L'unità d'Italia è una beffa, che comincia con una bugia.
Due Sicilie
  Eleaml


La Rivista FORA...

di Mino Errico

(pubblicato il 16 Maggio 2013 con piccole modifiche rispetto al testo inviato il 30 marzo 2013 via email
in formato PDF e ODT, alla Famiglia Zitara, per avere un parere ed eventuali integrazioni)



(se vuoi, scarica l'articolo in formato ODT o PDF)

L'ANTEFATTO (1)

Quando nacque FORA... si usavano i floppy. Sembra passato chissà quanto tempo ed invece sono circa due lustri.

All'origine vi fu un incontro, con Zitara, e quell'incontro era dovuto alla disillusione di chi vi scrive. Il tutto necessita del racconto dell'antefatto per essere compreso.

Sbarcato a fine 1973 nell'isola felice del comunismo italiano, sbattei ben presto contro la dura realtà padana. Quella che io, lavativo (gentile epiteto della mia prof. di scienze all'indirizzo della mia insofferenza a fare il diligente, anzi l'asservente) meridionale, ero abituato a considerare la condizione proletaria che mi si parava davanti agli occhi come una condizione distante anni luce dagli standard di vita che avevo lasciato. Mi ritrovavo a vedere famiglie, in cui entravano due o tre stipendi al mese, il cui tenore di vita eguagliava e spesso superava quello delle pochissime famiglie ricche del mio paese d'origine.

Quella ricchezza diffusa, quelle case nuove, belle, ben arredate, le persone curate nell'aspetto, se non colte nel senso intellettualistico del termine però in grado di sostenere un discorso in perfetto italiano e tanti altri dettagli cominciarono a scalfire le mie illusioni sulla palingenesi politica ad opera del proletariato italiano.

Parallelamente ero alla ricerca di un lavoro stabile; i pochissimi soldi guadagnati d'estate o li mettevo in casa o li usavo per acquistare libri e riviste. In una libreria della sinistra estrema trovai Quaderni Calabresi, poi L'Unità d'Italia: nascita di una coloniadi Zitara.

In biblioteca incontrai il bellissimo testo di Scarfoglio (2) (testo che nel corso degli anni fotocopiai integralmente quattro volte per regalarne copia ad amici, ultimo dei quali Nicola). Grazie ad un articolo di Galasso che stroncava (su L'Espresso) le loro ricostruzioni storico-economiche incontrati i testi di Capecelatro-Carlo (3).

Come notazione cronachistica, ricordo ai più giovani, che la Nuova Italia era una casa editrice vicina ai socialisti e la pubblicazione del secondo libro di questi ultimi due autori, che riscoprivano il dirigismo borbonico in campo industriale,  voleva essere una sorta di assist storico-ideologico al tentativo di industrializzare il sud di quegli anni.

Intanto, avendo casualmente stretto amicizia con dei compagni padani molto influenti iscritti al Partito Comunista, organizzai pure la serata dedicata alla questione meridionale, per sentirmi alla fine un emerito cretino.

Una telefonata di un padano (vicino, se non ricordo male, alle posizioni di Toni Negri) alla radio in cui tenevo una rubrica di storia meridionale mi aprì gli occhi e mi convinse della inconcludenza dello slogan “Nord e Sud uniti nella lotta”.

La sua frase lapidaria non l'ho più dimenticata e gliene sono grato: “La tua è una visione illuministica della classe operaia del nord.”.

Il senso era chiarissimo, pensare che gli operai padani liberassero il sud dalla sua condizione era una pia illusione.

Erano anni di scontri, di speranze e di lutti. Gli anni della Flobert: mi pare di ricordare che sui media di allora non ci sia stato grande clamore, mi colpì invece molto la canzone degli E-Zezi, “Sant'Anastasia”. http://www.youtube.com/watch?v=a99Y4LgjVLQ

Rifiutai varie proposte fra cui quella di fare il portatore di voti come candidato del “Partito di unità proletaria” legato al giornale “il Manifesto”. Feci una esperienza di consulenza sindacale per qualche anno poi abbandonai qualsiasi forma di impegno.

Mi dedicai al lavoro, perché mi pagavano, ovviamente continuai a studiare la “questione meridionale”. Acquistai centinaia di libri sul sud, fra cui Del Carria (4), Cutrufelli (5), Cinanni (6).

Senza nulla togliere a questi bravi autori e ad altri, i libri a cui sono sempre rimasto più legato sono stati quelli di Scarfoglio, Zitara, Capecelatro.

Trascorsero oltre quindici anni di isolamento politico e culturale. Poi un giorno sull'onda dei successi elettorali della Lega Nord scrissi una lettera a Tassone e a Zitara. La risposta di Nicola diede vita ad un sodalizio durato una dozzina d'anni, fino al 2010, quando ci ha lasciato.

FORA... rivista del Partito Separatista Rivoluzionario

Erano gli anni in cui muoveva i primi passi Internet. A malapena sapevo cosa fosse un html, ma ero curioso ed avevo capito che, essendo un insegnante, prima mi misuravo con quella novità e meglio sarebbe stato. Siccome mi stavo documentando per creare un sito web per la mia scuola, mi venne l'idea di proporre a Nicola di pubblicare sul web i suoi scritti. Lui si lasciò convincere e iniziò a inviarmi del materiale su floppy, via posta ordinaria. Ovviamente, come si diceva allora nell'ambiente informatico di siti visitati solamente “dalla mamma e forse dalla suocera”, quelle poche pagine probabilmente furono viste si e no da due o tre persone (tra le quali io e mia moglie!). Su un server di una società americana, la Compuserve, con la quale era una vera e propria avventura anche il semplice collegamento!


***


Oggetto: Benvenuto su Tripod, eleaml!

16/04/1999 23.57

Benvenuto Mino! Grazie per essere entrato nel mondo di Tripod! Potrai adesso usare Tripod con il seguente identificativo e password: 

Identificativo: eleaml 

Password: [...]

Lo Staff di Tripod Italia


Nell'aprile del 1999 pubblicai il primo vero abbozzo di sito (http://utenti.tripod.it/eleaml), in cui cominciai a mettere alcuni scritti di Zitara, fra cui un commovente articolo su Napoli, a cui diedi come titolo “Napoli, la nostra capitale”. Intanto si diffondeva la posta elettronica, grazie a società che davano la possibilità di ottenere gratuitamente un indirizzo. Nel 2000 Zitara decise di fondare FORA... La lettera editoriale di presentazione della Rivista, datata 28 febbraio 2000, mi pare fosse giunta su floppy, così pure era giunta su floppy, diversi mesi prima, Tutta l'egalité.


Oggetto: lettera editoriale 

09/04/2000 17.59 

Caro Mino, 

mi pare mille anni di finire il lavoro per l'amico che Ti ho detto. Tra la correzione del testo (sono già alla terza) e gli impegni familiari, le mie giornate volano. Internet? ti ho già riassunto le mie idee a riguardo, le cose che potrei fare per attrarre della pubblicità, ma non Ti ho detto che, se non trovo chi mi aiuti, non faccio niente.E mi spiego. Il passaggio dalla penna al computer per me è stato un disastro, prima scrivevo, rileggevo, facevo qualche correzione, e subito il testo andava ad un dattilografo, col computer non ho più bisogno del dattilografo, però scrivo, poi correggo, poi ricorreggo, poi riscrivo e ricorreggo. In conclusione per fare quel che prima facevo in tre ore, oggi mi ci vogliono tre settimane...Sicuramente il testo è più meditato, ma non è detto che un testo meditato sia meglio di uno non meditato. E così non leggo più, come si suol dire, non m'informo.Perciò con internet non mi impegolo. Se Tu mi aiuti, non desidero mutare la situazione, ti mando i testi e basta. Solo cercherò di imparare come si fa a spedire per posta elettronica.Il mio "loculo" web non dovrebbe essere Zitara ma "Fora"... (la speranza di imbattermi in qualche apostolo fugge i sepolcri). Questo "loculo" lo organizzerei in più capitoli:* Rivista, dove andrebbero il saggi più lunghi, * Note di cronaca, cioè gli articoli, * Letture e riletture, cioè recensioni, * Biblioteca meridionale (ove ci fosse spazio) in cui inserire testi vecchi e nuovi che l'Italia dominante si guarda bene dal rendere accessibiliMi darai il Tuo giudizio.

Ti ringrazio. 

Tuo Nicola 

Questa lettera era scritta sin dal 30 Marzo, ma preso da altri pensieri non l'ho spedita […]


In fondo alla lettera c'era l'indirizzo elettronico della figlia Lidia. Questo particolare mi da l'occasione per sottolineare quanto siano state importanti – nel decennio 2000-2010 – le sue figlie (anche Grazia, anzi soprattutto lei, per certi aspetti più tecnici, come la scannerizzazione di documenti) nell'aiutare Nicola a mantenere i contatti con me e con le persone che in questi anni gli hanno scritto.Della struttura di FORA... che avevo già in parte impostato parlammo al telefono, egli ne aveva una idea legata al cartaceo. Del fatto che una pagina internet non avesse limite fisico perlomeno non come la pagina di quaderno e che si potesse saltare da un documento ad un altro con un semplice clic a quei tempi non ne aveva cognizione chiara.Al primo messaggio elettronico da Siderno risposi:


Oggetto: Re: lettera editoriale 

09/04/2000 21.44 

Caro Nicola 

come vedi ho ricevuto il tuo messaggio. Resto in attesa di nuovo materiale, lo metterò in rete e ne invierò copia a Carmine Colacino del quale ti riporto E-mail: [...]@duesicilie.org e sito web: http://www.duesicilie.org dove potrai trovare le pagine dedicate a Fora. 

Ciao

Mino


Gli esordi dello scambio elettronico furono caratterizzati da qualche intralcio tecnico:


Oggetto: Nessun messaggio - Mino

20/04/2000 21.05

Caro Nicola non ho trovato alcun messaggio. Sono le ore 21:00 di giovedì 20 aprile. 

