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Fonte:
http://partitodelsud.blogspot.com/
martedì 2 novembre 2010

IL PARTITO MERCENARIO DEL SOTTOSEGRETARIO MICCICHE’

12° messaggio di Beppe De Santis, Segretario nazionale del Partito del Sud

Mentre il vascello berlusconiano sta miseramente affondando- tra scandali privati e pubblici, paralisi e lontananza siderale dai problemi veri del Paese- i topi delle stive cercano la salvezza, saltandone fuori.

Così il servo del ras milanese che più inserviente non si può, il sottosegretario Gianfranco Miccichè, s’inventa e lancia, alla disperata, “Forza Sud”.

1-Quali sono i contenuti programmatici di “FS”, delineati nell’assemblea costituente del 30 ottobre 2010, al teatro Politeama di Palermo?

Intanto, chiacchiere a profusione: “un partito popolare, contro tutti i modelli degli attuali partiti” (?); “ un partito dei doveri” (?); “ un nuovo meridionalismo creativo, rivoluzionario, dirompente” (?); “un progetto per il Sud, non avventuriero, e, non piagnone” (?); “contro boiardi di provincia, traffichini, clientele e aspiranti mafiosi” (?); “per una classe politica onesta, seria, intelligente” (?); “un partito delle entrate e non delle uscite” (?);un partito che procederà alla derattizzazione della pubblica amministrazione dalla marea dei burocrati che bloccano tutto, da considerare topi di fogna(?);un partito pronto a sbloccare i 12 miliardi di fondi europei della Regione Siciliana (?);un partito capace, così, di produrre 300. 000 posti di lavoro produttivo in più, in Sicilia e di sconfiggere in 7 anni la piaga della disoccupazione(?);un partito vocatissimo a fare la rivoluzione energetica in Sicilia, palificando di pale eoliche l’intera Isola(?);”noi siciliani abbiamo combattuto e battuta la mafia” (?);un partito che promuoverà “la guerra tra terroni e polentoni”, dei colori arancioni mediterranei contro i colori verde-acquitrino dei leghisti, lo scontro epocale dei figli della Magna Grecia contro gli Unni e il “ buio nebbioso delle valli padane”. “ Contro questi Unni che ci guardano con sufficienza”. Un partito “ che farà la guerra alla povertà”. Insomma, uno shock, una terapia d’urto, un terremoto. “ Io credo al popolo più di ogni cosa al mondo”. Perciò, “ vado pazzo per questo partito che sto creando”. Un martello pneumatico. “ E se c’è qualcuno che prende una tangente, lo denuncio io”.

2-La “questione meridionale” non c’è e non c’è mai stata

Nel “paradigma miccicheiano”- si fa per dire- non vi è traccia alcuna di analisi storica e teorica della questione meridionale: cos’è la questione meridionale? Come è nata la questione meridionale? Chi sono i responsabili del divario e della minorità meridionale?

Del clamoroso libro di Pino Aprile, “Terroni”, nel polpettone miccicheiano è restato soltanto un nome vuoto: “terrone”. Miccichè informa di aver studiato la questione meridionale, come un pazzo, per mesi e mesi, rinchiudendosi in casa in meditazione. “Me ne sono stato chiuso, mesi e mesi, per studiare. Mentre, gli amici si lamentavano della mia lunga assenza”. Sarà vero, ma i risultati sono veramente scarsi.

3-E le mancate politiche di sviluppo a favore del Sud?

Non vi è bilancio alcuno delle politiche di sviluppo nel Sud, nell’ultimo quindicennio, di cui lo stesso Miccichè è stato, ed è, uno dei massimi responsabili, nel ruolo di sottosegretario ai trasporti, viceministro e ministro per il Mezzogiorno. Miccichè ha letto il libro “Mezzogiorno a tradimento “ di Gianfranco Viesti, che smonta tutte le balle storiche e odierne sulle presunte grandi spese di investimento realizzate a favore del Sud?L’ha capito? L’ha assimilato?Ebbene?

4-Miccichè si scorda del FAS, di cui è sottosegretario

Ad un certo punto, Miccichè si lamenta del fatto che “ gli altri si rifiutano di darci i soldi del Fondo delle Aree Sottoutilizzate (FAS), che ci spettano” (dovevano essere una cinquantina di miliardi), sorvolando che questi “altri” sono i suoi colleghi di governo, e, che lui stesso è l’attuale sottosegretario al Comitato Interministeriale della Programmazione Economica (CIPE), l’organismo che non dà i soldi spettanti al Sud.

