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Due Sicilie
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"ANDATE A FARLA…IN AMEN"

di Antonia Capria

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Siderno, 1° dicembre 2005

L'alunno Greco era stato il classico salatore finché il preside non convocò il padre e lo mise sull'avviso. "Se va oltre con le assenze, non sarà promosso. Così vuole la legge".

Il padre, calzolaio, spiegò al figlio come e perché non dovesse marinare. Glielo spiegò in modo convincente, sfibbiandosi la larga cintura di cuoio e somministrandola sulla schiena del figliolo quanto bastò a farlo convinto. Da allora l'alunno Greco è il primo ad entrare in classe e l'ultimo ad uscire.

Studia con quel tanto di profitto che pur figlio di calzolaio calabrofono riesce ad esprimere, rispetta gli insegnanti e, quando incontra per caso il preside, svicola per non farsi notare.

Con la sua nuova mentalità, rifatta a suon di busse, l'alunno Greco fece fallire lo sciopero degli insegnanti. Gli insegnanti infatti non scioperano per tre motivi. Primo, perché dei loro scioperi non importa a nessuno; né ai ragazzi che sono felici di perdere la lezione, né alle famiglie che badano al diploma finale, né alla Moratti la quale ? credo ? consideri la scuola come una esattoria delle imposte.

Secondo, perché gli insegnanti con i dieci o venti euro di aumento che riuscirebbero a spuntare non risolvono un bel niente. Terzo, perché al primo annunzio di uno sciopero degli insegnanti, sono gli alunni a programmare una vacanza. La vacanza è gradita ai professori, ma è stupido perdere un giorno di paga solo per rispettare un principio e per amore verso un sindacato che pare stia più dall'altra parte che dalla loro.

Quello che conta è la vacanza e per averla è sufficiente la totale assenza degli alunni. I professori vanno regolarmente a scuola, mettono la richiesta firma di presenza e, non avendo alunni, sono liberi. Si tratta dello " sciopero possibile " a una categoria senza illusioni e senza speranze. Comunque anche questo sciopero annacquato fu rovinato dall'alunno Greco.

Costui si era così perfettamente disciplinato che si presentò a scuola anche il giorno dello sciopero. Quando gli insegnanti lo videro entrare rimasero di sasso, perché sapevano in partenza quanto poi sarebbe accaduto. Infatti quando la professoressa DAria si fece avanti e interloquì il preside ? " Un solo alunno! Lo mandate a casa ?" ? Questi rispose perentorio: " E che, le leggi ce le mettiamo sotto i piedi ?"

Restarono in cinque, per le cinque ore di lezione previste, più il vicepreside, più la segretaria, più l'applicato, più tutti e cinque i bidelli. Il vice concesse ai docenti per quel giorno di fumare. L'alunno Greco fu risospinto in fondo all'aula, la bidella portò le sedie, il bidello andò a casa a recuperare una stufetta elettrica e fecero circolo. Fumarono un'intera stecca di Malbloro.

L'alunno Greco stava muto e immobile come una statua in fondo all'aula ad ascoltare. Passò la prima ora. Passò la seconda. Passò la terza.

Ma i rintocchi della terza campanella non erano ancora cessati, che Greco saltò sul banco e cominciò a declamare. Non posso riportare per i lettori il testo dell'allocuzione, perché essa fu pronunciata in lingua tedesca. Infatti il ragazzo era nato e cresciuto in Germania con la famiglia emigrata. Posso riferire solo il contenuto della traduzione che ne fece la professoressa di inglese, la quale conosce qualcosa di tedesco.

"La televisione ieri sera ha detto che lo sciopero lo dovevate fare voi professori e non gli alunni. Se non fosse per le legnate che mio padre mi darebbe, qui non mi vedreste mai più. Intanto vi dico che potete farla in... Amen assieme ai vostri sindacati! ".





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