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FRANCESCO SAVERIO NITTI

Eroi e Briganti



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Fonte:
https://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Saverio_Nitti

Francesco Saverio Nitti


Francesco Saverio Nitti (Melfi, 19 luglio 1868 - Roma, 20 febbraio 1953) fu uomo politico italiano, Presidente del Consiglio dei Ministri italiano dal 23 giugno 1919 al 15 giugno 1920, pi? volte ministro.

Ricopr? un ruolo politico decisivo nel corso della prima guerra mondiale e nell'immediato dopoguerra. Fu grande meridionalista e come tale individu? nell'industrializzazione del Mezzogiorno la strada per la soluzione dei problemi economici e sociali dell'area.

Biografia Giovanissimo, sotto l'influenza di Giustino Fortunato, esord? proprio con una serie di saggi sulla "Questione meridionale", tra cui uno, importantissimo, dedicato all'emigrazione. Affront? poi il tema dello sviluppo industriale di Napoli e quello dell'utilizzazione e della valorizzazione delle risorse naturali presenti nel territorio meridionale, con particolare riferimento alla sua terra di origine, la Basilicata, e inoltre propose molte leggi speciali per il progresso del Meridione. Proprio su questa materia elabor? un programma organico ed innovativo di solidariet? sociale e di interventi per l'espansione delle forze produttive.

Francesco Saverio Nitti non fu solo un grande meridionalista: altrettanto rilevanti sono i suoi studi sull'economia italiana e sui destini della democrazie in Europa. Egli fu infine, e soprattutto, un uomo politico ed uno statista tra i pi? importanti del suo tempo, in Italia ed in Europa. In questa veste Nitti seppe elaborare un progetto di riforme delle istituzioni dello Stato capace di renderle pi? adeguate ad una societ? capitalistica moderna, facilitando l'avvento di una nuova e pi? dinamica classe dirigente. All'interno di tale progetto una pi? giusta politica del lavoro ricopriva certamente un ruolo decisivo.

Durante la Prima Guerra Mondiale, dopo il disastro di Caporetto, il suo impegno come ministro del Tesoro del governo Orlando fu tra i fattori determinanti il ristabilimento nel paese di un clima di fiducia, indispensabile alla ripresa militare e quindi alla vittoria. Dopo la guerra segu? le vicende del trattato di pace intravedendo le conseguenze drammatiche per il futuro dell'Europa provocate dall'eccessiva chiusura dei paesi vincitori (compresa l'Italia) in difesa degli interessi nazionali.

In veste di Presidente del Consiglio, fra il 1919-1920, si oppose in particolare allo smembramento della Germania e alla politica delle riparazioni imposte a quel paese dal Trattato di Versailles. Avvers? poi tenacemente il fascismo ed ogni spinta nazionalistica tentando di contrastare la crisi dello Stato Liberale e di scongiurarne la fine.

All'avvento del regime si ritir? nella sua sfarzosa villa di Acquafredda (Maratea) dove compose una trilogia sull'Europa. Tornato a Roma nel 1923, fu indotto a prendere la via dell'esilio anche a seguito della devastazione della sua casa da parte dei fascisti. Si rec? prima a Zurigo e poi a Parigi dove, per 20 anni, svolse una intensa attivit? antifascista ed elabor? il saggio La Democrazia. Quest'opera fu forse il suo capolavoro e costituisce, ancora oggi, una rilevante testimonianza della cultura politica liberal-democratica del nostro Paese.

Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale rientr? nella scena politica, senza mai tuttavia ricoprire incarichi. Fu tra gli ispiratori del movimento politico Alleanza Democratica Nazionale, che alle elezioni del 1953 contribu? in modo decisivo a impedire l'attribuzione alla Democrazia cristiana e ai suoi alleati del premio di maggioranza previsto dalla cosiddetta "legge truffa".

Aveva sposato Antonia Persico, donna molto colta, figlia del giurista Federico Persico (1829-1903). Dall'unione nacquero cinque figli: Vincenzo, Giuseppe, Maria Luigia, Federico e Filomena. Federico, morto in giovane et?, divenne un brillante farmacologo. Anche Filomena fu una ricercatrice biologa, collaborando col marito Daniel Bovet, premio Nobel per la medicina nel 1957. Francesco Saverio Nitti fin? i suoi giorni in un palazzo nel centro storico di Roma, il 20 febbraio 1953.

Tra le sue opere vanno ricordate:

La Democrazia?, Laterza & Figli Nord e Sud?, 1900;

La decadenza dell?Europa?

Le vie della ricostruzione?,1922;

Bolscevismo, fascismo e democrazia?, 1927;

Meditazioni dall?esilio?, 1948;

Meditazioni e ricordi?, 1953






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