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Pontelandolfo, lettera al giornalista ed amico Nunzio De Pinto


Caserta giovedì 24 luglio 2008


Caro Nunzio e cari amici della stampa la mia richiesta di aiuto a te ed agli altri tuoi colleghi della stampa per quel che concerne la questione Pontelandolfo non ha più motivo di essere.

Il sindaco del paesino sannita, il dottor Testa ha dato la sua disponibilità a patrocinare l’evento commemorativo, ciò per il momento mi è stato assicurato da egli stesso per telefono nella giornata di martedì 22 luglio.

Resta in ogni modo il rammarico di avere dovuto “alzare la voce” per potere ottenere un permesso comunale che per le motivazioni così alte e così sacre non avrebbero dovuto avere nessun dispendio di tempo e di baccano.

Quei poveri nostri avi, barbaramente trucidati senza alcun motivo aspettano da troppo, lungo tempo un cenno di reminiscenza da parte nostra che abbiamo meschinamente fatto finta di non sapere o addirittura non sapere veramente cosa accadde nelle nostre contrade.

Non è così che si forma una nazione, nascondendo le atrocità ed obliando i vinti.

C’era da fare L’Italia quindi tutto ciò che vi si opponeva doveva essere messo alla gogna, screditato e violentato ma a distanza di quasi 150 anni, con oramai la sensazione che il progetto azienda italia è definitivamente avviato  sul viale del tramonto, credo sia buona cosa e giusta tirare fuori dagli armadi le nefandezze e i raggiri fatti alle spalle della nostra popolazione meridionale, per potere ridare ai nostri figli la vera versione dei fatti e per renderli fieri del nostro passato e per dare così modo al mondo intero di comprendere che quello che subirono i nostri Padri fu un grande abissale imbroglio.

Se qualcuno dei nostri conterranei crede che si possa proseguire sulla scia dell’occultamento e delle falsità è ora che cominci a cambiare registro, anche perché chi decise di fare l’Italia e vale a dire il settentrione padano oggi asserisce che era meglio non farla questa nazione.

Mentre noi che la subimmo e continuiamo a subirla sembra in alcuni casi non volere scoprire questa fandonia, per chi sa quale ancestrale terrore.

Per quelli come me che da anni si confrontano per riabilitare uomini d’onore relegati al ruolo di “briganti” ascoltare ancora e ancora onte ed offese sono diventate oramai insopportabili.

Questo è il tempo della verità e della pace sia nostra che delle povere, oltraggiate anime dei nostri cari antenati.

Per chi nato nelle nostre terre e che ha ancora dubbi e perplessità su ciò che accadde nel nostro territorio riporto alcuni versi di Carlo Alianello : Finiamola di definirci i buoni d’Europa, e nessuno dei nostri fratelli del Nord venga a lamentarsi delle stragi naziste. Le SS del 1860 e degli anni successivi si chiamarono, almeno per gli abitanti dell’ex Regno delle Due Sicilie, Piemontesi.Perciò smettiamo di sbarrare gli occhi,di spalancare all’urlo la bocca, a deprecare violenze altrui in questo e in altri continenti. Ci bastano le nostre, per sentire un solo brivido di pudore.

Noi abbiamo saputo fare di più e di peggio.

Vi aspettiamo tutti a Pontelandolfo il 14 agosto per il ricordo e l'onore delle Due Sicilie

Forza e Onore

Fiore Marro

Segretario Nazionale - Comitati Due Sicilie




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