Eleaml


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Date: Sat, 22 Feb 2003 16:46:19 +0100 (CET)
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Archivi e Risorgimento

Caro Ciano,

permettimi una precisazione sulla interrogazione di Manna. Essa riportava sui fondi militari - che erano oggetto della stessa - "papale-papale" la mia ricerca e citazioni (Bocca, generale Bovio, scheda d'ingresso fondi secretati G11 e G3 ecc...), che mi sono costati alcuni anni di studio, un primo rifiuto all'accesso all'ufficio storico dello stato maggiore, e un permesso dopo la mia denuncia al Convegno Nazionale di Napoli sul Brigantaggio di fronte a Galasso, Scirocco che tentarono di rinsabbiare nella loro interpretazione filogovernativa il lavoro di Molfese, Pedio (anch'essi presenti).

Fu un lavoro che mi impegnò nella fase finale (due anni) a cercare di capire come avrei potuto in poco tempo (qualche settimana è l'autorizzazione che concedono quando gli va) sapere cosa c'era...

Come si può leggere nella risposta del sottosegretario Mastella la prima interrogazione si riferiva a 2000 fascicoli, dato infondato che Manna aveva ripreso dalla comunicazione di Molfese al Convegno di Cerreto (Molfese come tutti non sapeva cosa c'era in archivio e poi corresse le bozze, come si capisce dal mio intervento in appendice).

Utilizzai un sistema stenografico Cima e un altro sistema di memorizzazione dopo aver strappato dalle mani e con forti resistenze il repertorio archivistico da due alti ufficiali (uno dei due meridionale: casualità?) che volevano solo darmi i dossier che mi interessavano: "Per cortesia, scelgo io direttamente dal repertorio archivistico, come si usa in tutti gli archivi " richiesi con tono fermo e anche irritato dalla lunga attesa. I 15 minuti concessimi diventarono un pò di più con uno degli ufficiali che si avvicinava al mio tavolino da lavoro per richiedere la restituzione, ma alla fine riuscii a memorizzare il tutto.

Poi fui allontanato, o meglio cacciato, grazie all'anticipo di denuncia di Giordano Bruno Guerri su Storia Illustrata (sbagliai i tempi, ma nulla è perfetto). Dico cacciato perché i due ufficiali il giorno stesso della pubblicazione su Storia Ill. mi condussero nell'ufficio del generale Bertinaria allora capo dell'ufficio storico e, come due candele, si affiancarono ai miei lati mentre il generale vestito da alpino credeva a che fare con un soldato di leva da punire.

Indignato mi allontanai dall'incivile luogo che violava la legge 1409 e presentai denuncia ad alcuni parlamentari e organi istituzionali.. Di qui interrogazioni, mie lettere di denunce su giornali nazionali (vedi testo citato), qualche "visita inaspettata" e pressioni molto chiare di servizio...

Questi i fatti a esser brevi.

Ripeto Manna ha il merito di aver ripreso in sede parlamentare le purtroppo generiche denunce di Molfese e Albonico (e se Molfese avesse lavorato su quei fondi militari - con la conoscenza che ne aveva - avremmo avuto una visione ancor più dettagliata della guerra civile definita brigantaggio) e per intero riprese, appunto Manna, il mio lavoro, consentimi, di studio e di intelligence (improvvisato ma credo efficiente 007 delle ragioni dei meridionali).

A me ha fatto piacere leggere che la mia ricerca pubblicata venisse ripresa per intero in Parlamento, e successivamente anche altre note in due pubblicazioni del Manna, ma una citazione di rispetto ci voleva. Ad ogni modo, non mitizziamo nessuno perché le possibilità di ricerca sui fondi disponibili sono presenti in tutti i paesi e città meridionali ma ci manca a noi del Sud l'organizzazione e il metodo di gruppo.

Speriamo...ciao

Nino Gernone


>Ho conosciuto Manna negli ultimi anni della sua vita, e ti assicuro, che pur venendo da una sponda
>politica completamente diversa dalla sua, sono rimasto abbagliato dalla sua luce e dalla sua
>intelligenza.
>Se vuoi conoscere Manna sul serio devi leggere l'interpellanza fatta da lui al parlamento italiano
>nel marzo del 1991. Lì c'è Manna, lì c'è il dramma del Sud, lì c'è un po'di noi tutti.
>Quell’interpellanza dovrebbe essere affissa su tutti i comuni dell’ex Regno delle Due Sicilie per
>dare dignità al nostro popolo.
>Io ho visto piangere Manna, l'ho visto ridere, l'ho visto soffrire. Lo avevano abbandonato tutti,
>trovava conforto solo nella mia Gaeta, trovava sollievo a parlare dei nostri eroi, dei nostri
>partigiani.
>Ho fatto dei convegni con lui, ho riso e pianto con lui.
>Manna è stato un eroe, un brigante, ha destato le coscienze dei napoletani a canale21, è stato mal
>utilizzato politicamente ma accortosene mandò a quel paese la parte politica che rappresentava.
>Quando fece quell'interpellanza uscirono dalla camera i suoi amici camerati, solo un deputato andò
>a confortarlo e a baciarlo, un certo Nardone, comunista del PCI poi diventato presidente della
>Provincia di Benevento.
>Antonio Ciano (Gaeta )

 

 

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