L'unità d'Italia è una beffa, che comincia con una bugia.
Due Sicilie
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io nun me scordo

A Giorgio Bocca

di Andrea Balìa

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Napoli, 21 Luglio 2008

Egregio Bocca,

volevo evitare di scriverLe, ma devo dire che Lei ce la mette davvero tutta per provocare reazioni. Anni fa Le scrissi perché (tra le sue tante “perle” sul Sud!), parlando sulla tragedia del disastro ambientale di Sarno, Lei sostenne la singolare tesi che se la montagna franava era colpa dei contadini del luogo che avevano costruito case abusive. La sua tesi saltava a piè pari un problema geologico ben conosciuto ai Borbone, che vi avevano provveduto parzialmente con i Regi Lagni (ancora oggi in piedi) a differenza dell’incuria ed inefficienza di 150 anni di governi sabaudi, fascismi, e governicchi repubblicani. Ovviamente non mi rispose, aggiungendomi all’elenco – presumo folto – di meridionali cattivi che ce l’hanno impropriamente con Lei. Qualche settimana fa ha dichiarato che getta la spugna con i meridionali, che non ne può più, che va accantonato per sempre ogni riferimento anche a Gramsci ed alla fantomatica “Questione Meridionale”, ecc…ecc…ed io ho preferito commentare la cosa su giornali meridionalisti, permettendomi d’associarla ad un altro campione di solidarietà, suo collega pur se di parte avversa, come Feltri che appella i nostri luoghi come “terra maledetta!”. Ma non è così…la spugna l’avrà pure gettata ma non mancano i suoi articoli di contenere la battutina, il rimprovero, l’ammiccamento all’argomento Sud, e perseguendo quest’atteggiamento lamentoso, di vittima dei cattivi meridionali che lo odiano e lo tacciano di razzismo. Strano che si siano ribaltate le cose ed ora sia Lei ad avere quell’atteggiamento di cui ci ha sempre – unitamente ad una consolidata teoria nordista – sempre accusato: il vittimismo. Ho letto però il suo ultimo pezzo su “il Venerdì” di Repubblica circa il voto siciliano, la mafia, ecc…, e qui credo Lei abbia raggiunto il massimo. Snocciolando un’analisi non peregrina sull’argomento è stato, anche stavolta, capace d’infilarci la frecciatina antinapoletana.

Incredibilmente e gratuitamente associa i lettori napoletani che l’accusano di razzismo a quelli siciliani che hanno votato pro mafia. Ma come si permette? Cosa Le passa per il cervello? Noi siamo gente perbene, eredi d’una cultura millenaria che tanto La infastidisce e che tanto mal sopporta Le venga ricordata. Ma tant’è e non è di certo colpa nostra se documenti, monumenti, leggi, primati e conquiste sociali connotano i nostri secoli passati rispetto a debiti, cialtronerie, livelli di vita decisamente inferiori che hanno connotato i nordici trascorsi sino quasi all’ultima guerra con le vostre dignitose ma povere cameriere intente a girare l’Italia. Cosa crede che tutti i meridionali che la criticano siano imparentati con camorristi e mafiosi o siano tutti berlusconiani e/o di destra? Come succede a Lei e a Feltri, anche tra chi l’accusa di gratuito e pervicace razzismo c’è gente di sinistra e di destra! Il problema Sud ed un’attenta e più onesta analisi sono state evidenziati, anche se Le parrà strano, anche da gente di sinistra: oltre a Gramsci s’è espresso Pasolini, ci si è infilato anche il Presidente Napoletano negli anni del dopoguerra se non l’avesse poi fermato Togliatti, ha scritto qualcosa di molto interessante Erri De Luca. Ma niente …Lei ed una buona parte della sinistra anzicchè cavalcare il problema Sud, coerenti e distratti, continuate a sottovalutare la cosa o a criticarla: forse per voi è ancora presto, i meridionali e questa benedetta Questione possono attendere…secolo più, secolo meno!

Ma il punto non è questo: La pensi come vuole, solo progetti divini (per chi ci crede) o il naturale corso dell’incedere del tempo possono essere risolutivi rispetto anche a sclerotiche posizioni, ma stia attento e sia più cauto e rispettoso nell’accomunare chi ama, stima e difende le proprie radici meridionali, con aderenti o foraggiatori d’associazioni malavitose.










 

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