Ciao

Mino

Oggetto: Re: lettera editoriale

21/04/2000 20.33

Caro Nicola mi è giunto il tuo pacchetto. Ho assemblato il tutto aggiungendo dei collegamenti all'interno della pagina per facilitarne la lettura in rete. L'ho già spedito a Carmine Colacino - trovi la pagina su http://www.duesicilie.org/. Quel file [...].DOC per posta elettronica sarebbe costato 400-500 lire a te e meno a me (tanto io mi collego lo stesso per altri motivi) quindi per risparmiare ti converrebbe usare la posta elettronica se ne hai la possibilità.

Carissimi auguri, anche alla tua famiglia ciao

Mino


Avevo conosciuto Carmine Colacino, se la memoria non mi inganna, nella mailing list “ddojesicilie@(7), che assieme al suo sito http://www.duesicilie.org e alla mailing list “napoletanita@” in quegli per me furono una palestra di identitarismo. Sul sito venivano pubblicati svariati articoli di ispirazione neoborbonica, alcuni molto interessanti a firma di un certo RIN, di cui non ho mai conosciuto il nome reale.Di lì a poco, nel 2001, sarebbe nato un testo La storia proibita - Quando i piemontesi invasero il sud la cui prefazione sarebbe stata scritta da Nicola Zitara. Il testo presentava contributi di Carmine Colacino, ricercatore universitario in Potenza; Alfonso Grasso, ingegnere navale in Genova; Andrea Moletta, medico analista in Milano; Antonio Pagano, avvocato in Vicenza; Giuseppe Ressa, medico di famiglia in Roma; Alessandro Romano, studioso della storia del brigantaggio in Latina; Maria Russo, insegnante in Firenze; Marina Salvadore, giornalista in Milano; Maria Sarcinelli, medico analista in Milano.


***


Il primo contributo giunto per posta elettronica, inserito nel corpo del messaggio, fu “Garantismo o no” il 25 aprile 2000, un articolo dedicato al contrasto al fenomeno mafioso, in termini assolutamente controcorrente rispetto a quanto abbiamo visto fare nelle regioni meridionali dagli apparati repressivi dello stato italiano.Nella stessa serata del 25 aprile 2000 giunse sempre per posta elettronica, ma in allegato formato doc, un altro articolo, Commento al voto del 16 aprile - Con la vittoria di Bossi-Berlusca va avanti la separazione nordista”. Seguì, pochi minuti dopo, l'arrivo di Il turismo come attesa di sviluppo. Iniziò un dialogo con i lettori di FORA... che si rivolsero  direttamente a lui o attraverso il sito, con messaggi che noi gli giravamo. A volte tramite il nostro indirizzo di posta e a volte con risposta diretta, Zitara cercava di comunicare con tutti. Se la risposta era personale non sempre veniva pubblicata.

Il sito che ospitava la rivista FORA... era sui server di una società che dava dello spazio gratis, la Tripod; per cambi societari, nell'aprile del 2002, sarebbe mutato in http://utenti.lycos.it/eleaml. Il 2000 fu un anno prolifico, i suoi interventi oggi li rileggo con interesse e curiosità, come se non li avessi mai letti prima. Cito a caso, Per un comitato di liberazione nazionale sudista, La Mafia, Non siamo e non vogliamo diventare europei, Introduzione al separatismo rivoluzionario, Chi per la patria muor vissuto è assai.Nel 2001 si dedicò allo studio ed inviò poco materiale, ne indico un paio, Noi non siamo l’America e neppure l’Europa, Un secolo della Bocconi sul cadavere di Napoli. Riporto il suo appello ai lettori:


Oggetto: da Zitara 

15/09/2001 20.42 

Cari lettori, 

la vostra simpatia mi serve, ma dovete cominciare a collaborare con analisi, notizie, dati. Sono vecchio ed è ora che vengano fuori gli eredi.Non spedite e-mail. E’ troppo faticoso per me. Scrivete, invece. Ecco l’indirizzo: Nicola Zitara – Via  [...] – 89048 Siderno. Telefonate [...] solo se urgente. Spedite fax [...] solo se urgente. Non ho il segretario. 

Ciao 

Nicola Zitara


Ad esser onesti, non si fecero avanti frotte di collaboratori. Secondo me solo pochi coraggiosi si attardavano sul sito a leggere i vari articoli, il termine “separatismo” per noi meridionali era un pugno nello stomaco, spaventava se non irritava addirittura. Diversi contattarono Zitara per telefono oppure gli scrissero e questo accrebbe il suo entusiasmo. Qualcuno scriveva anche messaggi per ringraziare o per chiedere chiarimenti. Di collaboratori veri e propri, come già detto sopra, ne ho visti pochi, sia in quei primi anni che dopo. Ovviamente le poche decine di visitatori giornalieri son diventati col passare degli anni centinaia. Nel 2012 sono stati leggermente in calo, attestandosi su una media di diecimila visitatori diversi al mese, per un totale di 119175 in un anno, 169413 visite, 411772 pagine viste, 2468623 di accessi e 90.63 GB di banda utilizzata.


***


Zitara nel 2002 si prese una pausa semestrale, riprese a pubblicare su FORA... in giugno, inviandoci in allegato ad una email, La lira degli intrallazzi” che iniziava con un Ricominciando”:


Oggetto: Allegato

10/06/2002 9.57

Ricominciando

Siderno, 10 Giugno 2002

Riprendo a scrivere articoli per FORA Avevo sospeso per lavorare a un tema che ritengo cruciale per capire attraverso quali passaggi è avvenuta la colonizzazione padana del Sud. Alcuni sono clamorosi, e se non noti a tutti, sicuramente intuibili da tutti. Altri restano ignorati, e non perché ignoti, ma in quanto volutamente taciuti o travisati per salvare la faccia a quei furfanti che dettero vita ai primi governi dell’Italia unita. Fra questi passaggi è d’importanza cruciale la conversione delle monete d’oro e d’argento degli Stati preunitari in lire cartacee di una banca privata ligure, che nel giro di soli cinque anni si ritrovò ricca e potente senza avere investito una lira di suo. Risultato: un favoloso quanto ingiustificato arricchimento di Genova, Torino e Milano ai danni degli imprenditori e delle popolazioni meridionali, che non ebbero altra scelta se non quella di emigrare a decine di milioni. I lettori troveranno qui di seguito il riassunto del libro, che steso per la rivista Indipendenza (Roma – Laurentino c/p 15321).Ma veniamo a quel che è accaduto in quest’anno di silenzio. Lo scivolone del Sud verso l’annientamento della sua penultima identità, quella assistenziale, avviato a partire dal 1991/92 - da quando cioè il capitalismo padano ha deciso di prepararsi a entrare nel sistema monetario europeo, caricandone, logicamente, i costi sulle classi povere - è continuato a velocità raddoppiata nell’ultimo anno. E’ una legge di fisica che la massa d’urto di un corpo che precipita si carichi di potenza deflagrante per effetto del peso e della velocità. Il cozzo finale sarà come una bomba. Il crollo del Sud trascinerà con sé l’intera Italia.

[Se ti interessa, il seguito puoi leggerlo sul sito – NdA - 2013]


Questo è l'anno in cui lavora strenuamente a quello che comincia a considerare il testo che dovrà dimostrare ai giovani del sud le cause del disastro meridionale. Si tratta dell'opera che verrà poi pubblicata postuma, nel gennaio del 2011, col titolo “L'INVENZIONE DEL MEZZOGIORNO - Una storia finanziaria” dalla Jaca Book.


Oggetto: [NdA – 2013 – testo nell'allegato Mino.doc]

Siderno, 14  XII  2002

Caro Mino,

il Tuo aiuto a questo inizio di lotta per la liberazione dà risultati impagabili, che vanno via via emergendo. Per esempio la notevole quantità di e-mail e di telefonate che mi arrivano. Sono tanti (o tante, non so dire) che non ho la forza e il tempo di starci dietro. Forse un giovane avvocato della zona, a questo scopo, metterà su una segreteria.
Nel corso dell’ultimo anno non ho coltivato Fora. Ciò  per andare avanti con il libro accluso. Di questo ho finito sei capitoli. Mi restano da descrivere i successi padani e il disastro meridionale conseguenti all’unità: due capitoli faticosi e insidiosi.    Se Tu sei d’accordo, mettiamo in Fora la parte già finita. Spedisco per posta, su dischetto, i primi due capitoli (sempre di questa parte),  perché suppongo Ti occorra qualche fatica per organizzare la leggibilità .sul computer. Gli altri quattro li va correggendo un mio amico e man mano che saranno corretti Te li spedirò. Decidi Tu se pubblicare già ciò che è pronto o se aspettare gli alti  capitoli.Ma non finisce qui. Una mia nipote ha tradotto dall’inglese un bel libro sull’economia napoletana del ‘700. Da anni avevo in mano il testo, in parte dattiloscritto, in parte scritto a mano. Recentemente ho affidato i quaderni a un computerista perché metta il testo tradotto su dischetto. La dovrò sicuramente correggere, ma appena pronta sarebbe interessante pubblicarlo in internet. Che ne dici?Ci sentiremo per telefono, Ti anticipo tuttavia gli augurii per Natale e l’Anno nuovo. Ti prego di salutare Tua Moglie. 

