L'unitā d'Italia č una beffa, che comincia con una bugia.
Due Sicilie
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Due Sicilie


2 GIUGNO :
"La (loro) festa della (loro) Repubblica!"

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Una sensazione strana : due sentimenti opposti che si dibattono!

Uno, almeno apparentemente, positivo o che tale dovrebbe essere. In effetti il ricordo di essersi liberati da un odioso e nefasto regime qual è stato il fascismo non può che suscitare un sentimento condivisibile; anche per la memoria delle pagine eroiche di resistenza del popolo napoletano : forse le ultime pagine di reattività con un rigurgito di spirito brigantesco della gente meridionale.

L'altro, invece, certamente negativo perché si ha la sensazione (più simile ad una certezza) di come dover partecipare ad una festa, dove sei stato formalmente invitato, ma ti senti il parente povero fra ricchi signori, e dovresti festeggiare un benessere che è visibile negli altri così come il tuo status inadeguato. In effetti per il nostro Sud è proprio così!

Ti hanno derubato e defraudato oltre un secolo fa, calandoti in una nuova situazione sociale e politica (relegando la tua terra da Stato autonomo con tanto di capitale a lontana provincia dismessa ) senza che tu lo chiedessi; hai dovuto dare i tuoi figli alla cosiddetta prima guerra mondiale; ti sei dovuto subire un momento una roba tipo il fascismo; hai dovuto combattere per abbatterlo con un contributo mica di second'ordine in uomini e disastri ambientali ed urbanistici frutto di una seconda guerra mondiale; hai contribuito alla nascita della Repubblica Italiana (con l'unica grande soddisfazione di togliersi dai piedi quella vergognosa e luttuosa dinastia reale dei Savoia).

Hai partecipato alla faticosa ricostruzione del dopoguerra, ed hai subito la seconda infame emigrazione biblica della tua storia per un tozzo di pane e per risanare con le tue braccia e le tue menti solo una parte d'Italia, ossia il Nord.

Hai continuato a vedere l'inarrestabile degrado delle tue terre e la volontà di non risanarle in mezzo secolo di governi democristiani, craxiani, fino all'attuale combutta di cavalieri, ruffiani, nuove destre sdoganate e riciclate e uomini in canottiera fautori del più bieco antimeridionalismo!

Buon ultimo continui a dare il contributo in tuoi figli che per un posto di lavoro (vedi il cuoco Amato) cadono in una guerra assurda in cui uno stolto presidente del consiglio ci ha trascinati per il suo protagonismo e servilismo filoamericano.

E dovremmo festeggiare? Cosa? Un 2 Giugno che è la "loro" festa, ma sempre meno la nostra!

La festa di una Repubblica che è sempre più la "loro" e sempre meno la nostra!

Una Repubblica per la quale "dai" solo, senza mai ricevere nulla!

E se non ci andasse di festeggiare più?

E se questo Stato fosse arrivato il momento (infine e finalmente) di non sentircelo più nostro per davvero?

Festeggiatevi le vostre repubbliche, accogliete in pompa magna i vostri amici presidenti di superpotenze guerrafondaie!

Ballate, cantate, ma non coinvolgeteci in feste ed esaltazioni di uno Stato che non è il nostro : per storia, memoria, partecipazioni sociali, diritti, benessere e benefici che non ci appartengono!

Lasciateci al ricordo di epoche migliori e gente più seria!

Tutto avrete potuto toglierci o non darci, ma non il sogno e il faticoso lavoro di ricostruire il senso d'una appartenenza e la speranza e l'impegno di riorganizzarci per ritornare ad essere ciò che voi non sarete mai : un popolo autonomo ed indipendente con una storia plurisecolare!


Andrea Balìa

 

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