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Il Banco delle Due Sicilie

Zenone di Elea


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RdS, 28 Aprile 2012


Sfidiamo chiunque a trovare nella storia dei banchi meridionali (se si esclude il fallimento del Banco dell'Annunziata dei primi del Settecento) tracce di quel carnevale bancario che ha caratterizzato la finanza sabauda fino ad oggi.

I banchi napolitani inventarono la carta fiduciaria ben prima della Banca di Scozia e al momento della unificazione del paese il Banco delle Due Sicilie che ne aveva ereditato gli strumenti finanziari godeva di un prestigio assoluto. Le sue fedi di credito passavano di mano in mano come se fossero moneta sonante, perché tutti erano sicuri che esse sarebbero state convertite in numerario non appena il detentore si fosse presentato agli sportelli del banco.

L'unità d'Italia passò su tutto questo come un rullo compressore, il Banco delle Due Sicilie aveva gli strumenti, i capitali, il prestigio economico e sociale per divenire la banca di stato ma il potere sabaudo favorì la banca nazionale, asservendo ad interessi particolari di una banda di predoni e di speculatori  un patrimonio plurisecolare.

Oggi siamo la più grande area territoriale europea senza banca, di questo dobbiamo ringraziare i fratelli padani.

Abbiamo letto diversi scritti e quello che colpisce è l'assoluta impossibilità di trovare anche nella pubblicistica liberale e antiborbonica attacchi degni di nota al sistema finanziario napolitano. Questo perché funzionava come un orologio svizzero e nessuno riesce a trovare argomenti validi o fatti per sostenere il contrario.

A riprova di ciò riportiamo alcune righe tratte da una rivista padana stampata a Milano nel 1843:

“NUOVE DISPOSIZIONI PER FACILITARE LA CIRCOLAZIONE DEI VALORI DEL BANCO DELLE DUE SICILIE.

Sua Maestà il Re delle Due Sicilie a fine di promuovere l'industria ed il commercio nei reali dominj oltre il Faro, decise di attivarvi la libera e spedita circolazione del denaro, mercé dei valori che lo rappresentino. Già sin dal 7 aprile p. p. aveva decretato che il Banco delle Due Sicilie venisse aumentato di due altre Casse di Corte, stabilite una in Palermo e l'altra in Messina. Il 27 settembre p. p. è stato promulgato in Palermo il divisato decreto col relativo regolamento con cui si stabilirono i doveri e le attribuzioni dei funzionari della Cassa di Corte. Le dette Casse, nel modo stesso che quelle stabilite in Napoli, eseguiranno indistintamente il servizio della regia Corte e dei privati, cioè a dire, riceveranno qualsiasi somma di danaro, rilasciando agl'imminenti dei valori fiduciarj, denominati Fedi di credito o polizze le quali compiranno in commercio un'estesa circolazione, tenendo luogo di quella moneta che trovasi versata al Banco. La legalità di cui verranno rivestite saranno le stesse di quelle prescritte negli attuali regolamenti del Banco delle Due Sicilie, cui fan parte le casse di Palermo e Messina.

 Nel riferire questa notizia desideriamo che un giorno o l'altro anche il regno Lombardo-Veneto sia in possesso di un banco che offra a favore del commercio una simile circolazione”

I nostri banchi, nati per aiutare la povera gente contro lo strapotere degli usurai,  sopravvissero agli  spagnoli, agli austriaci, ai francesi e ai borboni ma nulla poterono contro la rapacità sabauda.

Tra i documenti che mettiamo a disposizione degli amici e dei naviganti ve ne sono alcuni che non riguardano direttamente la finanza borbonica, ad esempio uno preso dagli Annali delle Due Sicilie riguarda il Ponte sul Garigliano. Lo abbiamo lasciato non solo perché interessante di per sé, ma anche in quanto esso costituisce un esempio di come i borboni usavano la loro banca di stato: per costruire ponti, porti, strade, opifici e ferrovie (erano già stati appaltati i lavori per la linea che doveva condurre negli Abruzzi e quella per la Puglia ma la liberazione sabauda preferì sviluppare le direttrici nord sud per favorire gli spostamenti di merci e di soldati padani).

Zenone di Elea - 28 Aprile 2012

1810 Commissione verificazione conti Banco Due Sicilie (Gioacchino Napoleone)
1817 Decreto con cui si esime dal sequestro le somme depositate nel banco
1817 Istituzione e stabilimenti del Banco Due Sicilie - Decreto Reale
1819 Decreto sul modo di congedar gli inquilini dalle case del Banco delle Due Sicilie
1832 Collezione leggi, decreti del Regno delle Due Sicilie - Monete d'oro
1833 Annali civili Due Sicilie - DELLA CIVILTÀ DELLE DUE SICILIE DAL MDCCXXXIV AL...
1833 Annali civili Due Sicilie - DI UN NUOVO PONTE SUL GARIGLIANO
1833 Annali civili Due Sicilie - SOCIETÀ ANONIME COMMERCIALI PROVINCIA DI NAPOLI
1839 Storia delle finanze del Regno di Napoli (Lodovico Bianchini)
1840 Codice per lo Regno delle Due Sicilie - Monete d'oro
1841 Almanacco reale del Regno Due Sicilie - Banco delle Due Sicilie
1843 Annali universali di statistica, economia pubblica - Milano
1844 Collezione leggi, reali, decreti, sovrani rescritti (Rosario Ventimiglia)
1845 Napoli, luoghi celebri nelle vicinanze - Istituti economici
1846 Annali universali di statistica, economia, geografia, storia - Milano
1853 Studi legali, istituzioni di dritto civile moderno (Gaetano Arcieri)
1855 Reggenza Banco due Sicilie - Soprintendenza Generale Archivii
1855 Principi della scienza  del  ben vivere sociale  e  della economia pubblica (L. Bianchini)
1856 Amministrazione finanziera del Regno delle Due Sicilie (Francesco Dias)
1857 Collezione di leggi, decreti - Regno delle Due Sicilie - Cassa di Bari
1857 Dizionario del contenzioso commerciale, riassunto di legislazione (Devilleneuve)
1859 Cenno storico su Ferdinando II re del Regno Due Sicilie (Francesco Durelli)
1862 Rivista nazionale di diritto, economia - Succursali Banca Nazionale
1866 Unità d'emissione, libero credito, questione delle banche (Giovanni Antonio Papa)







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