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Riteniamo doveroso pubblicare il punto di vista dell'Amministrazione Comunale di Pontelandolfo, non tanto e non solo per dar voce a chi la pensa diversamente, quanto perchè questo punta di vista rappresenta, per ora, il 99,9 % della classe dirigente meridionale, sia locale che nazionale. 

A noi la retorica non piace. manco quella duosiciliana, figuriamoci quella sciorinata nel testo dato alla stampa dalla maggioranza dell'Amministrazione Comunale di Pontelandolfo. Sono gli epigoni di quella retorica risorgimentalista che ha mandato al massacro centinaia di migliaia di meridionali in assurde guerre per ampliare o difendere i confini nord della penisola.

Consigliamo ai componenti la maggioranza di rispolverare un po' le loro conoscenze storiche, di non soffermarsi alle baggianate apprese sui testi delle elementari, di prendere qualche lezione magari da Paolo Granzotto se non si fidano dei fratelli meridionali che puzzano (sic!) di borbonismo.

E magari potrebbero leggersi anche gli articoli di un sagace prete piemontese, Giacomo Margotti, che già nel 1861 aveva ben capito dove stava andando la novella Italia.

Ringraziamo Fiore Marro, segretario nazionake dei Comitati Due Sicilie, per averci girato questo messaggio.


14 AGOSTO 2008 Pontelandolfo ha detto ancora: No al Re!

Con la richiesta di pubblicazione  del file allegato a nome del gruppo di maggioranza Pontelandolfo Nuova. Saluti-fernando guerrera

Come per il Referendum del 2 Giugno 1946, ancora una volta Pontelandolfo ha detto No al Re ! ed ha scelto la Repubblica Italiana.

Ancora una volta Pontelandolfo ha detto di No allo scialbo e triste Re “Franceschiello” che pur aveva sangue piemontese nella madre Maria Cristina di Savoia.

Ancora una volta Pontelandolfo ha sposato i valori costituzionali di libertà della Repubblica Italiana ed ha detto di No agli slogan monarco-borbonici di “festa, farina e forca” ed ai sui inetti comandanti collusi con il governo piemontese.

Ancora una volta “Franceschiello”, detto anche "Ciccillo" o "Lasagna", ed i sui cortigiani hanno assistito alla disfatta delle loro vere aspirazioni celate dietro la rievocazione dei fatti di Pontelandolfo del 14 Agosto 1861.

Chi come noi pensava di partecipare alla commemorazione delle vittime civili dei fatti d’arme del 1861, è rimasto sbalordito ed in cuor suo mortificato nel veder sventolare le sole bandiere dei monarchici neoborboni, apparsi mascherati dietro la forma di associazione culturale, alla ricerca della buona anima meridionalista, appunto quella borbonica.

Ancor più mortificante è stata la delusione per tutti quelli che non hanno visto sventolare alcuna bandiera italiana e che solo in seguito hanno appreso che l’organizzatore dell’evento, oltre ad essere coordinatore del gruppo politico di Forza Italia, nonché direttore del sito web pontelandolfonews è anche coordinatore del Comitato Due Sicilie.

La delusione è continuata quando al grido di “Evviv’ o’ rre” si sono alzati gli applausi di alcuni ex amministratori, ormai nella parte e quindi, forse, non più consapevoli di quello a cui stavano assistendo.

Comunque, al di là della Santa Messa e della deposizione della Corona in onore delle vittime civili del 1861, la manifestazione del 14 Agosto 2008 può sicuramente passare alla storia paesana come un assoluto insuccesso di chi ha pensato di poterla usare per “restaurare” il Regno delle due Sicilie.

Chi si aspettava la folla di Pontelandolfo a inneggiare il re borbone è rimasto deluso.

Solo una quarantina di pontelandolfesi, comprensivo degli organizzatori, dei congiunti e dei capi partito, hanno partecipato alla Santa Messa e alla deposizione della corona sul sagrato dell’Annunziata.