5-Le parti in commedia di un impostore

Miccichè svolge tutte le parti possibili in commedia:il governo e l’opposizione, il carnefice del Sud e la vittima, l’oppressore e il rivoluzionario, l’alleato prono- e servo- della Lega Nord e il presunto guerriero anti-Lega Nord. Caro Miccichè, o ci sei o ci fai. O sei un autentico incapace e impotente o sei complice o tutte e due le cose. Comunque, un autentico imbroglione, un impostore.

6-Quali le alleanze del rivoluzionario neosudista Miccichè?

Uno si aspetterebbe il lancio dell’alleanza di tutte le forze antagoniste- e rivoluzionarie- del Sud e dell’intero Paese.

E, invece, che ti combina, Miccichè, il ribelle, il ribaldo?

“Io sto con Berlusconi. Io voglio stare con Berlusconi. Io voglio stare con lui. A Berlusconi, GLI VOGLIO UN BENE BESTIALE”. “Con Lui si vince”. “Noi vogliamo te come premier, sempre”. “E non siamo neppure contro la Lega Nord”. La quale comanda sul governo Berlusconi.

Una rivoluzione con il carnefice, quella del signor Miccichè. Complimenti.

7-Quale la forma-partito di “FS”?

E’ tutto pronto per il grande partito rivoluzionario neosudista.

Il logo è pronto, con i colori fucsia+arancione+azzurrino.

Il colore arancione, il colore meridiano per eccellenza, il colore dell’allegria, della nostra simpatia, del sole, che contrapponiamo al buio nebbioso verde padano, contro i colori unnici, è lì già esploso, con bandierine, cravatte, pochettes, spillette, borsette, signorine.

Il magazine “NewSud”.

Soldi a profusione.

Quelli del Fas non arrivano.

Quelli per le campagne elettorali arrivano a profusione.

Da dove vengono tutti questi soldi?

Soltanto per la manifestazione del 30 ottobre, sono stati mobilitati 45 pulman, 5. 000 manifestoni affissi a Palermo. Centinaia di testate giornalistiche e televisive di Mediaset, e non solo, eccitate, emozionate, mobilitate. Eccetera.

Cari fratelli meridionali, siete sistemati. Per le feste.

Insomma, Miccichè ha montato un siparietto da classico berluschino di provincia. Un ridicolo berlusconismo in sedicesimo.

Ricordate che l’audace Gianfranco ha promesso anche 300.000 nuovi posti di lavoro in Sicilia, in 7 anni: tale proposta non vi ricorda quella del milione di posti di lavoro, sparata dal Berlusca, nel remoto 1994. Ridicolo. Una buffonata.

Le sceneggiate sono sempre le stesse.

E nella scena rarefatta del Teatro Politeama, poi, Gianfranco parla da solo. Rigorosamente da solo. L’Unico. Il Leader maximo. L’Unto di Sicilia. Ma, fatemi la cortesia.

Sottolinea, infine, che “ più che il consenso, più piace il TIFO, il clima da stadio”.

Perfetto: la politica ridotta a commercio, a marketing banale, a spot, a vuoto puro. Il solito partitino personalistico, col solito piccolo cacicco in testa. In alcuni casi, anche un po’ bollito.

Insomma, il contrario di ciò di cui ha bisogno il Sud.

8-Da massimo scudiero del Presidente siciliano Raffaele Lombardo ad arcigno oppositore dello stesso ( e di se stesso)

Miccichè rimprovera a Raffele Lombardo la mancata spesa dei fondi europei ( 13 mld), l’incapacità di far lavorare i burocrati parassiti e “sorci” ( “che dicono sempre No e dovrebbero dire spesso SI”), di bloccare la rivoluzione universale delle pale eoliche, di volere la secessione della Sicilia dall’Italia, di pensare esclusivamente alle uscite e non alle entrate e così via.

Suvvia, Miccichè. Non faccia il bambino.

