Eleaml


Fonte:
http://www.comitatiduesicilie.org/

Spunti di riflessione per Gaeta

di Luca Longo

Roma 3 febbraio 2009

Cari Soci, amici e simpatizzanti dei Comitati delle Due Sicilie, in vista del nostro incontro previsto per sabato 14 febbraio a Gaeta, sento la necessità di porre alla Vostra attenzione alcune mie personali riflessioni sulla situazione politico/economica in cui versa la nostra amata Terra, anche alla luce delle recenti novità in tema di federalismo fiscale.

Riprendo alcuni miei spunti redatti in passato che ribadisco in questa nota. Quando si analizzano gli indicatori socio/economici del Sud, la prima domanda che ci si pone è: come si può uscire dalla situazione di sottosviluppo?

La risposta a mio parere è: definire una strategia politico/economica esclusiva per le nostre Terre. Quale potrebbe essere questa strategia?

Risposta: nell’ambito dei dettami Costituzionali, richiedere allo Stato italiano una ampia AUTONOMIA che consenta alle 7 Regioni meridionali (Lazio abruzzese e campano incluso), fuse in una MACROREGIONE identitaria “DUE SICILIE”, di poter decidere del loro futuro secondo i propri specifici interessi e la propria vocazione economica.

La creazione di una Macroregione a Statuto autonomo, attraverso una specifica politica economica basata sulla fiscalità di vantaggio, ovvero sulla detassazione dei nuovi investimenti, attirerebbe capitali dall’estero per lo sviluppo delle nostre risorse e per dare lavoro alla nostra gente. Inoltre, bisognerebbe trasferire alla futura Macroregione più ampie competenze su vari settori dell’attività amministrativa quali:

- il sistema delle Casse di risparmio, rurali e delle Aziende di credito a carattere regionale, per meglio far fronte alle esigenze ed alle peculiarità del sistema imprenditoriale locale

- le infrastrutture

- l’organizzazione sanitaria

- la ricerca scientifica e tecnologica a sostegno dell’innovazione per i settori produttivi

- la programmazione dell’offerta formativa delle Università

- la tutela dell’ambiente

- la tutela dei beni culturali

La Macroregione potrebbe ancorarsi al contesto evolutivo dell’area Euro-Mediterraneo; il Sud e la Sicilia potrebbero essere la piattaforma naturale che potrebbe intercettare quote assai rilevanti dei crescenti flussi di merci, di fonti energetiche, di capitali e di persone che attraversano il Mediterraneo. Ma per poterlo fare dovrebbe dotarsi di infrastrutture, servizi e, soprattutto, di condizioni di sicurezza che siano a livello di una missione intercontinentale. E dove non c’è sicurezza non potrà mai esserci sviluppo.

Per porre rimedio alle diseconomie ed ai mali che affliggono il Sud, bisognerebbe inoltre:

- reprimere i taglieggiamenti della criminalità organizzata e sostituire immediatamente il ceto politico e amministrativo colluso con essa

- implementare infrastrutture di trasporto, energetiche e telematiche

- porre in essere un regime fiscale molto meno penalizzante di quello attuale

- ridurre il ginepraio di leggi, regolamenti, norme da conoscere e seguire per intraprendere una qualsivoglia attività economica

- facilitare l’accesso al credito bancario che attualmente posiziona il Sud agli ultimi posti tra i Paesi sviluppati

- ridurre i tempi richiesti per avviare una nuova attività imprenditoriale

- garantire una migliore offerta di capitale umano qualificato.

Andrebbero implementate proprie imposte (IVA, tasse sulle imprese e sulle persone fisiche) ovvero aliquote specifiche che possano rispecchiare la realtà locale più povera e che permettano di attrarre investimenti dall’estero.

Detto ciò quale potrebbe essere il ruolo dei COMITATI DELLE DUE SICILIE?

Essi dovrebbero diventare, a mio parere, il Movimento di denuncia dei mali che attanagliano le nostre Terre e farsi promotori di un programma politico tendente al riconoscimento di una forte autonomia per il nostro Sud. Gli spazi di manovra ci sono, il Sud ha bisogno di un Movimento che difenda strenuamente i propri interessi. Rimane infine un ultimo scopo per i CDS:

- ricercare le fonti dirette dell’ultrasecolare storia del Mezzogiorno d’Italia, con particolare riguardo al periodo borbonico;

- diffondere la vera storia del Mezzogiorno d’Italia;

- tutelare, valorizzare e rivitalizzare la memoria storica e culturale del Mezzogiorno d’Italia.

In altre parole bisogna ricostruire l'IDENTITA’ del nostro Popolo. E’ quella che è stata distrutta 149 anni fa. Tocca a noi Duosiciliani di OGGI ricostruirla. Mai potremo uscire dalla nostra condizione di minorità psicologica fino a quando non smentiremo la vulgata ufficiale che ci descrive sottosviluppati da prima dell’Unità nazionale e non a causa di quest’ultima. Noi sappiamo che non è così e pertanto è anche nostro dovere divulgare la VERITA’ storica.

Luca Longo

Vicepresidente Nazionale

Comitati Due Sicilie 



comitati2sicilie









vai su









Ai sensi della legge n.62 del 7 marzo 2001 il presente sito non costituisce testata giornalistica.
Eleaml viene aggiornato secondo la disponibilità del materiale e del Webm@ster.