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Fonte:
Il Corriere del Mezzogiorno - Domenica 7 agosto 2005

IMPROVVISANDO SI SCIVOLA

di PAOLO MACRY

In questi giorni, la cronaca maligna ha snocciolato, uno dopo l'altro, una serie di avvenimenti piuttosto singolari. Il cartellone immaginario di una sorta di «Estate a Napoli» alla rovescia, delta quale avranno da compiacersi ben poco le molte famiglie rimaste in citta. A Mergellina, la messa in opera dei nuovi e sospirati pontili viene bloccata dal Consiglio di Stato e, subito, il giorno dopo, tornano a farla da padroni gli ormeggiatori abusivi.


A Bagnoli, dopo averne accertato l’inquinamento, si decide che la spiaggia sia pudicamente nascosta sotto un manto di prato all’inglese. Sintetico, peraltro. Al molo Beverello, il pubblicizzatissimo progetto di un sovrappasso pedonale. che costeggi il Maschio Angioino per tutto il tempo dei lavori della metropolitana di piazza Municipio. torna precipitosamente nel cassetto, essendo stato bocciato dal sovrintendente Enrico Guglielmo.


Tre semplici incidenti di percorso? Forse. Ma con un punto in comune. Con ogni evidenza, gli amministratori comunali e, per quanto riguarda la questione dei pontili, l'Autorità portuale, non hanno fatto le cose per bene. Se un progetto viene rigettato dalla Sovrintendenza ai Beni architettonici, dal Tar, dal Consiglio di Stato, qualche problema dovrà pur esserci. Se una fol­la di bagnanti viene plastificata da un giorno all'altro, il minimo che si possa dire e che chi di dovere mancava delle informazioni necessarie. Come che sia, si tratta di infortuni significativi.


E per quanto un sovrintendente possa essere particolarmente rigoroso (e perfino conservatore, co­me dice qualcuno), resta il fatto che valutare la praticabilità in termini storico-paesistici delle nuove opere urbane è una sua precisa competenza. Sicché, forse, sarebbe stato opportuno che i Nerli e i Papa discutessero preliminarmente con Guglielmo la qualità e rimpallo dei loro progetti, senza attendere la doccia fredda della bocciatura. E, forse, per quanto riguarda il sovrappasso di molo Beverello, meglio sarebbe stato partire con un'idea precisa e motivata e non — com'e invece accaduto — oscillare tra ipotesi di massima (scavalcamento di via Acton) e ipotesi di minima (percorso di piazza Municipio). incertezze che spiace dirlo sembrano il segno di una certa improvvisazione.


Quanto alla fine ingloriosa di quel che continua a chiamarsi, senza un filo di ironia. l'Arenile di Bagnoli, stupisce — e preoccupa — che  le componenti ambientaliste del centrosinistra  siano arrivate con tanto  ritardo alla scoperta di  una situazione di grave  inquinamento. Ed è fin  troppo facile avanzare il  sospetto che ai bagnanti. oggi messi paternalisticamente ad abbronzarsi sul finto prato al  l'inglese verrà spiegato  — un giorno o 1'altro —  come anche l'acqua in  cui sguazzano non sia.  tutto sommato, il massimo della purezza. Con la prospettiva di doverli rifornire di (costosissime) tute da sub. Da Grazia Francescato o da Alfonso Pecoraro Scanio, francamente, ci saremmo aspettati una maggiore sensibilità verde.


Intendiamoci. Non sta scritto da nessuna parte che, per qualche recondita ragione, politici e amministratori siano esenti da errori. Ma scivolare su una buccia di banana ogniqualvolta si ,prende un'iniziativa non e segno di grande efficacia di governo. Ne le buone intenzioni possono essere Tunica carta che, alla fine, resta tra le mani del sindaco e della sua giunta. Quelle non si negano a nessuno. Ma neppure bastano a costruire la pubblica felicità. La stagione bassoliniana di Palazzo San (Giacomo fu accusata di decisionismo. Questa sindacatura di Rosa Russo lervolino sembra scevra da simili pericoli. Fino al punto di essere troppo poco incisiva e, certe volte almeno, di non avere le idee chiare.





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