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IL CORRIERE DELLA SERA DA’ GRATIS 

GARIBALDI-SCIROCCO DELL’ITALIA FLIC – FLOC

di Sebastiano Gernone

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Il 16 novembre del 2005 – data che rimarrà memorabile per l’ulteriore rimbambimento della Nazione Flic - _Floc –sarà regalato dal Corsera il libro sulla biografia del Garibaldi scritta dall’emerito accademico titolato– e chi ne ha più ne aggiunga – prof. Alfonso Scirocco.


Una biografia che stampata nuovamente - alla "bisogna " – dalla già crociana casa editrice Laterza al prezzo di 17 euro dapprima e poi di 15 in edizione non cartonata, adesso è omaggiata in eccezione quale capofila di serie con il giornale della borghesia nazionale , iniziando una collana dei supposti grandi personaggi che include anche Cavour e Mazzini, insomma la trimurti della retorica patria che è impartita di un sol blocco già ai bambini senza alcuna lettura più articolata negli anni che si succedono: ai sudditi è noto si raccontano balle e storielle, non devono pensare con analisi profonde e intelligenti alla loro storia, altrimenti si rischia di toccare gli interessi dei gruppi di potere che controllano la situazione e la manipolano, e che hanno una loro radice d’assestamento in vicende e avvenimenti – generalmente di violenze e furti – che non vanno svelati.


Quest’operazione di basso profilo culturale, da arlecchini e pulcinella servili, da tricolore retorico e senza alcun legame con la storia reale del paese e del Mezzogiorno, è stata studiata a tavolino anche per rispondere e frenare un risveglio storico soprattutto del Sud che è stufo della fumosità cialtrona che ha nascosto per quasi 150 anni la sua condizione politica – economica – culturale di sostanziale colonia del nord industrializzato e arricchitosi sulle spalle dei subalterni meridionali, contadini- briganti – emigranti - soldati di trincee – operai – impiegati, disoccupati...


Per ripetere il mito tutto inventato del falso liberatore del Mezzogiorno, invero maestro massone al servizio degli interessi dei padroni del tempo e delle alleanze dei potenti, regalano lor signori più di un milione di libri – santini di Garibaldi che, leggiamocela tutta la retorica editoriale della biografia –omaggio del Nizzardo, fu a parer loro:


“Eroe senza ideologie, perfetta incarnazione del mito romantico, spirito fiero e incorruttibile. Una leggenda le sue imprese, un romanzo di avventure la sua vita. Racconto e verità in un ritratto inedito di Garibaldi. Alfonso Scirocco, docente di Storia del Risorgimento presso la Facoltà di Lettere dell'Università Federico II di Napoli, fa parte del Consiglio di presidenza dell'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, della Commissione nazionale per la pubblicazione dei carteggi di Cavour e delle Commissioni per le edizioni nazionali degli scritti di Mazzini e di Garibaldi.”.


Ogni commento è inutile, dovremo tutti noi per rispondere a quest’operazione - in modo garbato e nella tradizione di popolo, e per liberarci per sempre di quest’altezzosità - rivedere e emulare Totò e Eduardo De Filippo che furono maestri della pernacchia/o.


Totò spernacchiò più volte sonoramente nel film "I due marescialli" i potenti di turno, mentre Eduardo diede lezioni di  “Tecnica della Pernacchia/o” che riportiamo istruttivamente per iscritto (anche se  in video l’insegnamento è diretto e pedagogico):


Pernacchio e Pernacchia

«Il primo è lo sberleffo forte o debole, lungo o corto, ma sempre solerte e costruttivo , insomma maschio; la seconda è uno sberleffo molle e pigro, tumido e sdraiato, come un’odalisca sui tappeti, insomma è femmina». (Eduardo De Filippo - L’oro di Napoli)


Alla lezione di storia del Corsera e del Garibaldi – Scirocco ognuno, dunque, scelga il modo maschio o femmina con cui rispondere, naturalmente con dignità e coralità di esecuzione.


Su queste operazioni propagandistiche di storia della loro patria – sempre di gran arricchimento personale per chi si vende al regime - siamo già intervenuti in alcuni nostri articoli online nel sito http://www.eleaml.org vedi :

GLI ANGELA I TAVIANI E LA NAZIONE ELITARIA: 

http://www.eleaml.org/sud/sg/nazione_elitaria.html;

TALAMO LA MEDAGLIA SMEMORATA

http://www.eleaml.org/sud/sg/medaglia_smemorata.html;

