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io nun me scordo

Di Garibaldi non ce ne bastava uno…!!!

(la triste terza via del socialismo italiano)
di Andrea Balìa

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Napoli, 12 Settembre 2008

Apprendiamo in queste ore una notizia che ne contiene 2 al suo interno. Entrambi, purtroppo, tristi e decadenti, sinonimo da un lato di ignoranza storica volgarmente strumentalizzata per dare un po’ d’aria alla bocca, atteggiarsi a declamatore di citazioni colte e suggestive, coniugandole ad una piaggeria di bassa lega; dall’altro come conferma ulteriore della triste strada che una buona parte del socialismo italiano ha intrapreso dal dopo/tangentopoli, incamminandosi in una direzione che non fa che suggellare tutto il negativo che certi personaggi politici avevano combinato all’epoca, e la loro pervicacia a voler rientrare in scena.

Qualche giorno fa si è tenuta la festa per l’ingresso in Forza Italia di Giulio Di Donato. E’ stato accolto da un gruppo di vocianti sostenitori al grido di: “con te vinceremo!”, il tutto tra gli abbracci di Stefania Craxi (la sempre più incredibile figlia dell’ex premier!) che ha dichiarato la sua felicità perché il socialismo italiano sta finalmente trovando il suo approdo.

Intendiamoci subito: non ne vogliamo fare un problema di Destra e/o Sinistra, ma solo di etica, coerenza e dignità. E’ veramente poco sostenibile e inquadrabile, in un ragionamento logico e politico, che chi crede o ha creduto nel socialismo pensi o possa sostenere che la collocazione più giusta per lui sia il partito del Cavaliere. Chi sa di storia ricorda che già ce ne fu uno negli anni venti a passare la barricata; ma si chiamava Mussolini e andava a fondarsi un suo partito, modificando il socialismo cui aveva aderito da giovane in una cosa nuova, che stava a Destra ma non pensando di ritrovare l’ideologia socialista in una preesistente formazione dalla parte avversa. A torto o a ragione il suo iter, criticabile e non condivisibile, aveva (pur fra tutte le condanne ovvie al fascismo) un suo processo pur se azzardato. Qua siamo invece alla frutta: va bene tutto pur di rientrare in scena! Logico che a differenza d’altri stati europei il socialismo italiano sia un pallido ricordo.

E questa è la prima notizia, alla quale non avremmo ad onor del vero dedicato il nostro modesto tempo pensando di scriverci su qualcosa. Ma la notizia si colorisce e diventa intricante riguardandoci di più da vicino, nel momento in cui leggiamo le dichiarazioni di Di Donato a suggello del suo rientro in politica attiva nel primo partito d’Italia. Aprite bene le orecchie: “Il Berlusconi neogaribaldino, giunto a Napoli a liberarci dal vecchiume neoborbonico, appare un eroe felice ed amato dalla gente ma isolato rispetto ad un establishement locale fatto di baroni e tromboni suonati e decaduti…”. E qui non sai se ridere o incazzarti:

1)la Corte di cassazione ha confermato la condanna a tre anni e quattro mesi per l'ex vicesegretario del Psi Giulio Di Donato, per la vicenda delle tangenti sulla privatizzazione della Nettezza urbana. Quindi da quale pulpito viene la predica…

2)E sarebbero questi gli uomini nuovi nei partiti nuovi che devono mettere a posto Napoli e l’Italia?

3)Se voleva paragonare gli attuali governanti campani ai Borbone ha sbagliato palazzo! Si informi e legga qualche libro in più! Diceva il mio amico Giovanni Cutolo, scrittore e guru del marketing, napoletano colto purtroppo trapiantato a Milano: se uno ha letto al massimo 3 libri nella sua vita cosa vorrai mai aspettarti? Mi sa che involontariamente si riferisse anche a Di Donato!

4)Di Donato farebbe bene a sciacquarsi la bocca prima di parlare di Borbone. Lui non lo sa ma a noi non sono bastati 150 anni per evitarci di rimpiangere quella gente!

5)Di Donato stia tranquillo: di Garibaldi ce n’è bastato uno e lui vuole ripropinarci un novello neogaribaldi? Il Cavaliere avrà altri meriti (ammesso ne abbia!) ma se vuole non inimicarsi i napoletani dica a Di Donato di evitargli tali accostamenti!

Per concludere: che vergogna, che tristezza, che decadimento, ma quel che è ancor peggio: che ignoranza!

Al Sud serve altro, e su questo non v’è dubbio! Questi invece se li conosci li eviti!

Andrea Balìa













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