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Fonte:
http://www.ilbrigante.com/

 IL BRIGANTAGGIO DE ''IL MATTINO' ED IL GARGANO AD OROLOGERIA

di Gino Giammarino

L'agguato giacobino alla verità
si nasconde tra le righe.
Abilmente ma, come da
consolidata metodologia
giacobina e settaria,
sempre secondo
il sistema a tradimento
brigante


Anche il quotidiano (poco) napoletano di via Chiatamone, lo storico ”Il Mattino”, è stato folgorato sulla via del brigantaggio. Debitamente pubblicizzato da tempo, è uscito oggi il primo dei libri che costituiscono la mini collana da otto volumi che accompagnerà la testata nelle uscite dei prossimi venerdì.


Chi conosce la linea editoriale del quotidiano, si è stupito non poco per questa bella ”uscita” (in tutti i sensi – ndr), ma a chi era in trepidante attesa per valutare le nuove posizioni del giornale sono costretto a segnalare l’agguato del tristemente noto caporedattore e caposetta Pietro Gargano, abilmente mescolato, apparentemente a caso, in una piccola quanto insignificante lettera, se non collegata all’uscita del volume sul ”Brigantaggio”.


Questa la lettera della lettrice Anna Serra, cognome che ricorda (ancora casualmente?!) il palazzo che ospita l’Istituto Italiano degli Studi Filosofici, nota roccaforte partenopea dell’ultimo giacobinismo impenitente ed irriducibile alla via della verità storica:


“IL MARE SALUTA L’AMMIRAGLIO CARACCIOLO”

Anna Serra – Napoli


Caro dott. Gargano, permettetemi un pensiero poetico e di sogno: quando il mare è arrabbiato e le sue onde invadono via Caracciolo, lo fa per salutare il suo grande ammiraglio Francesco Caracciolo, l’uomo che sconfisse i pirati nel golfo di Napoli e la cui tomba è nella Chiesa della Catena (per un probabile refuso chiamata della “Batena”) in via Santa Lucia, a sinistra sull’altare maggiore.


LA RISPOSTA DI GARGANO:


Immagine davvero poetica.

Caracciolo, oltre che un grande ammiraglio, fu un uomo giusto, come dimostra il suo fatale impegno nella Repubblica Napoletana del 1799.


A prescindere dal pistolotto, davvero inopportuno, non va tralasciata, secondo me, l’arroganza di questa élite napoletana che si lambicca nelle autocitazioni sognanti e nostalgiche di un passato che vide le figure dei traditori giacobini di allora begare, come oggi, protetti dalle calde e comode pieghe dei salotti degli ”amici”.


Ma non è Pietro Gargano che c’interessa nella fattispecie, quanto il brigantaggio ridotto a fenomeno da barraccone, come si dice a Napoli, di una cosa che ”…si porta…”.


Anzi, dirò di più: preferisco combattere le idee malsane e fuorvianti di Gargano piuttosto che vedere depotenziata la portata di sana ribellione e dignità di una riscoperta dell’orgoglio delle nostre radici e tradizioni da discutibili operazioni editoriali, artistiche e, che l’anima di Carmine Crocco mi perdoni, enogastronomiche.


 





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