Ancor meno erano presenti durante la breve “mise en scène” che si è tenuta nella piazzetta Concetta Biondi, vittima dei fatti d’arme del 1861, ove si è gridato “Evviv’ o’ rre”.

Tanto pochi erano questi ultimi che all’occorrenza possono citarsi per appello scritto.

Tutto ciò detto, l’Amministrazione Comunale, quale difensore dei più alti valori di libertà e democrazia dello Stato Repubblicano Italiana, depreca in maniera forte l’uso strumentale che si è fatto della manifestazione pubblica del 14 Agosto 2008, soprattutto perché destinataria del patrocinio morale dell’Ente rappresentato.

Depreca oltre modo il comportamento di chi volutamente, utilizzando gli spazi e le forme istituzionali, ha cercato di trasformare la predetta commemorazione in un grande gratuito spot pubblicitario di bandiere Borboniche, intrise anche del germe piemontese.

A questo punto, per amor di verità, bisogna assolutamente fare le precisazioni che seguono.

Il protagonista della breve “mise en scène” di piazzetta C. Biondi, forse l’attore Enzo Morzillo, ha riferito, che la rappresentazione teatrale dei fatti d’arme del 1861 era già pronta, evidentemente perché è parte del bagaglio associativo dei neoborboni, vedi Casalduni (Luglio 2008), quindi bando a chi oggi vuol far credere che l’Amministrazione ha ostacolato tale teatro.

Chi cita atti amministrativi a giustificazione delle proprie azioni deve sapere di cosa parla e prendersi la responsabilità di quello che dice.

Nello specifico deve sapere che la delibera del C.C. n°19 del 02/10/2004 istituisce, tra le altre, la Giornata del Ricordo delle vittime dei fatti d’arme dell’agosto 1861, che per quanto riferito dal proponente, nonché da chi ha preso parte a quella seduta consiliare, riguarda anche i 45 soldati piemontesi che, pur essi vittime, messi in fuga da Pontelandolfo dalla banda di Cosimo Giordano, furono successivamente trucidati in territorio di Casalduni dalla banda di Angelo Pica.

La stessa delibera, non prevedendo alcun protocollo ufficiale, lascia all’Amministrazione il compito di scegliere le date e le forme più idonee, perciò anche quella di affidarla, nel segno della democrazia più ampia, a chi ha poi dimostrato di non meritarla.

A tal proposito, si può essere sicuri già da ora che la commemorazione solenne della Giornata del Ricordo delle vittime dei fatti d’arme dell’agosto 1861 si svolgerà in forma ufficiale per il 150° anniversario a cura dell’Amministrazione Comunale.

Chi è stato parte delle Forze Armate dello Stato Repubblicano Italiano, quando parla di Ascari, invece di usare questo epiteto con toni dispregiativi, farebbe bene a ricordare a se stesso ed agli altri che essi, negli anni "30, costituivano un esercito di elite che, con propri ufficiali, era capace di sacrificarsi per l’allora causa italiana.

È proprio vero, il momento più alto che un popolo possa toccare è quando onora i propri Padri, sicuramente non “Franceschiello” ed il suo esercito.

Alla luce di quanto è successo prima, durante e dopo, il 14 Agosto 2008 è stata una giornata da dimenticare per tutti quelli che credono nella Repubblica Italiana, ma siamo convinti che lo debba essere maggiormente per chi ha occupato cariche istituzionali ed ha perciò rappresentato il Tricolore anche oltreoceano.

Con quanto esposto fin qui, intendiamo chiudere definitivamente l’argomento in questione ed invitiamo tutti a spendere le loro migliori energie per favorire la crescita futura del nostro Comune nell’ITALIA REPUBBLICANA, compresa quella di una classe dirigente giovane, consapevole di dover crescere ancora, ma sicura di non essere inferiore a nessuno.

L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE-Il gruppo di maggioranza







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