Cordialmente Tuo

Nicola


I primi capitoli ci giunsero col titolo “L'UNITÀ TRUFFALDINA” che avrebbe poi cambiato nel 2009 in “LA LEGGE DI ARCHIMEDE - L'accumulazione selvaggia nell'Italia unificata e la nascita del colonialismo interno”, titolo che non avremmo mai compreso del tutto. Oggi rileggendo le prime righe di Ricominciando del 10 giugno 2002 abbiamo compreso che  in un passaggio – “E’ una legge di fisica che la massa d’urto di un corpo che precipita si carichi di potenza deflagrante per effetto del peso e della velocità. ” – c'erano già le premesse di quel titolo a cui Nicola sarebbe rimasto attaccato e non avrebbe più voluto modificare, nonostante le insistenze mie e di Vincenzo D'Amico che gli avremmo proposto qualcosa di più “popolare”. Si sarebbe arreso solo nell'estate del 2010, di fronte alla scelta editoriale della Jaca Book che di quel titolo avrebbe imposto il cambiamento per la pubblicazione.Si era piegato alla dura realtà, sentiva di essere al capolinea, voleva lasciare alla sua famiglia qualcosa di tangibile, dopo aver spesso in ricerche somme notevoli. Altrimenti non avrebbe mai pubblicato a nord del Tronto. Un argomento che con me toccò diverse volte. Tutto grazie alla cecità degli editori meridionali e al loro asservimento agli interessi padani che impediva loro di pubblicare i suoi scritti.Io stesso, senza informarlo, mi sarei rivolto alcuni anni più tardi ad un editore riminese prima e ad uno calabrese poi. Dal riminese aspetto ancora la risposta! Dal calabrese avrei ricevuto una cortese missiva riassumibile in una frase: “Non rientra nella nostra linea editoriale”. Meglio non fare esempi di ciò che rientra nella linea editoriale di tale editore.

Oggetto: L'unità truffaldina

19/12/2002 1.03

Caro Nicola nel pomeriggio ho messo in rete in due capitoli ed ho informato gli amici della lista ddojesicilie della pubblicazione http://utenti.lycos.it/eleaml/ Volevo solo dirti che il titolo che hai messo è bellissimo, per me è il migliore possibile. Lo preferisco a "La lira degli intrallazzi" che suonava un po' ideologico, da partito preso. Questo invece è azzeccatissimo e può avvicinare all'argomento anche i più renitenti. Ti telefono stasera (giovedì) o domani sera 

Ciao

Mino

Oggetto: il terzo capitolo è già in rete

20/12/2002 16.20

Caro Nicola il terzo capitolo è già in rete http://utenti.lycos.it/eleaml/ Come vedi via Internet si fa molto prima! 

Un abbraccio

Mino

Oggetto: [NdA - 2013 - testo in allegato Mino 24  XII  02.doc]

27/12/2002 14.35 

24  XII  02 

Caro Mino, 

ho voluto vedere il sito Fora! Bello. Grazie. Farò un breve sommario di ogni capitolo, in modo che il lettore possa orientarsi. Spero di far presto. Prima però Ti invierò il quarto capitolo che costituisce un punto nodale del libro. Ho riletto l’articolo “Banche …” stampato sul giornaletto di Siderno. Ti segnalo in rosso due o tre correzioni.Buon Natale. 

Ti abbraccio. 

Nicola


Prosegue nel 2003, da parte di Zitara, la stesura de “L'unità truffaldina”, in gennaio mi re-invia il Capitolo Quinto.


Oggetto: da Zitara 

08/01/2003 18.27

Siderno, 8 gennaio 2003 

Caro Mino, 

Ti mando il quinto capitolo di L’unità truffaldina. In origine era diviso su due file. Il primo file comprendeva tutto, meno le due o tre ultime pagine. Sono riuscito a metterli assieme con grande difficoltà. Deve essere capitato un qualche errore di elaborazione, per cui il fine non si chiudeva. Mi suggeriscono che le tabelle inserite sono troppe. Non so.Se spiccicano, fammelo sapere. Invio anche un articolo intitolato Borse. 

Nicola


Nell'aprile del 2003, stanco dei passaggi pubblicitari sulle pagine di Lycos, pubblicai tutte le pagine in un altro indirizzo, meno invasivo da quel punto di vista:


Oggetto: ho pubblicato il sito anche in un altro indirizzo 

15/04/2003 0.37 

Caro Nicola 

ho pubblicato il sito anche in un altro indirizzo, non ne potevo più della pubblicità che copriva l'intera pagina, ovviamente l'ho lasciato anche dove era prima perché è più conosciuto http://utenti.lycos.it/eleaml/

http://utenti.lycos.it/eleaml/nicola/pace_uomini.htm

http://utenti.lycos.it/eleaml/nicola/benito_amore.htm

oppure

http://web.interpuntonet.it/neapolis/nicola/la_guerra.htm

http://web.interpuntonet.it/neapolis/nicola/pace_uomini.htm

http://web.interpuntonet.it/neapolis/nicola/benito_amore.htm

Ciao 

Mino


Sono del 2003 anche pezzi che i giovani meridionali dovrebbero imparare a memoria, come “Banca e Industria”, “Mafia e droga”, “Borbonico”, “La soppressata”. Proseguiva il dialogo di Nicola con i lettori di FORA... anche attraverso messaggi che giungevano direttamente alla email del sito ed io giravo a Nicola tramite sua figlia Lidia.



Oggetto: una lettera per te 

07/07/2003 16.49 

NAME: Paolo [...] 

FROM: [...]@libero.it 

ADDRESS: 

COMMENTS: 

Egregio sig. Zitara, 

sono un calabrese (ahimè) emigrato al nord x motivi di lavoro. Sono laureato in economia all'università di Cosenza ed ho avuto modo di venire a contatto con gli studi economici dei meridionalisti(su tutti Graziani) grazie al mio prof. Pugliese. Mi sono fermamente convinto di molte delle tesi riportate sul Vs sito e le sto difendendo a spada tratta qui, nel cuore dell'Emilia, dai tanti luoghi comuni sulla nostra storia meridionale. Cercavo da tempo un fonte di documentazione sul Sud che potesse arricchire il mio bagaglio di conoscenze e darmi nuovi strumenti di difesa della nostra dignità e delle nostre origini, mai amate da me come da adesso che sono emigrato.Mi dispiace non aver avuto ancora il tempo necessario per leggere tutto il materiale presente, ma lo troverò, dandogli priorità rispetto a tante futilità della vita quotidiana. volevo dirle che una sola cosa al momento mi mortifica più delle offese e falsità sulla nostra storia: la consapevolezza che noi meridionali siamo i primi a bistrattarla, a non aver il coraggio d'alzare gli occhi al futuro e ad assumerci le nostre responsabilità per i tempi addivenire. Vivo al Nord e noto una solidarietà tra noi meridionali, una facilità di linguaggio, di comprensione, che mi duole il cuore vedere rovesciata quando torno nella mia Lamezia, o nella Calabria in genere. Le do motivo di riflessione e di confronto, rimanendo sempre e comunque fedele all'unico amore che ci unisce...la nostra terra...

Distinti saluti. 

TO: eleaml@lycos.it 

SUBJECT: Suggerimenti


Nel luglio del 2003 creai un sito su Altervista (http://www.eleaml.altervista.org), ancora oggi esistente ma non completo in quanto da anni ho esaurito lo spazio messo a disposizione gratuitamente e aggiorno solo homepage, copertina e qualche indice.Il limite di spazio imposto da Altervista agli utenti non paganti e la mancanza del supporto-php per poter organizzare una form sicura (inattaccabile dagli spammers), per ricevere i messaggi dei naviganti, cominciai a pensare all'acquisto di un dominio a pagamento.


Oggetto: Re: libro chorley 

01/09/2003 16.44 

Ciao Lidia 

senti, la struttura del libro ha qualche problema, nel senso che nelle note si parla di SETTE capitoli, ma nel testo sembra che ce ne siano solo DUE.Ci sono numerosissime pagine piazzate come note e che invece forse sono testo. In altre parole, così come è faccio fatica a metterlo su internet. Fammi sapere, altrimenti sono costretto a fare un pastrocchio ovvero a spezzarlo in modo arbitrario. 

Ciao 

Mino


Di questo testo poi non se ne fece nulla, Nicola non me ne parlò più ed io non gli chiesi notizie. Praticamente me ne dimenticai. Evidentemente si valutò di non pubblicarlo. Intanto arrivavano messaggi anche dalla padania di meridionali ivi immigrati a migliaia, fra cui Marco che incontrai di persona. All'incontro c'era anche l'allora direttore della Rivista Due Sicilie, Antonio Pagano.


TO: eleaml@lycos.it

Data: Fri, 26 Dec 2003 18:16:39

titolo: Suggerimenti 

NAME: marco [...] 

FROM: [...]@yahoo.it 

ADDRESS: via [...] 

COMMENTS: Ho visitato il vostro sito, nonostante ne abbia sentito parlare per tanto tempo, solo adesso e devo dire che l'ho trovato davvero interessante, davvero sterminato, non si finisce mai di navigarlo tutto, pieno di documenti interessantissimi e di rimandi ad altri siti e ad altre associazioni meridionali. Tutto ciò e davvero esemplare e degno di interesse.Continuate nel vostro progetto, quello della federazione di siti, perché é la migliore cosa da fare, adesso, in attesa di tempi migliori.

Ciao e complimenti ancora per il vostro sito.

Marco […]



***


Un bel giorno, nelle prime settimane del 2004, il sito fu oscurato dalla Lycos unilateralmente, con tre messaggi senza testo aventi come subject “Abuso del servizio Lycos Tripod”. Ancora oggi non ne capiamo la ragione, non ci pare di avere mai incitato al razzismo o agli scontri etnici, anzi eravamo molto attenti e lo saremmo sempre stati, anche negli anni successivi, a non offrire pretesti che comportassero la chiusura dello spazio web.


