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NAPOLI  E'  UNA  FOGNA

Come è ormai noto il leghista Roberto Calderoli, senatore di questa repubblica, affermò, come riportato da tutta la stampa e televisione, che "Napoli è un fogna che va bonificata, infestata da topi da eliminare con qualsiasi strumento, e non solo fingere di farlo perché magari anche i topi votano... Qualsiasi trasferimento di risorse a questa città, che rappresenta un insulto al paese intero, sarebbe assurdo ed ingiustificato".

Nessuno delle autorità cittadine e nessun napoletano protestò, cosicché fui costretto a querelarlo io non potendo permettere che un tale personaggio, noto per le sue fetide e puerili dichiarazioni e con precedenti analoghi sempre offensivi a danno dei Meridionali, potesse ancora cavarsela a causa dell'inerzia delle gente del Sud, soprattutto di quelli che ci rappresentano pubblicamente.

Il Procuratore della Repubblica di Vicenza accolse la mia protesta, riconoscendola legittima perché le dichiarazioni del politico leghista erano gravemente diffamatorie e, quindi, ravvisando nelle sue parole gli estremi del reato, iscrisse il Calderoli nel registro degli indagati.

La competente Procura della Repubblica di Roma, invece, ne ha richiesto l'archiviazione in quanto ha ritenuto che "per la sussistenza del delitto ipotizzato occorre che la persona, cui l'offesa è diretta, sia determinata ovvero individuabile; - che il reato di diffamazione non si configura se l'atteggiamento, che si ritiene denigratorio e lesivo, sia riferibile - come nel caso di specie - ad un generalità di soggetti non identificabili specificamente; - che la notizia di reato deve ritenersi infondata ".

Tale interpretazione è davvero sbalorditiva in quanto, secondo la Procura di Roma, nell'art. 595, comma 3, CP, la sussistenza obiettiva di un'espressione avente natura offensiva e che, dunque, lede l'onore e la dignità di più persone (nel caso di specie, anche se astrattamente, l'intera popolazione napoletana), verrebbe a mancare non essendo possibile individuare con precisione chi effettivamente riceva pregiudizio dalla stessa. Allora, se così fosse, per la Procura di Roma sarebbe lecito offendere qualsiasi collettività (per razza, religione o semplicemente anagrafica) e, dunque, violare ogni suo diritto che invece la Costituzione e la legge ordinaria espressamente tutela.

Naturalmente mi sono opposto a questa lapidaria e illegittima richiesta di archiviazione, chiedendo di sottoporre ad interrogatorio il leghista Calderoli affinché lo stesso potesse precisare l'effettivo significato che egli intendeva attribuire a tali frasi ovvero in quale veste, in quale contesto e per quali fini le aveva rese, essendo egli per di più un parlamentare. Anche perché, contrariamente a quanto afferma la Procura di Roma, l'offesa consente una precisa individuazione delle parti offese tanto più quando a proporre querela è proprio una delle stesse in nome proprio e dell'Associazione Due Sicilie che egli rappresenta.

Invio questa comunicazione per far conoscere come siamo trattati noi Meridionali anche dalle cariche istituzionali che, invece, sono preposte a tutelarci Questo avviene perché nessuno, dico NESSUNO, ha inviato un minimo rigo di protesta, o almeno di solidarietà al mio operato, quando il Calderoli ha offeso non solo Napoli, ma tutto il Sud.

Chi volesse darmi almeno un necessario segno di solidarietà, per non farmi sentire di combattere da solo una battaglia della quale, fino ad oggi, sembra non interessare alcun napoletano o Meridionale, lo invii all'e-mail: [email protected] oppure all'Ass. Due Sicilie, casella postale 305, 36100 Vicenza.

Grazie, 

Antonio Pagano - 8 giugno 2007



Caro Antonio

una risposta pubblica. Era ovvio che sarebbe stato tutto archiviato: il problema nostro non è giuridico ma politico. Non esisterà per noi un giudice a Berlino, fino a qunado non sapremo fare squadra.

Se ti può consolare, noi che seguiamo internet da qualche anno abbiamo notato negli anni la crescita esponenziale delle pagine in cui si parla del brigantaggio e non più secondo le veline risorgimentaliste da sussidiario di quinta elementare.

E forse - a questo punto - hanno ragione quelli che dicono che ormai non si tratta più del fatto che manchino i soldati perchè il popolo è ignorante e non conosce la nostra storia. Quelli che mancano son proprio i "generali" (si tratta di una metafora a noi piacciono i generali in divisa, in politica preferiamo i civili!) cioè mancano dei politici in grado di farsi portavoce degli interessi reali del Sud.

Emergeranno? Non emergeranno?

Ci vuole un veggente per fare una previsione. La beffa peggiore che rischiamo è che quando il vento cambierà, sul carro saliranno i vecchi politici, quelli bravi a riciclarsi ad ogni occasione. Questo perchè quei pochi ardimentosi che da anni  si battono per ridare dignità al Sud non sono stati capaci di creare qualcosa di unitario.

Statte bbuono,

[email protected] - 9 giugno 2007










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