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STORIA DEL CINEMA DEI PRIMI TEMPI A BARI(2)

di Sebastiano Gernone

Abbiamo detto che la prima sala cinematografica fu il Cinema Argiro, del quale erano impresari Giacinto De Rosa e Mario Sortino, ora diciamo quali furono i primi impiegati. Giuseppe Montrone e Nicola Fiore furono i primi cassieri, una volta l’uno, una volta l’altro, e qualche volta tutti due insieme a distaccare i biglietti, specie nell’ora di punta, quando la folla si accalcava dietro lo sportello, tanto che spesso si richiedeva la presenza dei carabinieri o delle guardie municipali per mettere un po’ di ordine e per mettere a posto qualche prepotente. Non mancava chi approfittava della confusione per rubare i soldi da dentro le tasche; c’era chi si divertiva a legare con spille di sicurezza le giacche di due, tre spettatori, e chi legava con lo spago le gambe di chi stava innanzi, che poi, fatto il biglietto, quando cercava di allontanarsi o si trovava legati o addirittura se ne andava di faccia a terra fra le risate di tutti i presenti.

Questi erano i primi spettacoli che si godevano fuori.

Erano bei tempi, senza paure di guerre, di bombe, di scioperi e di tante altre cose che son venute fuori, e, che generalmente vengono chiamate “progresso”.

Dopo i bigliettai venivano i macchinisti: Martire Cincinnato, Chillino e Arciuli, i quali si davano tant’aria d’importanza ed andavano impettiti ripetendo: Io sono il macchinista del Cinema, come se volessero dire: sono macchinista di macchine a vapore o di bastimento d’alto mare. E come ci tenevano, fra un quadro e l’altro, a farsi ammirare, tanto per far capire che senza di loro il film non poteva essere proiettato.

Durante la proiezione, e dove la scena era più importante, un organo, o un pianoforte accompagnava con le note più o meno accordate, e spesso il pubblico batteva le mani o fischiava, e, non mancavano, in segno di disapprovazione, delle pernacchie fatte con tanta perfezione che neppure il più provetto napoletano poteva stare alla pari. Poteva solo impazzire chi avesse tentato di mettere un po’ di ordine a tanto entusiasmo, che alla fine non faceva male a nessuno, anzi, alle volte si aspettava il segnale per far succedere questo, chiamiamolo, entusiasmo che non aveva né causa né riflessi, né testa né coda.

Questo era il pubblico barese di quell’epoca: semplice, ingenuo, docile e chiassoso. Per queste ragioni, i grandi signori di quel tempo, la sera, prima o dopo il loro trattenimento al Caffè Stoppani o alla Birreria Civadda, andavano a trattenersi al Cinema, ai posti distinti, dove nessuno li disturbava. L’avvocato Caleno, il signor Contesse, i Viganotti e tanti altri non mancavano la sera, tanto per distrarsi un po’ dalle loro occupazioni della giornata, e facevano bene.

La prima agenzia, per la distribuzione della pellicola, fu tenuta dal Commendator Riccardo L’Eltore, con sede in via Calefati, e la prima Casa produttrice italiana fu la Cines di Roma.

I nostri genitori ricordano ancora la bell’epoca e il loro primo Cinema.





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