***


Tornando al nostro racconto, con l'oscuramento del sito mi decisi ad acquistare un dominio e relativo spazio web dalla Telekom. Nacque così, agli inizi del 2004, il sito: http://www.eleaml.org, dove “Elea” (greco: ?????) richiama l'antica polis della Magna Grecia,  denominata in epoca romana Velia. Sono affezionato al Cilento, ho vissuto lì parte della mia infanzia e tutta l'adolescenza. Da questo legame nasce anche la copertina con la fotografia della Porta Rosa e con, in sovrimpressione, la scritta:

Fora... Scritta

FORA... modello

Oggetto: nuovo sito - Mino

31/01/2004 23.37

Caro Nicola ti informo che ho aperto un nuovo sito, questo è l'indirizzo http://www.eleaml.org perché il primo vecchio sito http://utenti.lycos.it/eleaml è stato chiuso da Lycos per abuso del servizio, cosa che mi è stata spiegata con tre messaggi vuoti!!! E' capitato anche ad altri che avevano siti completamente diversi, non si capisce la logica che hanno seguito. Allora mi son deciso a comprare il dominio (così si chiama), quindi se devi dare l'indirizzo a qualcuno dai questo http://www.eleaml.org

Ciao

Mino

P. S. Un altro sito funzionante ma non so fino a quando perché gratuito è http://www.eleaml.altervista.org

Oggetto: apertura del sito http://www.eleaml.org 

30/01/2004 19.45 

Cari Amici 

due righe per informarvi dell'apertura del sito http://www.eleaml.org (ho acquistato il dominio per non rischiare continue migrazioni) a seguito della chiusura senza motivazione del sito storico http://utenti.lycos.it/eleaml da parte di Lycos. Agli amici che avevano un link nel loro sito chiedo di apportare la relativa modifica. Colgo l'occasione per ringraziare Carmine Colacino per la tempestività con cui ha già provveduto a modificare l'indirizzo di Lycos verso Altervista.

Grazie a tutti 

cdc 

[sigla con cui mi firmavo nella mailing list ddojesicilie@]

Il 2004 è l'anno della illusione separatista. Entusiasta dei tanti messaggi ricevuti, Nicola si impegnò nella nascita di un “Movimento di liberazione del Sud Italia”, arrivando il 27 giugno a pubblicare una sorta di programma-statuto per la creazione di uno stato megaellenico, programma articolato in vari punti:

Ne riportiamo un estratto, il testo integrale potete leggerlo su FORA... all'indirizzo: http://www.eleaml.org/nicola/politica/parte_mls.html


La riconquista

La conquista del potere avverrà dal basso, comune per comune. Le sezioni comunali del movimento affronteranno i problemi locali con equilibrio, onestà di giudizio, senso della collettività. Una commissione provinciale di probi viri applicherà la censura ai non onesti.Fino a quando il risanamento morale della società meridionale non sarà un fatto compiuto, il Movimento sarà guidato da un direttorio.Una forte presenza nelle realtà locali prosciugherà l'acqua in cui nuota il parassitismo parlamentare e consiliare padanista. I suoi esponenti dovranno cambiare mestiere e magari adattarsi a mangiare un pane faticato. La pressione dal basso svuoterà di peso politico le rappresentanze romane. 

La secessione parlamentare sancirà la separazione.[...]


Una delle sue grandi preoccupazioni era il risanamento morale della società meridionale. Per telefono più d'una volta si lamentò dei giovani tamarri che sfrecciavano per le strade di Siderno su macchine potenti acquistate con soldi di dubbia provenienza.Del 2004 impossibile non ricordare il dialogo con Stefano “studente napoletano” che, in agosto, scrisse una lunga lettera a Nicola e questi gli rispose su FORA... Chi fosse veramente Stefano io non son mai riuscito a saperlo. Lo incrociai in una delle tante scorribande che si facevano a quei tempi nei forum, esattamente nel forum di un quotidiano nazionale, lo identificai dallo stile delle argomentazioni. Una persona molto preparata, per correttezza non riporto il nick che usava in alcuni forum, ancora oggi mi rimane il dubbio che fosse veramente un semplice giovane studente universitario. Colsi l'occasione per spiegargli i motivi della censura che avevo dovuto adottare su una seconda lettera a Zitara, convenne con me che fosse stato meglio sorvolare su un argomento tanto scottante. Mi pare di ricordare riguardasse un ragionamento su mafia, indipendentismo e lotta armata (il titolo ricordo fosse del tipo “Ipotesi sulla necessità di coinvolgere la mafia nel processo di indipendentismo meridionale”, ho anche ritrovato il file dell'ottobre 2004, ma adottai una password così robusta che non riesco più a decifrarlo!). Come è facile verificare dagli indici della Rivista, il 2004 fu un anno prolifico, scrisse decine di articoli, fra cui ricordiamo: “La cabala bancaria", "Separatismo meridionale – Volantino", "La resistenza contadina contro l'invasione piemontese", "Sofrirenze", "Il Berlusca della cuccagna", "Una tanzina di caffè alla parmigiana", "Chiari di luna”, Banche padane? Fora! Fora! Fora!", "Carne venduta", "L'indipendenza italiana", "Il saccheggio, il contratto, la sovranità", "Il protezionismo borbonico", "Risposta alla lettera di Stefano", "Il partito delle Tre Sicilie", "Bassolino e Tremonti allacciati nel tango", "Autodeterminazione e Separatismo", "L’alienazione dei consumatori", "Separatismo senza altra discussione”.Alla fine del 2004 misi online “O Sorece Morto” uno dei testi che Nicola Zitara aveva pubblicato in proprio.


***


Nel febbraio del 2005 l'amico e collaboratore Nino Gernone consigliava di pubblicizzare il sito tramite “ilbrigante”, sinceramente non ricordo cosa feci della sua proposta, non sono mai stato un buon promotore di me stesso:



23/02/2005 12.00 

Caro Mino,

dopo la telefonata di ieri aggiungo che sarebbe opportuno - oltre a quanto si è detto – sollecitare Zitara e Pasquale Zagaglia (distribuisce il giornale in Calabria) di includere all'interno del cartaceo Il Brigante - d'ora in poi e per i futuri numeri - un semplice foglio con l'invito a consultare il sito www.eleaml.org in cui appaiono gli scritti di Zitara

Ciao 

Nino


Gli scritti di Gernone, come si può verificare consultando il sito, compaiono in apposita sezione. Io stesso, fino alla scomparsa di Zitara, non ho mai scritto un rigo su FORA..., in quanto mi sembrava un atto di vanità. Forse la struttura del sito non è chiarissima, ma ho sempre cercato di tenere separate le due parti, quella dedicata alla rivista (il cui menu, con qualche aggiunta, è rimasto invariato dall'origine ad oggi, lo si trova in alto a sinistra) e l'altra dedicata ai territori dell'ex-Regno delle Due Sicilie (il menu a sinistra, sotto il menu di FORA...).

Menu sito Eleaml

La sezione "1860 io nun me scordo - Rubrica d’informazione, memoria, denuncia e proposta" a cura del collaboratore di FORA... Andrea Balìa verrà aggiunta nel gennaio 2007. La sezione “Grafici Silenziosi” è stata inserita di recente, nel giugno del giugno del 2012, dallo scrivente.

Anche il 2005 vide la pubblicazione di un notevole numero di articoli, fra cui “Allarme rosso", "Due Italie", "Il nostro passato feudale", "Casi di varia italianità", "La calata degli ostrogoti", "La storia di lungo periodo", "Chi fa le regole", "La borghesia compradora", "La questione morale", "Il sonno della ragione", "Euro Dollaro Lira", "Bossi al profumo di bergamotto", "L'ineguale sviluppo delle Nazioni", "Ballarò, ovvero il mercatino dell’ipocrisia", "Cominciamo!", "Il Sud, tre volte sull'altare, tre volte nella polvere", "Ma siamo veramente itagliani?", "Il peperoncino rosso come  storia”.


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L'INCONTRO CON ZITARA

Nell'estate del 2005 il viaggio nella memoria che il meridionale fa, ogni volta che inverte la rotta e dalla padania va a sud, fu denso di presunzioni e di illusioni “duosicilianiste”. Ero in contatto con diverse persone di ogni parte d'Italia, da oltre cinque anni pubblicavo gli scritti di Zitara su internet.

Non avevo bisogno di incontrarlo fisicamente perché come mi disse un amico una volta, per conoscere una persona basta leggere quello che scrive, ma parlare viso a viso con un maestro, come Nicola Zitara, uno storico che aveva fatto della dignità meridionale una ragione di vita, per me era un grande onore.Nei pochi giorni che io e mia moglie ci fermammo a Siderno, l'incontro si snodò tra appassionate ed estenuanti discussioni notturne e viaggi in luoghi simbolo della cultura e della storia meridionale, Gerace, Stilo, la ferriera di Ferdinandea, le fabbriche di armi e gli altiforni di Mongiana."Questo sud – disse fra l'altro Nicola – ha bisogno di uno scossone morale. I destini dei meridionali della diaspora e di quelli che oggi vivono al sud si divaricheranno sempre di più, per interessi contrapposti."Le scorribande tra passato, presente e futuro si inseguivano e si intersecavano in quei pochi giorni – o, meglio, soprattutto nelle notti! quando Zitara dava il meglio di sé nelle discussioni - di permanenza a Siderno. Uno dei filoni d'indagine che avrebbe meritato di essere esplorato - secondo il nostro ospite – era il "trattamento riservato alle opposizioni" nei primi anni di vita unitaria. Tra una discussione e l'altra riuscimmo a convincere Zitara a postare un messaggio nel forum di Terra e Libertà– intanto un amico napoletano dava un preavviso per informare gli iscritti che eventualmente avessero voluto replicare o porre delle domande.


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Nel giro di un paio di anni (2004-2006) mi ero ritrovato con lo spazio esaurito, la Telekom, per qualche decina di MB di spazio aggiuntivo, voleva una cifra esorbitante. Era giunto il momento di cambiare web-hosting, ma non intendevo rivolgermi ad una società tosco-padana che andava per la maggiore e vendeva spazio web a prezzi stracciati.“Gli sfizi si pagano” si dice da noi.



23/03/2006 19.42

Salve, 

ci scusiamo per il ritardo dovuto ad un problema con il pannello delle attivazioni. Abbiamo provveduto ad attivare manualmente il Suo spazio web e Le abbiamo inviato una email con tutti le informazioni di accesso.Per procedere al trasferimento del dominio è necessario contattare il Suo attuale registrant richiedendo l'Authorization Code ed inviarcelo.

