello che potrebbe diventare uno “tsunami” che gli si rivolti contro, preferisce – con furbizia – organizzarsi da solo un partito o movimento di protesta, che sia il più facilmente controllabile. Che il Sud spaventi è fuori discussione : è bastata la riunione dei governatori del Sud di qualche giorno fa perché la Padania abbia subito sputato veleno sulla cosa!

E quindi siamo giunti al punto cruciale: se il partito, causa mille difficoltà legate al fattore economico, organizzativo, all’irrinunciabile individualismo, ecc…non si riesce a farlo nascere, qualcos’altro però ed almeno è auspicabile e forse un momento più praticabile.

Si crei un comitato di 20/30/50 (o giù di lì) persone di qualità e buona volontà, che si pongano e pongano agli altri l’attenzione sul problema, sul controllo, e lavorino come comitato di studio e progettualità sul da farsi, sul come costituire un movimento o partito o organizzazione che ci rappresenti.

Forse pensare d’impatto al partito non è la strada più facile ed attuabile (viste le notorie difficoltà), ma mettersi a più riprese (con costanza e tempistica da definire) intorno a un tavolo per creare un comitato di studio è più ipotizzabile.

Un ultimo immodesto parere : il Sud ha una sua capitale che è Napoli, e quindi solo là è organizzabile la cosa e non in posti anche simbolici ma dove il raggiungerli (per giunta in improbabili date) poco agevolmente crea il primo problema.

Coraggio, anche perché se “Maometto non va alla montagna…la montagna va….”

Andrea Balìa


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