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Il Giornale - 04/09/2005 - La parola ai lettori

«Terra di briganti» rivista e corretta

 Caro Granzotto, a proposito (lei due interventi riguardanti Pontelandolfo, vorrei, tramite lei, rivolgermi al signor Perugini, ex-sindaco di quella cittadina, per dirgli che la petizione al Presidente della Repubblica per la cancellazione dell’appellativo «terra di briganti» e la riabilitazione delle vittime dell'eccidio di Pontelandolfo e Casalduni era più che ragionevole nel 1973 (in quell'anno era giustificata perfino la scelta della data del XX settembre).

Da allora poro ne è passata di acqua sotto i ponti e, pur se la ormai screditatissima storiografia ufficiale e i manuali scolastici proseguono nella vecchia politica della criminalizzazione, oggi, grazie all’opera di non pochi autori «revisionisti», la definizione «terra di briganti» e adesso in molte parti d'Italia. soprattutto nelle ex-province delle Dm Sicilie, come ho potuto costatare durante un mio recente viaggio in Abruzzo, tutt’altro che infamante.

Certamente ancora adesso sarà difficile, anzi impossibile, avere risposte dalle alte sfere, presso le quali, a quanto pare né lei, né Giuseppe Perugini, né io abbiamo udienza, ma se proprio si vuole rivolgergli qualche petizione, mi sembra opportuno volare alto: chiedere che si riscriva obiettivamente, anche per i programmi della scuola di Stato, tutta questa parte della storia patria e che si mutino i nomi di piazze, strade e caserme dedicate ai vari Cialdini, Bixio e Gaetano Negri, autori tutti (il mio quasi conterraneo Cialdini più di ogni altro per il grado e gli incarichi rivestiti) di «certe abiette glorie militari», che oggi li avrebbero portati in veste di accusati sui banchi del Tribunale Penale Internazionale, ma che anche allora suscitarono Io sdegno di tutta Europa, compresa l'Inghilterra, che pure patrocinava la causa dell'unificazione e ciò nonostante si spinse fino a chiedere la rimozione di uno dei loro complici, forse, nei fatti, nemmeno il più colpevole: il generale Poinelli (chissà se anche a lui è stata dedicata qualche strada o qualche monumento per avere «pugnato impavido tra le armi per la dignità della patria italiana»?

Forse le sarà possibile fare conoscere queste mie osservazioni al signor Giuseppe Perugini, assicurandogli che non mi sogno nemmeno di mettere in discussione l'unità d'Italia, che vorrei rifondata su basi migliori, e che di nascita, residenza e parentado sono del tutto «nordista» sicché non soffro di nostalgie borboniche.

     Francesco Mario Agnoli  Ravenna

Non ho nulla da aggiungere, caro Agnoli. se non ricordare ai lettori che fra gli autori «revisionisti» primeggia il suo nome e che per nascita, residenza e parentado sono come lei del tutto «nordista» Con questa piccola differenza: ogni tanto, inciampando in qualche testo della screditatissima storiografia ufficiale « in particolare scolastica, qualche guizzo di nostalgia per i Borbone, per il Re Nasone, lo provo»

Paolo Granzotto

 

 








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