Saluti

M* L* 7Host - Hosting Solutions


Preferii pagare molto di più e stipulare un contratto con una società di web-hosting con ragione sociale nel territorio dell'ex-Regno delle Due Sicilie. Nel marzo del 2006 scelsi la 7host di Francavilla al Mare (Chieti), dove trovai un personale solerte e competente che in tutti questi anni non mi ha mai fatto pentire della mia scelta. Mi hanno sempre aiutato a risolvere i problemi che a volte capitano nella gestione di un sito, che allora ospitava centinaia di pagine, diventate in seguito migliaia, fra documenti vari, in formato html, rtf (questo fu il primo formato degli articoli di Nicola che decisi di usare, per il semplice fatto che si prestava ad essere aperto con programmi diversi da word), pdf, jpg.Non a caso eleaml.org è ancora sui server della web-hosting di Francavilla.


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Nel gennaio 2006 giunge un articolo, “Il patriottico bidone di chi paga e chi no”, il cui inizio condensa il punto di vista di Nicola su quella sorta di mitologia quotidiana che accompagna l'essere meridionale e il non essere capaci di scrollarsi di dosso la dominazione coloniale:


Marotta diceva che siamo “Alunni del sole”, Tomasi di Lampedusa sosteneva invece che siamo “Gattopardi”. La mia sommessa opinione - per quel che può contare -  è che non abbiamo capito niente.  A Napoli si canta, a Palermo si piange ancora la triste fine della Principessa di Carini, in Puglia si pensa alla buona cucina e all’olio di prima spremitura, in Abruzzo sono forti e gentili, in Lucania sono non meno forti e non meno gentili, in Calabria il mutismo prevale, in compenso luccicano i coltelli, sempre che manchi una  P38. La pizza è buona, gli spaghetti alle vongole meglio, non parliamo poi del peperoncino rosso, della mozzarella di bufala, dei funghi della Sila e dei cannoli con la ricotta.Il Sud muore, distrutto dal fatto che “siamo Dei”, o forse soltanto devoti alla Luna e al culto lunare della donna-madre. Fare? Non fare? Aspettare? Modificare la Repubblica italiana? Separarsi?  Ma la separazione non è un rimedio peggiore del male?[…] Gli Italici (quelli del Sud) sono un popolo vinto e sottomesso. La loro dipendenza dai Toscopadani è ormai un fatto radicato, costituzionale, strutturale.  Credono giusto patire ogni sopruso, ogni raggiro, purché si mangi - tale e quale gli schiavi di Roma imperiale.  


Dello stesso mese è il programma del Partito separatista degli Italici (datato 16 gennaio 2006) che mi invita a leggere e a non mettere online in quanto destinato alla rivista Due Sicilie. Come tutti sanno da quella rivista non fu mai pubblicato.

Nel mese di gennaio fra gli articoli inviatimi cito “I dannati della terra” e “Vinti e vincitori ”. Su quest'ultimo articolo mi ritrovai, mio malgrado, per la seconda volta (la prima volta con la lettera di Stefano, studente napoletano), ad adoperare la “censura”, riguardava Giorgio Bocca e a parer mio si poteva prestare ad una denuncia. Nicola voleva che lo modificassi io, a mio piacimento, a me pareva troppo mettere le mani su un suo scritto. Chiesi lumi anche ad un amico legale, ma la risposta per me non era risolutiva. Non se ne fece nulla, l'articolo restò in naftalina. Adesso che sono tutti e due nel mondo della verità, come direbbe la buonanima di mia nonna, sto valutando se metterlo online.


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Ai primi di marzo mi giunse altra copia del programma del Partito separatista degli Italici con richiesta di inserirlo tra le pagine di FORA... La pubblicazione sulla rivista è datata 5 settembre 2006, in quanto si tratta di una nuova versione rispetto a quella inviatami in marzo.Il 4 marzo arrivò una email con allegato un suo risentito intervento sulla vicenda della mancata pubblicazione, “Il bordello”, nel quale fra l'altro scriveva:


Si era convenuto che il bimestrale “Due Sicilie” pubblicasse il programma e lo statuto del partito separatista. Evidentemente chi lo dirige o ispira, avendo cambiato idea, non l’ha fatto. Invece, sul numero oggi in edicola, dopo un inutile panegirico del separatismo, viene detto:“La redazione di questa rivista è a disposizione di questa idea [il separatismo] ed esorta tutti i movimenti politici meridionalisti a unirsi, pur mantenendo i propri simboli locali [sottolineatura mia], per realizzare questo unico vero Sud. Per attuare questa confederazione meridionalista è indispensabile mettere al vertice una persona super partes a garanzia della correttezza e dell’imparzialità dell’indispensabile coordinamento a cui tutti dovremmo fare riferimento per realizzare l’unitarietà politica. Noi proponiamo il Prof. Nicola Zitara [che sarei io] etc.”.Meno male che non mi è stato chiesto di recarmi a piedi scalzi e con il capo cosparso di cenere dal siculo, on. Lombardo, e dal suo attaché dott. Majorana!Per trattarmi come un bambino che fa i capricci e che bisogna distrarre con una fanfaluca, evidentemente chi ha scritto e chi ha suggerito il testo riportato mi considera un infante.


Quella mancata pubblicazione su “Due Sicilie”, però, non provocò mai una rottura con Antonio Pagano, a dimostrazione che Nicola avrebbe continuato a dialogare sempre e con tutti.

Gli piaceva dialogare soprattutto con i giovani, a proposito dei quali, nell'articolo “Da Zitara a Emanuela Rullo”,  il 19 settembre del 2006 scriveva:


Oggi nessuno ha bisogno di voi. E per questo non solo voi, ma anche i padri e i nonni sono in angustie. L’Italia, che un tempo pareva avesse le orecchie aperte, oggi è sorda.Il punto focale del discorso è lo Stato. Non rientra fra i problemi che lo Stato italiano affronta di petto sin dal suo sorgere, tra il 1859 e il 1861, quello di dare un lavoro ai meridionali. Degli italiani del Sud si serve e basta.Il nostro Stato nascerebbe proprio partendo da tale problema. La difficoltà è proclamarlo e costruirlo. A ciò, il sentimento non basta. Bisognerebbe lottare, fare quello che fecero i patrioti del risorgimento, ma al contrario. Ma il difficile è cominciare, poi l’incendio divamperebbe in un baleno.


Del 2006 sono interventi come  “2012”, “Siamo alla resa dei conti”, “Abbiamo tradito i nostri figli “, “Il ricatto bossista “, “La retorica del 25 aprile “, “Contro Napolitano”,  “L'età dello scrocco”, “Le guerre dell'Italia resistenziale”, “Lo stato evapora nel business”, “La scadenza separatista”, “Il vero Pil sidernese”, “C'era una volta la questione meridionale - La parabola di “ Cronache Meridionali”“, “Chi di speranza campa disperato muore”, “Corrado Alvaro - Vox clamans in deserto ”, “Antologia all’inverso - Gli storici italiani? Servitori della cospirazione toscopadana”, “Ytalìa”, “L'albero di Natale e il peperoncino rosso”. Il 5 dicembre dietro mia insistenza mi inviò alcune note biografiche che gli avevo richiesto per passarle a Nicola Teti, Editore della rivista "Il Calendario del Popolo", a cui mi ero rivolto chiedendogli di pubblicare qualche articolo di Nicola Zitara. Inviai le note a Teti, intellettuale calabrese trapiantato a Milano, il quale non si degnò manco di rispondermi. Scopro ora che per uno strano destino pure lui se ne è andato da questo mondo nel 2010, in febbraio.Nello stesso mese di dicembre Zitara mi chiese di pubblicare un suo scritto apparso sul bimestrale romano “Indipendenza” nel luglio 1997:  “Il sistema di potere in meridione: dai galantuomini alla classe infame”. Ve ne consiglio la lettura.


***


Alcuni articoli del 2007 sono dedicati alla storia patria, in particolare a Ferdinando II, in “Re Bomba e la spocchia toscopadana” si duole delle falsificazioni storiche di cui si è per un verso vittime e per l'altro complici, mediante l'acquisto delle opere dei falsificatori:


Mi chiedo come si commenterebbe a New York un’enciclopedia che trascurasse le imprese del generale sudista Lee, o a Londra se un’enciclopedia non dedicasse le necessarie colonne a Maria Stuarda e alla sua morte, o a Parigi se omettesse l’assassinio reale del duca di Guisa.Toscopadana – schifo. Due, tre, cento, mille volte schifo. Personalmente non ce l’ho con la Treccani. Le falsificazioni risalgono all’illustre filosofo Giovanni Gentile, e al suo amico/nemico Benedetto Croce. Ce l’ho con me stesso. Per acquistare un prodotto scalcinato e falsificatore dei fatti ho già speso parecchie centinaia di euro e altre centinaia spenderò per completare l’opera e rivenderla a un milanese a metà prezzo. Eppure non ero e non sono un ingenuo il quale ignori che ogni libro pubblicato in Italia ricorre al falso e alla omissioni per far apparire bello ciò che è schifosamente brutto.


Dello strano modo di valutare fatti analoghi a seconda se accaduti nell'area toscopadana o nel Regno di Napoli e Sicilia, parla anche in un altro articolo su uno dei migliori re borbone, La storia negata: Ferdinando II, nel quale parla anche del “miglior generale che l’Italia moderna abbia avuto”, il Cardinale Fabrizio Ruffo:


Per la storiografia italiana, chi invade la Toscopadana è un nemico, e la resistenza a questo nemico è considerata giustamente un fatto nobile e spesso eroico. Però incongruamente il valore positivo si trasforma in negativo allorché sono i meridionali a resistere all’invasore. Nel 1799 l’esercito francese invase Napoli.
Chi parteggiò per l’invasore, aprendogli le porte della città e bombardando dall’alto del castello di San Martino il popolaccio, che si accingeva alla difesa, è considerato un patriota e un grande eroe. Viene considerato, invece, un vile, un retrogrado, chi non si oppose ai francesi e li contrastò nel saccheggio, che era il nobile scopo che prefiggevano quando occupavano le altrui nazioni.
Vile, retrogrado, reazionario e sanfedista è considerato Fabrizio Ruffo, il famoso Cardinale Rosso. Questi sollevò i contadini calabresi in nome della fede, della fedeltà al loro paese e alle loro tradizioni e con loro marciò contro i francesi e li costrinse ad abbandonare frettolosamente Napoli. In questa occasione la patria sabauda, con seguito di maestri e professori, condanna a lui e ai suoi briganti sanfedisti. Li descrive come selvaggi, come dei feroci carnivori. Loro sarebbero stati gli infami saccheggiatori non certo i francesi, civilissimi rivoluzionari che strappavano l’orecchia insieme con l’orecchino, che davano alle fiamme il cascinale dove s’erano rifugiati le donne i vecchi i bambini.


