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Fonte:
http://www.ildeposito.org/

Stormy Six


Pontelandolfo

Era il giorno della festa del patrono
e la gente se ne andava in processione
l'arciprete in testa ai suoi fedeli
predicava che il governo italiano era senza religione
ed ecco da lontano
un manipolo con la bandiera bianca
incline ad inneggiare a re Francesco
ed ecco tutti quanti lì a gridare
poi si corre furibondi al municipio
e si bruciano gli archivi
e gli stemmi dei Savoia

Pontelandolfo la campana suona per te
per tutta la tua gente
per i vivi e gli ammazzati
per le donne ed i soldati
per l'Italia e per il re.

Per sedare disordine al paese
arrivano quarantacinque soldati
sventolando fazzoletti bianchi
in segno di pace, ma non trovano nessuno.
poi mentre si preparano a mangiare
il rumore di colpi di fucile
li spinge ad uscire allo scoperto
e son presi tutti quanti prigionieri
poi li portano legati sulla piazza
e li ammazzano a sassate,
bastonate e fucilate.

Pontelandolfo la campana suona per te
per tutta la tua gente
per i vivi e gli ammazzati
per le donne ed i soldati
per l'Italia e per il re.

La notizia arriva al comando
e immediatamente il generale Cialdini
ordina che di Pontelandolfo
non rimanga pietra su pietra
arrivano all'alba i bersaglieri
e le case sono tutte incendiate
le dispense saccheggiate, le donne violentate,
le porte della chiesa strappate, bruciate
ma prima che un infame piemontese
rimetta piede qui, lo giuro su mia madre,
dovrà passare sul mio corpo.

Pontelandolfo la campana suona per te
per tutta la tua gente
per i vivi e gli ammazzati
per le donne ed i soldati
per l'Italia e per il re.

Tre fratelli contadini di Venosa

Faceva molto caldo in Lucania
nel Luglio ottocentosessantuno
e la gente si sentiva già tradita
da un'Italia non voluta e non capita.

Quel fucile alzato al cielo e mai usato
non è pronto per Vittorio Emanuele
tre fratelli contadini di Venosa
si rifiutano di metter la divisa.

Con le foglie dell'autunno sulla strada
è difficile seguire i loro passi
già si è sparsa qua e là la loro fama
coi briganti han firmato un proclama:

"Contadini rimasti sulla terra
non avrete proprio nulla da temere,
su nei boschi siamo tanti e bene armati
e i soprusi saranno vendicati".

Con il freddo dell'inverno nelle ossa
e la voglia del fuoco di un camino
i fratelli contadini sono stanchi
e camminano nel chiaro del mattino

Il ventuno di Gennaio Sant'Agnese
i soldati hanno teso un'imboscata
li hanno uccisi a un chilometro da casa
li han portati sulla piazza di Venosa

Stormy Six

Il Gruppo degli Stormy Six nasce nel lontano 1966, quando siamo nel pieno culmine del periodo beat. Esce nel 1969 il loro primo Lp dal titolo "Le idee di oggi per la musica di domani ", un album molto condizionato dai suoni psichedelici di Claudio Rocchi, quest'ultimo sostituito al basso, per divergenze artistiche, negli album successivi da Massimo Villa.

Gli Stormy Six, daranno poi la spiegazione di queste divergenze nel loro secondo album dal titolo "L'unità", con la canzone che si intitola "Fratello". Sempre in quest'album, del 1972, la canzone dal titolo " La Manifestazione", farà ottenere al gruppo un vastissimo consenso da parte del pubblico studentesco del post '68. Ottengono successo, soprattutto per la diversa visione della storia che il gruppo propone, parlando di eventi che hanno portato all'unità d'Italia, tra il 1860 e il 1864, raccontando attraverso i testi delle loro canzoni, poesie sociali, dando una visione appunto della storia, diversa da come appariva nei testi dei libri di scuola.

A Milano agli inizi degli anni 70, c'è un grande fermento tre contestazioni studentesche e lotte sociali, gli Stormy Six, occupano una posizione di massima rilevanza per il movimento degli studenti e nell'album "Guarda giù dalla Pianura" del 1974, troviamo una serie di canzoni di protesta da tutto il mondo, Nel 1975, quanco esce l'album "Un biglietto del tram ", gli Stormy Six, conquistano definitivamente la simpatia di tutto il movimento, con canzoni che passeranno alla storia.

Dal sito http://www.ildeposito.org/ potete scaricare i seguenti file audio:



8 settembre
Capoverso: Sulle rotaie, vestito in borghese, cammina
Anno:: 1975
 
Arrivano gli americani
Capoverso: Le statue sudano sangue, parlano dentro le chiese
Anno:: 1975
 
Dante Di Nanni
Capoverso: Nel traffico del centro pedala sopra il suo triciclo
Anno:: 1975

Gianfranco Mattei
Capoverso: Nella soffitta in via Giulia c'è un viavai
Anno:: 1975
 
La fabbrica
Capoverso: Il cinque di marzo del quarantatre
Anno:: 1975
 
La manifestazione
Capoverso: Sulla strada, alla manifestazione e gridando con la forza di chi ha ragione
Anno:: 1972
 
La sepoltura dei morti
Capoverso: Il mese d'aprile tra tutti è crudele
Anno:: 1975
 
Nuvole a Vinca
Capoverso: Sui castagni passano nembi, cirri, cumuli
Anno:: 1975
 
Pontelandolfo
Capoverso: Era il giorno della festa del patrono
Anno:: 1972
 
Sciopero!
Capoverso: Hanno fatto lo sciopero all'officina di Portici
Anno:: 1972
 
Stalingrado
Capoverso: Fame e macerie sotto i mortai come l'acciaio resiste la città
Anno:: 1975
 
Tre fratelli contadini di Venosa
Capoverso: Faceva molto caldo in Lucania nel Luglio ottocentosessantuno
Anno:: 1972
 
Un biglietto del tram
Capoverso: In corso Buenos Aires tutto il giorno ci passano i filobus
Anno:: 1975
















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