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Se nel Sud l'autonomismo comincia a pagare politicamente i due poli ne vedranno delle belle. Certo, una parte di questo elettorato può rientrare nelle due "case" (destra o sinistra) ma una altra parte non rientrerà mai più - esiste un retroterra cullturale anche nel meridione continentale che può costituire la base per la creazione di nuove aggregazioni politiche di tipo autonomistico o per lo sviluppo di quelle già esistenti.

Con questo dato occorrerà fare i conti volenti o nolenti perchè la spinta probabilmente non si risolverà con qualche ampolla d'acqua del Volturno - tanto per parafrasare recenti ritualità padane.
Grazie e tornate a trovarci.

Web@master - 21 maggio 2005
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Fonte:
http://www.ilmanifesto.it/ - 17 Maggio 2005
Il cuore Lombardo della Sicilia

Si chiama Raffaele, 

con il suo «Movimento per l'autonomia» ha soccorso la Cdl

Ago della bilancia «Abbiamo lanciato una ciambella di salvataggio a Berlusconi», dice l'ex Udc legato al presidente Cuffaro. Le sue liste hanno stracciato quella di Follini

di ALFREDO PECORARO


PALERMO


E' considerata il laboratorio della politica e ancora una volta la Sicilia conferma questa sua propensione alla sperimentazione. Dalla regione, dove la Dc batte nel cuore, parte una nuova crociata: quella dell'autonomia. A issare lo stendardo è Raffaele Lombardo, il vero vincitore delle amministrative.


Se Umberto Scapagnini ce la farà a Catania, il merito è dell'anima ribelle dell'Udc, che, dopo aver tenuto sulla corda Follini e i suoi colonnelli, adesso si appresta a sferrare un altro colpo mostrando i muscoli a Fi e An. Il suo «Movimento per l'autonomia» con quattro liste civiche ha inondato di voti Scapagnini, portando a casa un risultato inaspettato. Ai primi dati rastrellano oltre il 20%, riducendo ai minimi termini (4%) l'Udc. Quella che era la richiesta di una maggiore autonomia dei centristi dell'Udc siciliana rispetto a Roma, si è così trasformata nell'idea di un movimento a sé che minaccia di soppiantare l'Udc e di diventare il dominus del bipolarismo in Sicilia.


Lombardo non ne fa un mistero: «Con questo esperimento politico - avverte - abbiamo lanciato una straordinaria ciambella di salvataggio non tanto a Scapagnini quanto a Berlusconi». Il messaggio è chiaro. D'altronde Berlusconi sa quale sia il peso di Lombardo in Sicilia, il numero di voti che riesce a muovere e la sua abilità politica, tanto da volerlo al suo fianco nel tour catanese alla vigilia del voto.


«Credo che alle elezioni comunali il ruolo delle nostre liste sia stato decisivo per fare tenere il centrodestra», rincara Lombardo che non perde tempo in quella che sembra già una resa dei conti.


«C'è una profonda delusione nei confronti delle politiche del governo - incalza - come alla vigilia del voto nazionale del 2001. Ma questa volta gli elettori invece di esprime un voto di protesta si sono assunti la responsabilità di imboccare la strada dell'autonomia».


E' presto per pensare a un partito del Mezzogiorno ma «è necessario creare un movimento con persone ponte a rompere con il centralismo romano». Il progetto punta dritto al cuore dell'Udc con il quale Lombardo cerca «un rapporto federativo che ci consenta di mantenere la centralità dello sviluppo della Sicilia e autonomia del partito siciliano nell'espressione della rappresentanza parlamentare».


Al suo fianco non c'è solo Totò Cuffaro, «le liste civiche di Lombardo hanno tirato la volata a Scapagnini», ma anche pezzi di An, capitanati da un colonnello doc, Nello Musumeci. «Questo risultato - dice l'esponente della Destra sociale di An - dimostra che la strada da seguire è quella dell'autonomia dal centralismo dei partiti. Io contesto contesto la convinzione che ogni scelta debba passare da Roma. E' sull'autonomia che bisogna lavorare».


Insomma un terremoto politico che si abbatte su Cdl e Udc. Tant'è che i follinani che hanno sfidato la coppia Cuffaro-Lombardo gridano allo scandalo. «Non possiamo più frantumare la politica in liste espressione di interessi localistici - dicono i deputati Filippo Drago Giampiero D'Alia e Massimo Grillo - L'Assemblea regionale si occupi di introdurre lo sbarramento del 5% anche per le elezioni amministrative». E rilanciano una Udc «forte ed autorevole in Sicilia come nel resto d'Italia».


Ma sul carro dell'autonomia è ormai bagarre. «Dietro le numerose liste che hanno sostenuto Scapagnini - dice Salvatore Grillo del Pli - vi sono i fermenti autonomistici, i laici riorganizzati nel Pli e nel nuovo Psi, nuovi raggruppamenti che pure hanno radici antiche.


A Catania il malessere del centrodestra è stato riassorbito all'interno di un disegno unitario a differenza di quanto è avvenuto nel resto d'Italia». Il vento moderato spira forte anche nell'Unione.


La Margherita sale al 15% e conquista Enna, strappata alla Cdl. Salvatore Cardinale, leader del partito in Sicilia, mostra i muscoli agli alleati, facendo pesare il ruolo della Margherita.


Un'affermazione che sarà decisa nella partita che si aprirà nei prossimi giorni, quando l'Unione si confronterà sul candidato da presentare alle prossime regionali. E Ferdinando Latteri, ex Fi, e leader della Fed voluto con forza da Cardinale, a questo punto sembra il favorito.









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