Del 2007 ricordiamo altri vari articoli, come "Le strade del Mediterraneo", "Gli italiani", “Tra famiglia e mafia -Temo Milano e i suoi doni", "Resistenza e Costituzione gabbate", "Il lavoro lo stato l'indipendenza", "La truffa unitaria", "Il sistema globale e il Monte di Pietà", "La perfida Albione", "L’unità si sfascia (finalmente!)", "Le banche e Masaniello", "Semeiotica separatista", "Il tradimento dei padri", "Calabria: estendere il bosco", "Locri: “la piazza è vuota”", "Non fu colpa di Garibaldi fu colpa nostra", "La funzione dell’intellettuale meridionale", "Il crollo", "Una borghesia a mano armata", "Il partito separatista", "Difetto d'informazione", "Che fare?", "L'azione del Partito Separatista degli Italioti", "La predica di Natale".


***


Nel gennaio del 2008 Zitara, in una risposta a Beppe Quaranta delinea l'urgenza di un atto politico unitario fra la Sicilia e il Napoletano che tenga però conto delle differenze storiche e identitarie fra le due realtà:


Intanto, secondo me, la Sicilia e il Napoletano sono due formazioni sociali a sé stanti. Il fatto che la disgrazia del colonialismo toscopadano oggi le accomuni non significa che le diversità siano scomparse. La Sicilia e il Napoletano (l'Ytalìa) possono e debbono allearsi nel moto d'indipendenza dalla Toscopadana, ma ciascun paese ha una sua persistente identità millenaria.
La storia di lungo periodo non si cancella davanti  a una pizza e a un bicchiere di vino. [...] Il dramma degli italoi s'incorpora nell'ambiguità tra l'inconsapevole sentimento di appartenenza e la razionalità presa a prestito dalla Francia, dall'Inghilterra e da Milano. Tuttavia non c'è tempo per una 'rivoluzione culturale', per portare a livello di coscienza la nostra identità e per costruirci sopra una nostra politica. Dobbiamo far presto, perché ogni giorno è un nuovo disastro, una nuova servitù economica e culturale, un nuovo Saviano che capisce tutto e non sa cosa fare. Bisogna  necessariamente rifarci alla  categoria politica d'indipendenza, nel caso allo Stato borbonico. Rimetterlo in piedi contro i paglietta.


Appartengono all'anno 2008 articoli come “Partito nazionale = truffa meridionale”, in cui delinea l'asservimento dei politici meridionali dopo l'avvento al potere della sinistra ovvero di Crispi, primo capo del governo italiano nato a sud del Tronto:


In Meridione la classe politica continuò a svolgere il suo ruolo di servizio di retrovia attraverso l'accattonaggio del voto. Questa sublime funzione politica era in atto già prima a Palermo e a Napoli, mercé i buoni uffici della mafia e della camorra. Un famoso sindaco di Napoli, Nicola Amore, stante il suo bel cognome, era fortemente innamorato della camorra. E la camorra di lui. Il secondo presidente meridionale del consiglio dei ministri, il marchese di Rudinì, era il papa della mafia, e così anche l'insigne giurista Vittorio Emanuele Orlando, presidente del consiglio sul finire della Guerra Mondiale. Si tratta di tre capi di governo, che molti meriti ebbero nei confronti della Toscopadana, e che di meridionale ebbero soltanto l'accento e forse l'avversione per la polenta. Un altro presidente del consiglio meridionale, apparso come una stella senza orbita, fu Antonio Salandra, a cui si deve l'evento più antimeridionale della storia dell'Italia unita, la dichiarazione di guerra all'Austria,


Sferzante il suo giudizio sulla lotta alla mafia da parte dello stato italiano, giudizio contenuto in “Roma, dacci oggi la nostra mafia quotidiana”:


Personalmente non mi sento di piangere nel coro. La piccola borghesia meridionale è stata acculturata  dal colonialismo interno, in modo da essere sempre servile con la Toscopadana, un trend secolare che parte da Mazzini e Cavour per arrivare agli intrepidi nostri contemporanei, Silvio Berlusconi e Walter Veltroni, perfettamente ammaestrati nelle scuderie del domator di cavalli e sacerdote di cinismo, Massimo D'Alema.  La  piccola borghesia limosinante è  il vero ostacolo alla crescita economica, civile e culturale dei meridionali. Ma non è su questo punto che intendo porre l'accento. La sinistra toscopadana, così verbosa, cinematografica e televisiva  contro la piovra mafia, immancabilmente dimentica di ricordare alla medesima piccola borghesia che è afflitta da ben altre piovre, quelle dei monopoli ed oligopoli nazionali.


La sua scelta separatista la esplicita, ad ogni passo, come una necessità senza alternative per il paese meridionale, scrive in “Io - modestamente -dissento”:


Regioni, macroregioni, autonomismo, sono prodotti soporiferi. Nella storia contemporanea c'è solo un momento promettente per l'Ytalìa, quello del regno di Ferdinando II. Era indigesto al Regno Unito e all'Union Yack, fu quindi cancellato. Ma oggi l'Inghilterra non conta più quanto nell'età della Restaurazione. Si può tentare, quindi. Comunque, non credo ci sia altra lezione politica applicabile al Sud odierno che quella vecchia del grande re Borbone.  Il quale commise un solo grande errore, quello di voler tenere sotto di sé anche la Sicilia.


Il 23 settembre del 2008 mi spediva un file doc di oltre duecento pagine che conteneva i primi otto capitoli dell'opera a cui lavorava da anni. Il 24 novembre mi avrebbe spedito un file con la PREMESSA L’unità truffaldina - Alla fonte bellica del capitalismo toscopadano  e un altro file contenente l'Indice e l'Elenco degli autori e testi citati:

 

Caro Mino, 

come credo d'averTi già detto ho mandato il testo a Controcorrente, ma nessuna risposta. Inutile indugiare, mettilo in Internet e fallo circolare il più possibile. Se troverò un editore, bene, se no l'importante che circoli. 

Mando due file. Questo primo precede i capitoli che già hai. Se hai apportato delle correzioni, praticale sul testo. L'altro file  contiene la bibliografia, pertanto va necessariamente in fondo. Tutto il resto è affidato a Te.
La mia gratitudine è infinita. Le parole la tradirebbero. 

Ti ringrazio.

Nicola


La premessa era preceduta da una dedica che chiariva senza ombra di dubbio da che parte egli stesse, dalla parte del popolo meridionale, poi seguiva una indicazione per gli eventuali lettori, praticamente un invito a non fare un uso commerciale del materiale pubblicato:


In ricordo  di Fabrizio Ruffo, eroe dissacrato della nostra indipendenza

In attesa che il libro sia pubblicato nella forma tradizionale, l'autore autorizza l'utilizzazione a fini non commerciali. Pertanto le copie estratte e stampate su carta non potranno essere trasformate in libri o dispense da mettere in vendita.


Dal suo osservatorio calabrese, di periferia dal punto di vista geografico ma non certo del discernimento, egli dubita che la 'ndrangheta riesca a fatturare (8) quanto si va dicendo nei convegni da parte dell'allora ministro dell'Interno Maroni. Lo scrive in “Le fatture di Maroni”:


Ci sono le fatture emesse dalle ditte commerciali e le fatture che sono opera dei fattucchieri. Su questa base diventa alquanto ipotetico a cosa si riferisse il sig. ministro Maroni, lombardo e stronzobossista, a proposito delle fatture 'ndranghetiste, che ascendono a 45 miliardi. Chi scrive vive in un posto altamente 'ndranghestico, cioè in Calabria. Di persone sicuramente affiliate e di compari e amici della 'ndrangheta ne conosce un gran numero. Anzi deve onestamente dire che gli sono più simpatici i 'ndranghetisti, che i ministri, i deputati, i governatori e gli assessori, specialmente se calabresi anche loro (e anche loro, in maggior parte, odorosi di preferenze 'ndraghetistiche).Avendo conosciuto, frequentato, negoziato, e conoscendo, frequentando e per quel può, negoziando con 'ndranghetisti della miglior schiuma, sì è fatto l'idea che questi egregi contravventori di ogni legge e familisti amorali non siano tanto ricchi quanto si dice. 45 miliardi  corrispondono a quatrocentocinquanta milioni di volte lo stipendio mensile di un insegnate. Ponendo ad esempio che i 'ndranghetisti calabresi siano 50.000, ogni 'ndraghetista si porta a casa 900.000 mila euro l'anno, che divisi per dodici mesi fa 75.000 euro al mese. In altre parole tra il tenore di vita del sottoscritto e il tenore di vita del simpatico 'ndranghetista, con cui chiacchiera al caffè, ci sarebbe una differenza tra un caffè e 75 caffè.


Sempre nel 2008 verranno pubblicati decine di articoli, fra cui: “Il biografo calabrese del calabrese Cardinale Ruffo”, “Tamarri non si nasce, si diventa”, “Lo Stato prefallimentare”, “Sua Maestà la banca centrale”, “Disoccupazione: il destino non c'entra”, “L'ineluttabilità della separazione italiana”, “Capitalismo e servilismo”, “La circolarità della crisi”, “Rifondare sì, ma cosa?”, “Ferragosto, una motocicletta”, “La beffa del federalismo fiscale”, “Corazzate e biglietti verdi”, “Le fatture di Maroni”, “Dalla crisi alla fame”, “Due vite parallele: Brugnano e Iannopollo”, “La riforma Gentile e la pedata di Maresca “, “Il bergamotto: una magia svanita”,  “Anni '50. Bovalino, andata e ritorno”, “Soreste”, “Gli esorcismi di Napolitano”, “La Marcia sulle salmerie mafiose”, “L'avventurismo del Tesoro americano”.