Se questi rimproveri fossero fondati, e, in parte, lo sono, allora quasi la stessa responsabilità è da attribuire allo stesso Miccichè. Che è stato fino a ieri, per quasi due anni e mezzo ( mezza legislatura regionale), il massimo alleato di Lombardo. I suoi uomini hanno gestito la vicepresidenza del governo regionale e gli assessorati più rilevanti, a partire dal Bilancio e dalla programmazione comunitaria e dal FAS. E a proposito di burocrati, più o meno sorci, ce n’è un lungo elenco anche di miccicheiani. A partire dalla sanità. Un qualche tanfo di fogna si è avvertita, anche l’altro giorno, in parecchie file del Teatro Politeama. Se è per questo. In platea c’era anche l’ing. Antonio Cassina, figlio del più noto Luciano Cassina, storico personaggio della saga mafiosa degli appalti palermitani dei tempi d’oro. Antonio Cassina gestisce ora una società in house (in casa, in famiglia) del Ministepo dell’Economia, “Studiare sviluppo”. Indovinate un pò che gli avrà potuto dare questo comodo incarico? L’ing. Nino Bevilacqua, dagli infiniti incarichi, e, pesanti. I tre fratelli Quì Quò Quà StagnoD’Alcontres. Vogliamo continuare? E’ meglio cambiare argomento. La nausea. La nausea.

MICCICHE’ SI OPPONE A SE STESSO. Si opponga, si opponga, sottosegretario.

In realtà e banalmente, a Miccichè del presunto partito del Sud “FS” non gli frega niente.

Questa operazione di rozzo marketing, alla Houdini ( noto attore e illusionista statunitense), serve a Gianfranco a rientrare nei giochi siciliani, a porre una sua mezza candidatura a prossimo governatore siciliano ( sono 15 anni che ci anela), e, per questo disposto a rimettersi d’accordo anche con gli arci-odiati concorrenti locali. CON IL NUOVO CHE AVANZA: il senatore Firrarello e il genero Castiglione, Cuffaro e i cuffariani ( che hanno apprestato alla bella e meglio un partito per “ domani”), gli ascari più mitici della Seconda Repubblica ( Angelino e Renato), e, altri possibili avanzi di galera. Ah, che bella rivoluzione neo-meridionalista. Arancione. Come il vomito.

9-A proposito della NUOVA classe dirigente

Evidentemente, l’altro giorno, al Politeama, non poteva mancare l’argenteria di famiglia, il meglio della nuova classe dirigente.

Intanto sgomberiamo il terreno dalle vere e proprie balle. Alcuni gazzettieri di regime hanno subito parlato di una marea di parlamentari nazionali e regionali lì lì pronti ad aderire a “FS”, perlomeno una cinquantina. Non è vero un fico secco. I deputati regionali miccicheiani sono soltanto 5 su 90, di cui due transfughi dell’ultima ora. I parlamentari nazionali miccicheiani si contano, al massimo, nel palmo di una mano. Gli altri sono amici vaghi, curiosi e cortesi, che osservano e vanno. Dove soffia il vento.

I miccicheiani doc sono un piccolo drappello di reduci, alla deriva. Questa è la verità.

Hanno millantato poi la clamorosa presenza di 600 amministratori locali. Tutto da verificare. Ma, seppure, fossero 600, si tratta di un numero presunto che non impressiona nessuno. In Sicilia vi sono 400 comuni (e 9 Province), e tra consiglieri comunali e assessori si perviene ad un numero impressionante di amministratori locali: circa 9-10. 000. Anche 300-400- 500- 600 sono una goccia nel mare. Degli sprechi siciliani e italiani. Cala Trinchetto, insomma.

Ciò per la quantità. Delle truppe. Presunte. Se procediamo, poi, alla QUALITA’, vi è da esaltarsi. Basti un solo esempio. Uno dei primi ad dichiarare la propria entusiastica adesione alla rivoluzione siculo-arancione è stato il signor Angelo Graci. Direte voi, ma, chi è costui?

E’ un sindaco. Intanto. Sindaco di una cittadina dell’agrigentino, Licata. Ebbene, perché è così rilevante, questo sindaco? In Sicilia ve ne sono ben 400, e tantissimi di più alta levatura demografica, perlomeno. Qui vi sbagliate, clamorosamente. Il fatto è che il il Graci E’ L’UNICO SINDACO AL MONDO CHE AMMINISTRA SI’ LICATA, MA IN ESILIO, AD AGRIGENTO. Ciò per gravissime vicende giudiziarie. E il Graci non molla. Come in ogni vero Risorgimento, non possono mancare gli eroi. Vi ricordate di Silvio Pellico? Di Maroncelli? Ecco, ci siamo.

Viva la rivoluzione neosudista arancione di Gianfranco Miccichè.

Viva Graci, il sindaco in esilio. Primo martire della rivoluzione neosudista.

Beppe De Santis, Segretario nazionale del Partito del Sud.

Palermo 2 novembre 2010


Beppe De Santis








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