L'unità d'Italia è una beffa, che comincia con una bugia.
Due Sicilie
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io nun me scordo

Il gioco della torre 

(alla ricerca del messia…)

di Andrea Balìa
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Napoli, 1° Settembre 2010

Ho letto, come sempre con estremo interesse, il commento dell’amico Zenone di Elea ai video girati da TMO di Gaeta (nei fatti Antonio Ciano) con l’intervista a Beppe De Santis.

Esprime i suoi forti dubbi e la disillusione provocatagli dal fatto che l’intervistato abbia fatto riferimento al libro di Ruffolo e tutta la disistima per quello che la cultura socialista non ha compreso del Sud. Nei fatti lascia trasparire un suo presumibile prendere le distanze dal De Santis.

Orbene chi pratica da anni nel mondo del meridionalismo ha imparato a diffidare da nuovi profeti e messo a punto l’arte del fare (anche saggiamente) le “pulci” ai personaggi, per evitare illusioni e alla ricerca d’una cristallina fede. Oltre ai polemici per natura, ce ne sono altri di provata onestà intellettuale e di intenti come l’amico Zenone di Elea. Ne condividiamo da tempo le lucide analisi e ne conosciamo la comprovata buonafede.

Riteniamo altresì che vadano però fatte alcune riflessioni:

1) esiste il rischio che una parte di noi finisca per somigliare ai ricercatori del “Santo Graal”. Il che, pur se apprezzabile per il desiderio che le idee siano chiare e che la strada da perseguire sia ortodossa, ci rende talvolta troppo esigenti con il risultato d’apparire un’èlite di ideologhi pieni di una teoria che rischia d’essere fine a sé stessa.

2) tra noi, nonostante l’impegno in scritti, siti, blog, convegni, ecc… ecc… si è ormai sclerotizzata una situazione che non porta all’unione e al riconoscere una guida per protagonismi, individualismi, rancori mai sopiti, e perché no talvolta qualche punta d’invidia in alcuni.

3) abbiamo, proprio su questo sito, ascoltato tempo fa l’appello del maestro Zitara, che stanco del non procedere in una via più concreta, invitava a prendere in esame la strada di Lombardo e del suo MpA, stupendoci un po’ tutti ma denotando a qual punto fosse arrivata l’improcrastinabilità della faccenda.

4) e allora, in attesa del messìa, per quale sacrosanta ragione giù dalla torre dovremmo buttare De Santis tra le presunte altre ipotesi? E’ vero ha una storia di sindacalista, di uomo di Sinistra, d’aver lavorato con politici come Leoluca Orlando (La Rete) e Lombardo (MpA), d’aver creato Noi Siciliani, ecc… ma questo è segno anche d’abilità ed esperienza politica non riscontrabile in nessuno del nostro mondo meridionalista! Tra l’altro ormai è convinto d’una strada fuori dalla politica dei partiti istituzionali (che accerteremo se veritiera), è in ogni caso meridionalista, ha un movimento con circa 150.000 contadini iscritti e con Ciano (e molti legami con Aprile) vuole contribuire a che il Partito del Sud diventi una forza davvero consistente (con Noi Siciliani raccolse oltre 100.000 voti solo in Sicilia!)

5) sicuramente tante sono le cose da verificare ma, in tutta onestà, ci sembra un’ipotesi tra le più dignitose tra quelle che mirano ad una forte e vera rappresentatività politica del Sud. Tra l’altro sono mesi che il buon Ciano s’impegna in viaggi, discorsi, confronti per aggregare, verificare possibilità che servano alla causa, alla crescita, alla costituzione d’una forza significativa. Quindi quel che si va (speriamo) prefigurandosi è frutto d’un faticoso e lungo lavoro di rapporti e altro e non cade improvvisamente dal cielo.

6) infine un parere più che un consiglio: ad arrivare quando la pietanza è pronta siamo bravi tutti! Voglio solo dire, e fuori da ogni spirito polemico verso chiunque, che dovremmo imparare ad alzare un po’ tutti le natiche dalla tastiera, giudicare conoscendo di più, e lavorare sul territorio per costruire, concretizzare. E invece leggo di diatribe fra movimenti e persone su primati, dati, distinguo, ecc…Che tristezza! E credete davvero che queste fanfalucate servano al riscatto del nostro Sud?

Ciò detto, se son rose fioriranno…

Andrea  Balìa















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