***

Nel gennaio del 2009 pensai che, dopo tanti anni di fatiche, mi sarebbe veramente scocciato molto se qualcuno si fosse inventato qualcosa per tapparci la bocca. Acquistai un dominio e uno spazio web in Svizzera per mettere il contenuto del sito al riparo da qualsiasi rappresaglia. Ricordo la voce gentile ma stupita del responsabile svizzero della web-hosting Softcodex che mi chiamò a casa, per sapere i motivi della mia scelta. Per stare tranquillo, risposi io, spiegandogli le mie ragioni.


ABBONAMENTO HOSTING BASIC - nazionali.org

Egregio Sig. Mino, 

la ringraziamo di aver effettuato la registrazione al nostro servizio di Web Hosting. Le confermiamo la registrazione e l’attivazione di tutti i servizi legati al suo sito internet (e-mail, ftp, statistiche). Durata del contratto: 15.01.2009 - 14.01.2010 Costo annuale: [...].- CHF (IVA esclusa) In allegato le inviamo i relativi dati di accesso ai nostri sevizi. In particolare la invitiamo ad entrare nella sezione Webadmin e impostare una sua e-mail alla quale inviare qualsiasi tipo di comunicazione.[...] 

I nostri migliori saluti

softCodex Sagl B* F*


L'indirizzo del sito, praticamente un mirror di eleaml.org è il seguente: http://www.nazionali.org (9)

L'11 gennaio 2009 arrivava per email l'opera completa (La lira truffaldina e il Ri-sorgimento toscopadano  mediante spinta dal basso verso l'alto) di copertina, premessa, indice, bibliografia, in tutto 13 capitoli. In un articolo del 20 febbraio 2009, “No global”, affermava che per conseguire uno stato ed una burocrazia efficienti e puliti la strada obbligata fosse la monarchia borbonica, eletta a simbolo dell'unità del paese meridionale:


Il Sud ha bisogno di ricostruire la sacralità dello Stato attraverso una monarchia regnante. Ha bisogno di sospendere la votocrazia per un periodo non inferiore a cinque anni. Ha bisogno di una classe dirigente consapevole dei problemi del paese. Ha bisogno di una burocrazia efficiente e pulita. Deve fondare un sistema di economia mista, in cui stiano in equilibrio il settore pubblico, le banche, le maggiori industrie, i servizi classici e l'agire privato. Ha bisogno di riportare al lavoro i giovani e alla ricerca gli studiosi.

Ha bisogno di libertà. Viva il ricordo di Ferdinando II.


Ai primi di marzo, in un breve intervento, “L'indennità ai disoccupati storici(10), affrontava il tema della disoccupazione storica. in un altro breve messaggio scriveva fra l'altro:


Ieri l'onorevolissimo Dario Franceschini, nuovo leader dei cattocomunisti, ci ha fatto sapere che il suo partito pretende un'indennità di disoccupazione a favore di chiunque perda il lavoro.
Bravo! E quelli che non l'hanno mai avuto? Nessuna sorpresa, infatti il predetto ci ha fatto anche sapere che è un uomo del Nord. Ma allora perché non passa con Stronzobossi, ché uomo del Nord più bello non c'è?


Proponeva di “preparare DOVUNQUE i club dei disoccupati storici” per partire con la petizione, subito dopo si sarebbe sottoscritta la legge di  iniziativa popolare. Una sorta di reddito di cittadinanza (per usare una terminologia grillina dei giorni nostri) da offrire ai meridionali, giovani e meno giovani, che mai avevano avuto un lavoro fino ad allora.Intanto proseguiva l'estenuante lavoro di rifinitura del testo di quella che ormai riteneva una delle sue ultime e più importanti opere. Il 5 marzo mi inviava tre capitoli rivisti e corretti, accompagnati da un messaggio telegrafico:


Caro Mino, 

non sono ancora al testo finale, ma sto migliorando il testo precedente. Se credi puoi sostituire i tre capitoli che allego.

Nicola


 Il 12 marzo mi reinviava il capitolo 11° nel quale compariva una titolazione che poi avrebbe dato all'opera intera e che non avrebbe più voluto modificare: “Capitolo undicesimo - La legge  di Archimede sul galleggiamento dei corpi - Un corpo immerso in acqua provoca una spinta dal basso in alto pari al peso dell'acqua spostata”. Del 2009 sono vari articoli, tra cui alcuni dedicati al Mediterraneo: “Napolitano, la Costituzione, il Sud", "Le autostrade del Mediterraneo", "Il moderno cabotaggio con le sponde afroasiatiche del Mediterraneo", "Il Continente Mediterraneo: da una logica all'altra", "Mio nipote Micu condannato all'ergastolo", "Dino Audino, un sogno sidernese presto svanito.", "Federalismo = servilismo", “Calabria infame”, "Crisi bancaria o crisi di tutto il sistema?", "La cerniera della  circolazione monetaria", "Io cerco la Titina", "Notizie e appunti a margine a una mia intervista", "Io voterò MpA", "Gioia Tauro è un'isola, Reggio in cima all'Aspromonte", "E' già tempo di costruire la flotta", "Battaglie navali e guerre terrestri", "La guerra in Europa tra Atlantico e Mediterraneo", "Perché il Re?", "Il Meridione e il globo", "Comitati per la difesa dei diritti di cittadinanza", "Lo Stato frega il Sud", "L’irrinunciabilità e l’urgenza di uno stato meridionale", "Il capitalismo si sta giocando i giovani meridionali”.

***

Se qualcuno me lo avesse detto, all'inizio del 2010, che Nicola ci avrebbe lasciato, io non gli avrei creduto. Sapevo che stava male, raramente ne parlavo con lui, me lo dicevano i suoi familiari, ma egli era un combattente e pensavo che se non proprio vincendo, comunque  avrebbe dato filo da torcere alla morte, spostandola molto in là nel tempo. Non sarebbe stato così, purtroppo.Nei pochi interventi del 2010 su FORA..., la fanno da protagonisti  la storia recente di Siderno e la mafia, a quest'ultima dedica diversi articoli: "Le angosce della casta mafiosa", "In risposta a un lettore: la natura della mafia", "La sfinge mafiosa", "Mafia vecchia e nuova - Risposta a Enzo Romeo".Scriveva ne “Le angosce della casta mafiosa”:


Gli schemi, i paradigmi, le analisi sociologiche non mi servono. Sono nato e sono venuto su  in un luogo in cui i mafiosi erano una componente del paese; persone date, sia come singoli o sia come genere. Come le suore, la maestra, l’accalappiacani, le guardie, i ferrovieri, gli operai, i pescatori, Zagarè e la sua carrozza. Ma i mafiosi avevano un loro regolamento interno, diverso dai regolamenti vigenti fra i civili o fra i compagni di scuola. Nel regolamento mafioso - si sapeva - era prescritto che i conflitti sfociassero in coltellate e si concludessero con uno sbudellamento. Era norma che la cosa avvenisse fuori dalla portata dei comuni mortali. Imperscrutabili erano anche i motivi. Le spiegazioni che venivano date dalle persone ben informate non erano altro che ipotesi. L'evento non era un mistero, ma causa e causanti sì. Peraltro la mafia era una piccola cosa nella vita della parte urbana del  paese.


Ne "Il destino del meridione", Zitara parla di una iniziativa neoborbonica – una iniziativa che, ad esser sinceri, non ha mai entusiasmato chi scrive –, del Parlamento delle Due Sicilie; l'argomentazione evidenzia il suo ottimismo e la sua capacità di valorizzare qualunque cosa nel sud desse qualche segno di vita, rispetto al circostante immobilismo politico.Nell'articolo “Le basi di massa” invita i separatisti a radicarsi nel territorio, ma intuisce che sul web qualcosa sta succedendo:


L'illusione meridionalistica sopravvive ancora in pochi. Credo anche che questi pochi la usino con poca convinzione, e solo come un ritrito argomento di dibattito con i loro avversari più convinti. Al contempo la separazione è un problema di tempo: degli anni che occorreranno per convincere le popolazioni meridionali a fondare - o meglio rifondare - uno Stato indipendente. In questo senso, i partiti sono necessari. Sarebbe assurdo dire no al proliferare di formazioni neoborboniche o indipententiste. Il problema riguarda la struttura dilatata, internettista che propendono ad assumere. Senza negare questa, bisogna pensare all'aggregazione diretta, personale, su base paesana, di quartiere, di vicolo, come fece, dopo la Liberazione, il Partito Comunista con le cellule locali.  

Bisogna radicarsi sul territorio come fanno la Chiesa e gli uffici postali.


Il suo ultimo intervento di marca separatista è del giugno 2010  "Alzare le vele della separazione", nel quale invita gli esperti  a studiare i meccanismi di una separazione che considera imminente:


Il discorso che si fa ai politici di caratura nazionale va fatto alla crescente quantità di persone che oggi vorrebbero impegnarsi per la separazione. Queste persone è bene che abbiano chiaro che la separazione sarà probabilmente la riunione di un consiglio di amministrazione nazionale avente per oggetto le obbligazioni e i dividendi e non certo lo scontro di due eserciti in armi. Su questo fatto bisogna cominciare a riflettere seriamente e rivedere per esempio “a chi va il gettito dell’IVA",  se all’area di produzione (Settentrione) o all’area di consumo (Meridione) perché questa particolare imposta è tale e quale un dazio di consumo. E si sa che il dazio di consumo è spettato sempre ai comuni e alle realtà locali in cui esso si verifica.Quanto sopra è un’esemplificazione della preparazione mentale alla separazione in due Stati che autoregolano il loro rapporto corrente. Giuristi, economisti, statistici, amministrativisti debbono prepararsi a questa ginnastica mentale delle previsioni e dei conteggi, altrimenti la separazione si rivelerà per il Sud più un danno che un vantaggio.


