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Le targhe, le commemorazioni e… le alleanze

di Emilio Zangari

Ci sono compatrioti che criticano le manifestazioni, le commemorazioni,  le targhe; altri  gli accordi politici, e tutto quello che possa rientrare in quelle che possono essere le strategie possibili, in quella che è la nostra realtà.

Ho voluto che il video di Borghezio fosse portato a conoscenza di più persone possibili, perché, anche se forse si sa già cosa è la lega, è importante farla conoscere e “toccare” con mano. Anzi esorto chi ha altri video o dichiarazioni a metterle in rete a disposizione dei compatrioti. Questo per far si che i tanti compatrioti al Nord che votano la lega siano consapevoli di che cosa votano.

Gli esempi servono a far capire una situazione, ma una  storia non è mai uguale ad un'altra.

In Inghilterra non c’è un partito che, come la Lega, vuole uccidere definitivamente la Scozia perché la considera una “palla al piede”, inoltre la Scozia ha sempre avuto un proprio sistema giuridico, un proprio sistema di istruzione, una propria chiesa nazionale. Ma soprattutto una propria economia, che gestisce e che sarebbe in grado di sostenerla in caso di indipendenza. Ha un proprio parlamento dal 1997, e il partito Scozzese, nato circa 80 anni fa,  negli anni ’30, è una fusione di due partiti che già esistevano prima.

Il Sud non è nelle condizioni della Scozia, e se avessi una speranza, se pure minima, che fare un unico partito dei soli movimenti o partiti esistenti porterebbe non fra 30 anni ma anche fra 60 anni, ad una autonomia per il Sud, aderirei subito.

La nostra storia ci insegna che appena si è cercato di fare partiti del Sud che puntavano all’autonomia, lo stato li ha, in un modo o nell’altro, fatti morire.

Tutte le regole che esistono nel nostro stato sono fatte per affermare la centralità dello stato stesso e la dipendenza totale del Sud dal nord. E’ la storia (la nostra) che lo dice; perfino la maglia della squadra del Napoli è azzurra come il colore di casa savoia.

Napoli è sempre considerata una città pericolosa per lo stato italiano, che cerca di tenerla sempre sottomessa, denigrandola e facendola sentire arretrata sia culturalmente che economicamente, stessa sorte per l’altra capitale del Sud, Palermo.

Allora dobbiamo fare i conti con questa realtà, e non con quella che vorremmo, le regole attuali in cui dobbiamo agire sono sempre più restrittive, e lo saranno sempre di più col passare del tempo. La scelta sta a noi; cercare il modo che ci permetta di poter crescere, con l’obbiettivo chiaro di ottenere maggior autonomia e indipendenza, o restare così come siamo.

Le alleanze politiche, torno a ripeterlo, non sono un qualcosa di bello e gratificante che qualcuno è felice di fare e altri invece disprezzano. Fanno semplicemente parte delle regole, e se si vuole agire nelle regole dobbiamo necessariamente tenerne conto. 

Fare un percorso di alleanze per un certo periodo di tempo non vuol dire sposare la causa dell’alleato. Fino a pochi anni fa il miglior alleato di Saddam Hussein nella guerra contro l’IRAN era l’america di Bush, poi sappiamo come è finita.

Il congresso dei CDS, se da una parte ha dato mandato al segretario di  verificare possibili accordi con l’MPA, ha anche rimarcato l’indipendenza dei CDS da chiunque.  Non abbiamo, come detto da tutti anche al congresso, la presunzione di avere la soluzione a un problema che dura da 148 anni, ma, anzi, cerchiamo compatrioti con cui discutere e trovare soluzioni diverse,  anche se  la realtà dove ci troviamo a operare non lascia molto spazio a strategie del “solo contro tutti” o a  voli pindarici.

Zangari Emilio -Comitati Due Sicilie- Lombardia



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