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Due Sicilie
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LA ILLUSIONE DELLA DEMOCRAZIA DIGITALE

di Zenone di Elea

(se vuoi, scarica l'articolo in formato ODT o PDF)

28 Dicembre 2012

Ci diceva un'amica ieri sera al telefono che una vera e propria marea umana aveva accolto Beppe Grillo a Reggio Calabria. Noi le abbiamo consigliato la lettura dell'ottimo editoriale di Sansonetti sulle elezioni in Sicilia, nel quale il direttore di CalabriaOra si domandava cosa avesse di meridionalista un movimento nato al nord, per il nord.

Noi ci poniamo la stessa domanda e continueremo a farcela. Non perché abbiamo qualcosa contro il M5S e i cosiddetti grillini. Soltanto perché per il sud si prefigura come la ennesima illusione: se a Parma occorreranno 5 anni per incidere in profondità, nelle Provincie Napolitane cosa mai potranno fare i grillini, il cui obiettivo principale è – stringi stringi – svecchiare la macchina dello stato e rendere i cittadini maggiormente partecipi della gestione della cosa pubblica?

Solo una forza politica identitaria, radicata nel territorio, potrà costringere lo stato italiano a venire a patti per cambiare davvero il destino delle Provincie Napolitane*.

Altre strade non ne intravvediamo.

Se poi proviamo ad andare un po' dietro al tam tam mediatico che fa dei grillini una forza giovane, sia nei contenuti e nei metodi che negli uomini ci troviamo di fronte a diverse sorprese, non sempre piacevoli.

Soprattutto se guardiamo ai numeri:

Non è difficile fare qualche conto:

“Tre cose fondamentali abbiamo fatto con queste votazioni. Una è che abbiamo dato un voto libero e da questo voto libero è nata una cosa che voglio sottolineare: il voto alle donne. Se il voto fosse sempre stato libero, in Parlamento oggi avremmo molte più donne che uomini. La seconda cosa è il permettere di conoscere i candidati, che forse andranno in Parlamento, 3 mesi prima in modo che tu puoi andare lì, discutere, conoscerli, votarli o non votarli.

Consigliarli o maledirli. E la terza cosa è che non abbiamo speso un euro. Tutto a costo zero. A chi dice che non c'è stata democrazia perché i voti sono stati pochi io faccio una domanda: quanti voti ha preso ognuno dei mille parlamentari oggi in Parlamento? Chi ha deciso di quella gente lì? Ve lo dico io: 5 segretari di partito.”

Questo scrive Beppe Grillo sul giornale del 16 dicembre 2012, “La settimana”, liberamente scaricabile dal suo blog.

Certo, dobbiamo convenire, che son meglio mille candidati scelti da ventimila elettori (i votanti avevano la possibilità di tre voti di preferenza il che ha portato i voti complessivamente a 57272) che gli onorevoli italiani imposti dalle segreterie di partito, che la gente si trova a votare senza avere alternative.

Se, però, si parla di rivoluzione digitale, una media di quaranta  voti di preferenza in media (secondo http://www.huffingtonpost.it/) ad ogni candidato qualche interrogativo lo pone. Praticamente una ristretta elite ha candidato gli uomini che domani potrebbero avere il destino dell'Italia nelle proprie mani.

Non solo, non abbiamo ben inteso il metodo utilizzato per la verifica della identità degli elettori. Non crediamo affatto che l'invio dei documenti digitalizzati via email sia il massimo di garanzia di riservatezza (=zero, a nostro avviso) e di sicurezza (identico problema si è avuto col neonato movimento UM, che a sua discolpa ha il fatto di non avere dietro le spalle gli anni di esperienza del MoVimento 5 Stelle).

Altro elemento che a nostro avviso andrebbe affrontato è la certificazione digitale dei documenti messi in rete. Bisognerà escogitare una formula simile a quella che si usa nell'open source con checksum di controllo (grazie al quale chiunque, se vuole, può effetuare la verifica utilizzando software liberamente reperibile su internet). Ogni documento ufficiale andrebbe accompagnato da un hash digitale (un hash che soddisfi i cinque requisiti di affidabilità, ovvero Efficienza#Output fisso#One-way#Weak Collision Resistance#Strong Collision Resistance), in modo che ne sia garantita la autenticità e la non modificabilità se non secondo le forme previste da statuti o regolamenti.

Tornando alla scelta dei candidati, una sorpresa per noi è stata l'età. Avremmo scommesso che almeno la metà si collocasse sotto i 35 anni, invece a sud il 54% dei candidati e al centronord ben il 60% si colloca nella fascia tra 36 e 50 anni. Rispetto alla gerontocrazia italiana è un movimento giovane, ma non come credevamo.

Quello che abbiamo notato che a sud le fasce di età sono leggermente più basse rispetto al nord. Nel senso che il M5S meridionale è più giovane, nella composizione anagrafica, di quello settentrionale.

Se dovessimo descrivere come si aggregano i grillini ci verrebbe da dire che si muovono per cooptazione fra coetanei, almeno questo abbiamo desunto leggendo i dati che andavamo elaborando.

Ovviamente la nostra è una lettura superficiale, in quanto non siamo esperti di statistica, e siamo pronti a rettificare eventuali errori nei dati contenuti in questo articolo.


* Scaricatevi dal sito della confindustria: Check-Up Mezzogiorno Dicembre 2012.pdf


GRAFICI SILENZIOSI - MoVimento 5 stelle - la scelta dei candidati di Zenone di Elea








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