Per ironia della sorte dedica il suo ultimo intervento su FORA... ai bibliotecari, con l'articolo "Una scuola superiore per bibliotecari”. Bibliotecario era stato il suo ultimo lavoro a Siderno. Dopo il 1° ottobre 2010 FORA... è rimasta senza il suo Direttore. Come tante creazioni umane è sopravvissuta al suo fondatore, grazie al contributo di alcuni instancabili collaboratori, il principale dei quali è Angelo D'Ambra, ideatore fra l'altro delle Giornate di Studio su Nicola Zitara. La Famiglia voleva che subentrassi io a Zitara ma io convinsi Lidia Zitara e mettersi come direttore per due motivi: perché è iscritta all'ordine dei giornalisti e perché porta quel cognome. Il 22 ottobre del 2012 la figlia di Zitara con un messaggio spiega le sue ragioni per lasciare la direzione di FORA... Finché potremo continueremo a pubblicare e se un giorno la rivista FORA.... dovesse cessare le pubblicazioni, resterà comunque un contributo originale al dibattito sul destino del sud che Zitara ha voluto lasciare ai giovani meridionali.

***

CONCLUSIONE... 

Vogliamo chiudere questa storia della Rivista di Zitara riportando un messaggio del lontano 2001.


03/12/2001 15.09

comment: non è facendo finta che il sud è la vittima e l'unico artefice del "successo" del nord che miglioreranno le cose. Il sud deve rimboccarsi le maniche e smetterla di pensare che l'assistenzialismo sia l'unica possibilità. E' vero che il nord è cresciuto anche grazie ai lavoratori del sud, ma i lavoratori (sia del nord che del sud) hanno avuto il loro tornaconto. Basta con le fesserie... il sud deve cambiare mentalità e darsi da fare, non sedersi e aspettare che le cose succedano da sole ma fare il possibile per farle succedere.


Il lettore ci invitava a rimboccarci le maniche e a darci da fare, una raccomandazione che è tra le più sbandierate da migliaia di meridionali. Un punto di vista assolutamente autorazzista, omologo rispetto a certe visioni leghiste che pretendono di insegnarci la via maestra del buon vivere civile.

Quello che manca a noi meridionali è la libertà, prima di tutto quella mentale. Il nostro contributo alla libertà noi lo abbiamo dato e continueremo ancora a darlo, finché potremo, confidando nella benevolenza e nella stima della maggioranza dei lettori della Rivista e del sito che ci hanno scritto, in questi dodici anni passati, decine di messaggi per ringraziarci del lavoro svolto.

NOTE

1) Non vi spaventate! Non mi interessa raccontarvi la mia vita, l'antefatto serve solo a spiegare come nacque l'incontro con Zitara e su cosa si poggiasse il sodalizio “elettronico” durato un decennio.

2) "IL MEZZOGIORNO E L'UNITA' D'ITALIA". di Carlo Scarfoglio, Parenti Editore, Firenze 1953.

3) CONTRO LA «QUESTIONE MERIDIONALE - studio sulle origini dello sviluppo capitalistico in Italia» Edmondo Maria Capecelatro e Antonio Carlo, Samonà e Savelli, Roma 1972, PER LA CRITICA DEL SOTTOSVILUPPO MERIDIONALE, Edmondo M. Capecelatro - Antonio Carlo, La Nuova Italia, 1974.

4) Proletari senza rivoluzione: storia delle classi subalterne italiane dal 1860 al 1950, Renzo Del Carria, Edizioni Oriente, 1966.

5) L'unità d'Italia: guerra contadina e nascita del sottosviluppo del Sud, Maria Rosa Cutrufelli, Bertani Editore, Verona 1974.

6) Emigrazione e imperialismo, Paolo Cinanni, Ed. Riuniti, 1975.

7) Ricordo di essere stato invitato ad iscrivermi a quella lista da un dottore che vive all'estero e di non averlo fatto subito, per una sorta di diffidenza verso il mondo che spesso frena noi meridionali dal gettarci nella mischia.

8) La cosa incredibile è che oggi molti ricercatori hanno messo in discussione l'enormità di certe cifre sbandierate da ministri, giudici e associazioni per la legalità, dando indirettamente ragione ai dubbi di Zitara!

9) “Nazionali” è il termine con cui venivano indicati i cittadini delle Due Sicilie nei codici del Regno.

10) “Sempre avanti, come manca la sua figura in questo mondo sgangherato!” ha commentato un amico campano, a cui ricordavo questa iniziativa sui disoccupati storici di Zitara, nel 2009.

TABELLA CRONOLOGICA DELLA SITOGRAFIA CHE OSPITA FORA...


1999

utenti.tripod.it/eleaml
Tripod


2000




2001




2002

utenti.lycos.it/eleaml
Lycos


2003


www.eleaml.altervista.org
Altervista

2004

http://www.eleaml.org
Telekom


2005




2006

http://www.eleaml.org
7host


2007




2008




2009



http://www.nazionali.org
SoftCodex

2010




2011




2012




2013

http://www.eleaml.org
7host
www.eleaml.altervista.org
Altervista
http://www.nazionali.org
SoftCodex
2014
2015
2016
2017http://www.eleaml.org
Seeweb
www.eleaml.altervista.org
Altervista
http://www.nazionali.org
SoftCodex


COMUNICATO DEL 1° MAGGIO 2013

La stima che mi legava a Nicola Zitara mi impone di adeguarmi ai voleri della Sua Famiglia anche se non ne condivido le motivazioni tantomeno posso accettare certi toni offensivi  usati nei miei riguardi.Fin dal 2000 ho pubblicato nel mio spazio web la rivista perché condividevo la battaglia solitaria di Zitara e volevo dargli una mano a diffondere i suoi scritti. Se questa è una colpa, ebbene sono colpevole

Alla Famiglia dico che non ho la presunzione di non aver sbagliato qualcosa, non sono perfetto e di errori ne avrò fatto. Tutti in buona fede, sempre con la intenzione di far conoscere gli scritti e i libri di Nicola, soprattutto l'ultimo.Ora però non è più il tempo delle polemiche, ma delle decisioni. Faccio qualche premessa e poi indico quali sono le mie, a questo punto.

PREMESSO

  • che domenica sera 21 aprile 2013 la Famiglia Zitara mi ha intimato di cancellare tutto pena ricorso a vie legali;

  • che ho chiesto una dilazione in quanto mi sarebbe facile cancellare fisicamente FORA, ma la modifica dei menu (in circa 4.000 files) comporta molto tempo e dovrei tenere tutto il sito offline per qualche mese;

  • che gli articoli di FORA sono stati sempre pubblicati sotto licenza Creative Commons con obbligo di citazione della fonte e divieto di modifica;

  • che io non ho alcuna intenzione di far valere questo diritto nei confronti della Famiglia Zitara;

    che nell'ottobre del 2010 quando la Famiglia mi chiese di fare da direttore di FORA preferii che lo facesse un componente della Famiglia stessa che successivamente preferì lasciare la direzione;

  • che ho continuato sulla linea indicatami da Nicola ovvero gli articoli di FORA dovevano evitare “attacchi personali e mantenersi argomentativi”;

  • che se ho pubblicato articoli che non dovevano stare sulla rivista (compresi i miei ovviamente) ho sbagliato in buona fede credendo di seguire l'invito di Nicola a non fermarsi e a continuare la ricerca;

  • che mi dispiace per coloro i quali mi hanno pregato di conservare almeno l'archivio di FORA, ma non sono attrezzato per compiere miracoli;

  • che, per chi non capisce cosa stia succedendo, i guai sono sorti in merito alla pubblicazione da parte di un collaboratore della rivista di un link su facebook (http://www.lindipendenza.com/) ritenuto dalla Famiglia non coerente col pensiero di Zitara;

  • che la scelta non violenta di Nicola Zitara fu nettissima altrimenti nel 2004, quando nacque il Partito separatista, le nostre strade si sarebbero separate per sempre;

RITENGO

  • che  a questo punto sia doveroso interrompere le pubblicazioni di FORA al 1° ottobre 2010 in quanto non sono in grado di discernere tra chi deve e chi non deve stare su FORA, quindi sposterò gli anni 2011 e 2012 fuori dall'archivio della rivista; 

  • che se gli autori degli articoli pubblicati dopo il 1° ottobre 2010 non condividono questa mia scelta possono chiedere di cancellare i loro scritti dal sito;

  • di dover separare nettamente l'archivio di FORA dal resto del sito e questo comporta un impegno immane (la modifica dei menu di circa 4.000 files) e anche una certa spesa, in quanto per impegni di lavoro io non avrei tempo di farlo ed ho quindi dovuto chiedere una collaborazione a pagamento;

  • che se un solo componente la Famiglia mi dovesse ri-chiedere, anche solo telefonicamente, la cancellazione di FORA procederò seduta stante e metterò tutto il sito offline fino a che non avrò modificato tutti i menu; 

  • di non aver fatto nulla per meritare tutto questo, dopo oltre 13 anni e migliaia di ore di lavoro, non ne capisco le ragioni e nessuno mi inviti a ritornare sulle mie decisioni perché non lo farò;

  • che la storia di FORA (a cui ho lavorato per alcuni mesi e che ho completato a fine marzo 2013), che era destinata ad essere pubblicata sulla rivista, sarà prima o poi pubblicata fuori dalla rivista, ma non saprei dire quando; 

  • di dover attendere serenamente le determinazioni della Famiglia. 

Come avrete notato, è sparita la scritta FORA dalla Porta Rosa. Chi mi conosce sa che in genere quando vengo attaccato ingiustamente lascio perdere perché penso ci difendano i nostri atti.Da Nicola Zitara  ho imparato che una delle azioni più nobili e forti sia il saper ricominciare. Ci provo. In bocca al lupo a tutti. Da oggi potrebbero esserci nel sito malfunzionamenti nei link. 

HIRPUS HARPE TAHÈ KYUÌ - I LUPI COMBATTONO PER LA LIBERTÀ 

1° Maggio 2013

Mino Errico










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