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Meridionalismo, etica e “alleanze”

Il fermento di tanti movimenti meridionalisti è sicuramente un fenomeno positivo, il fatto che alcuni di questi movimenti stanno crescendo, non sono più poche persone arroccate nell’organizzazione di convegni e nella sola, pur importantissima, diffusione culturale, è di sicuro un altro fatto positivo e forse (speriamo!) il segnale di un inizio di riscossa da tempo attesa. Altro segnale positivo è che molti di questi movimenti sono chiaramente identitari, non avendo paura di dire che la colonizzazione della nostra terra è iniziata nel 1861 con la nefasta Unità d’Italia e che quest’Italia oramai alla deriva, come nell’ultimo best seller di Rizzo e Stella, è nata male e soprattutto quando si e' sviluppata lo ha fatto soprattutto al Nord ai danni del Sud.

Il problema tra i vari movimenti nasce sempre sul COME raggiungere i nostri obiettivi, siano questi di autonomismo o di indipendentismo o almeno di ripresa economica e sociale del Mezzogiorno, e qui ci sono almeno due scuole di pensiero che hanno per me pari dignità, ma non la stessa probabilità di successo e di coinvolgimento.

Secondo una tesi, noi siamo troppo deboli, con pochi mezzi economici e soprattutto troppo pochi per un movimento autonomo e quindi abbiamo bisogno di allearci da subito con altre formazioni politiche o infiltrarci in una di queste.

La domanda sorge spontanea, come diceva Lubrano, ma queste formazioni politiche non sono quelle che direttamente o indirettamente hanno mantenuto la nostra colonizzazione per quasi 150 anni?

Chi spera in un movimento nuovo come l’MPA come si troverà in una coalizione che manda la brigata Garibaldi a Chiaiano? Con chi si schiera, con la nostra gente o con il governo padano che manda l'esercito più o meno come nel 1861?

E chi spera in un appoggio della Lega Nord come farà a prendere il voto dei nostri compatrioti al Nord dove si presenta con un simbolo storicamente antimeridionale o al Sud dove il simbolo Lega Nord è visto col fumo negli occhi?

Molti dicono che dobbiamo imparare dalla Lega Nord e dal suo successo, io obietto che noi non potremmo mai cavalcare l’onda razzista dei Borghezio e Calderoni, il razzismo non e’ nel nostro DNA; potremmo prenderli di esempio come forza “anti-sistema” e “anti-partiti” tradizionali guardando un po’ alla Lega Nord degli inizi violentemente anti-sistema in epoca Tangentopoli.

Solo dopo aver avuto una riconoscibilità evidente come movimento autonomo, si potrà pensare alle alleanze “tattiche” con il centrodestra o il centrosinistra, concetti oramai superati e sempre più in crisi, guardando alla Lega o all’MPA o all’IDV.

Nella crisi politica attuale, si inserisce la grave crisi economica del belpaese, il Nord e’ fermo ed il Sud arretra, di fronte a questi scenari è ovvio che qualsiasi governo non godrà mai dell’appoggio popolare come oramai succede da 15 anni a questa parte di questa falsa 2 Repubblica e ci sarà un’alternanza di esperienze fallimentari fino a quando non esce qualcosa di realmente nuovo e noi idealmente dovremmo puntare ad essere identificati come “nuovo”, specie per la nostra terra.

Questo è l’aspetto politico della questione ma ce n’è anche un altro, a mio modesto avviso ancora più importante, è quello etico.

Se vogliamo portare la bandiera del nuovo meridionalismo, dobbiamo essere diametralmente opposti ed alternativi ai metodi e alle persone del meridionalismo ascaro tradizionale, quello “alla Mastella” o “alla Lombardo” per trovare subito un facile esempio. Questo modo di far politica è quello che ha mantenuto lo status quo del Sud asservito economicamente alla “Toscopadania”, come la chiama il nostro Prof. Zitara.

Se vogliamo proporci ai nostri ragazzi, ai tanti disoccupati e ai tanti giovani costretti ancora ad emigrare ancora oggi, non possiamo non essere diversi dallo squallore della politica meridionale del dopoguerra e della Prima Repubblica e che continua con cambi di etichette con la Seconda Repubblica. Dobbiamo essere diversi dai soliti metodi dello scambio di favori e poltrone, dalla consuetudine di organizzare clan politico-mafiosi-imprenditoriali e dalla politica come fine e professione piuttosto che come mezzo per esprimere il sentimento e le aspirazioni del nostro popolo.

Quindi non è per voler esser “duri e puri”, come qualcuno mi ha detto, ma per una chiara scelta politica ed etica propongo a tutti i compatrioti di costruire una NOSTRA casa comune ed un NOSTRO movimento politico e poi, solo dopo, ci porremo il problema di alleanze tattiche con uno schieramento o con l’altro, con un partito o con un altro.

“I have a dream”…un giorno noi non saremo più la colonia del Nord e diventeremo un paese moderno, efficiente e con la nostra autonomia o la nostra indipendenza dal resto dell’Italia, torneremo ad occupare il nostro ruolo storico e torneremo ad essere quella culla di civiltà al centro del Mediterraneo, il ruolo che abbiamo occupato per secoli prima con la Magna Grecia poi con Federico II e poi con il Regno delle Due Sicilie. Con qualsiasi tattica e con qualsiasi leader raggiungeremo quest'obiettivo io voglio esserci...speriamo presto!

W LA PATRIA NAPOLITANA!

Enzo Riccio

PARTITO DEL SUD - SEZ. “LUCIO BARONE” ROMA


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