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Devolution e Sud

Né con la destra né con la sinistra…

di Gennaro De Crescenzo

Napoli, 16 novembre 2005

Ascoltando le tante parole di questo o quel parlamentare nel corso del dibattito trasmesso in diretta-RAI, vengono in mente alcuni pensieri su quello che il Sud, il nostro Sud, si può aspettare nei prossimi anni.


Si è capito da molto tempo, ormai, che il sistema-Italia, ha deciso di realizzare un federalismo a vantaggio del Nord e a svantaggio del Sud.


Passato lo “spauracchio” mediologico della “Lega Nord-che-vuole-spaccare-l’Italia”, come nei migliori mercati, si chiedeva 100 per ottenere 10 e 10 era quel federalismo fiscale che sia la destra che la sinistra hanno inseguito, perseguito e realizzato.


Non a caso la Lega Nord è stata alleata sia della sinistra che della destra: i primi a parlare di “macro-regione padana”, del resto, erano stati gli intellettuali ufficiali e “trasversali” della Fondazione Agnelli molto prima della Lega stessa…


Il Decreto 56 del 2000 voluto dal governo di centro-sinistra ha iniziato di fatto il federalismo fiscale: solo nel 2002, in virtù di quel provvedimento, ogni cittadino della Campania ha perso 4,25 euro di denaro pubblico; ogni cittadino della Lombardia ha ne ha guadagnati 5,20… Molte delle disposizioni dell’attuale devolution (come sta gridando con orgoglio un deputato di Forza Italia in questo momento) realizzano provvedimenti già teorizzati da Bassanini, uomo di punta del centro-sinistra… Se una maggiore autonomia in campo soprattutto culturale e in particolare scolastico e formativo potrebbe essere condivisa anche dai neoborbonici (pensiamo alla possibilità di libri e programmi scolastici legati alla nostra storia), mille dubbi ci assalgono se riflettiamo su coloro che questi processi saranno chiamati a realizzarli… Si tratterà di quegli uomini del centro-destra che proprio in questi minuti stanno esultando con Bossi e compagni con tanto di bellissime cravatte e fazzoletti verdi? (P.S. I leghisti sembrano attualmente proprio i meno colpevoli: da “lega Nord” fanno platealmente e semplicemente gli interessi del Nord, come ci si poteva e doveva aspettare). O si tratterà di quegli uomini del centro-sinistra federalisti ieri e unitari-patriottici oggi o (per fare un esempio campano) di quegli stessi uomini capaci di inventarsi consulenze o feste e spettacolini miliardari ogni giorno o “corsi per veline” (un milione trecentomila euro) o avveniristiche e artistiche stazioni (46 milioni di euro per quella di Monte S. Angelo)?…


Né a sinistra né a destra ma a Sud: è uno slogan sempre vero e sempre più attuale.


Da “movimento” culturale, spesso unica voce vera del Sud, possiamo solo continuare le nostre battaglie per la verità storica e la ricostruzione dell’orgoglio meridionale, come facciamo ogni giorno anche al di là dei nostri mezzi (basta leggere tutto quello che realizziamo anche solo su questo sito), grazie all’aiuto degli amici che ci danno una mano (anche semplicemente con un piccolo contributo) e grazie all’amore profondo che ancora ci lega alla nostra terra e alla nostra gente, con un solo grande e importante obiettivo: la formazione di classi dirigenti veramente nuove e degne di rappresentare il Sud di domani.


Intanto saremmo lieti di avere suggerimenti e proposte in attesa, magari, di organizzare un incontro sullo stesso delicato e complesso tema.


Proposta finale per questo dibattito: e se, autonomia per autonomia, iniziassimo a parlare (almeno culturalmente) di una “confederazione” di “stati” anche più autonomi con una macro-regione-Sud-Due Sicilie?


 

Gennaro De Crescenzo







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