SCIROCCO E IL RISORGIMENTO MITIZZATO vedi

http://www.eleaml.org/sud/sg/scirocco.html


E di quest’ultimo articolo riportiamo a seguire alcuni stralci sullo storico Scirocco, aggiungendo che questo difensore della retorica della nazione ricorda spesso nelle sue interviste: che la colpa del crollo del Sud si deve addebitare all’isolamento della politica di Ferdinando II, che i democratici risorgimentali se ne infischiavano dei problemi dei contadini e pastori del Sud che allora erano il 95% della popolazione (tutti i nostri avi, insomma) senza tener conto delle denunce che Ferrari ed altri evidenziarono seppure sempre ahinoi succubi del progetto Cavour e dei Savoia e, invero, spesso strumentalizzando come tutti la protesta contadina nella lotta politica e militare tra moderati-democratici e clerico - borboni; che vi erano le potenze internazionali che frenavano ogni proposta rivoluzionaria che spostasse l’asse del consolidamento aristocratico - borghese verso il proletariato rurale; che ”le misure messe in atto dall'esercito italiano nel Mezzogiorno, additate come espressione di inusitata violenza barbarica, mentre in realtà sono mutuate dalla legislazione borbonica e sono state messe in atto dallo stesso governo borbonico: gli eccidi di Pontelandolfo e Casalduni nell'agosto 1861 hanno come antecedente l'incendio e la cancellazione del comu­ne di Bosco, nel Cilento, nel 1828, o, nello Stato pontificio, la decretata distru­zione di Sonnino, covo di briganti nel basso Lazio” (1).


Insomma il nostro Scirocco, napoletano al servizio della Nazione Flic – Floc e risorgimentalista utile all’interpretazione massonica tanto cara a chi ha il potere dalla conquista del 1861 in poi, trova tante scuse per affermare che doveva andare così, non c’era altra soluzione, con buona pace delle decine di migliaia di contadini fucilati con moventi profondi che li animavano, e di un regno di milioni di uomini e donne che non accettavano i conquistatori piemontesi, responsabili tra l’altro della distruzione di popolazioni bruciate e violentate dalle truppe di occupazione con un immiserimento generale del Sud annesso forzosamente.


A questo punto, molti lettori si chiederanno: chi è Scirocco? Quale nuovo apporto alla memoria fondante il bel paese ci ha consegnato costui?


Si ha la fortuna di aver incrociato il predetto studioso a Napoli nel 1984 all'importante convegno di studi sul Brigantaggio; Scirocco inoltre, con la sua secca figura presenziava un incontro culturale sul Risorgimento nel novembre 2002 a Roma, circostanza quest'ultima, in cui l'abbiamo rivisto e riascoltato con attenzione compassionevole, educazione che si deve pur avere per chi fa parte del Creato.


L'intervento a Napoli nel 1984 del nostro, unitamente a quello del prof. Giuseppe Galasso - la cui fama travalica i tempi e i luoghi -, fu indirizzato sostanzialmente a tacitare il grande storico del Brigantaggio Franco Molfese.


Tant'è che il Molfese, studioso serio e rigoroso a noi familiare, ci confidò - alcuni giorni dopo il convegno - che l'insistenza del Galasso e Scirocco nazionali ad invitarlo alle giornate napoletane, aveva lo scopo strumentale di contrastarlo e limitare l'incidere del suo testo fondamentale sullo sviluppo storiografico, per ricondurre gli indirizzi di ricerca alla visione tradizionale unitaria liberale - crociana: dunque, si proponevano di avversare l'interpretazione del Molfese che documentava e dimostrava scientificamente nel dettaglio, la storia della feroce guerriglia contadina, la resistenza armata popolare alla conquista del Sud e ai falsi plebisciti del Risorgimento, che non fu certo processo unitario, bensì complesso e contrastatissimo scontro politico-militare-economico.


In quell'occasione chi scrive denunciò (intervento censurato negli atti), la chiusura del più importante archivio su quelle vicende: l'Ufficio Storico dello Stato Maggiore Esercito che è blindato sui documenti relativi ai contadini-briganti fucilati a decine di migliaia nel Sud, con villaggi abitati da innocenti messi a fuoco dai soldati invasori.


Orbene, nel 2002 a Roma erano presenti anche il giornalista Paolo Mieli, di cui è ormai chiara l'attenzione moderata più da - a noi si permetta -"pompiere" che da indagatore serio delle vicende e motivazioni profonde dei conquistati; tra gli altri relatori vi erano i prof. Banti e Talamo. Quest'ultimo e Scirocco sono gli esponenti di punta della componente moderata di studiosi risorgimentali: quelli a guardia d'onore in perenne servizio della memoria del conquistatore Vittorio Emanuele II, e dei suoi cortigiani guidati da Cavour, per intenderci. Sempre premiati i due Scirocco e Talamo, già dagli anni '60 del centenario nazionale e delle figurine risorgimentali.


Si conoscono, dunque, le loro interpretazioni storiografiche e il ruolo che hanno ricoperto nei condizionamenti educativi da decenni, anche e soprattutto nella direzione del sempre governativo istituto per la storia del risorgimento.


Scirocco rilanciò a Roma le sue tesi, tra l'altro immaginandosi una presunta competenza sul brigantaggio, motivata dalle prefazioni baronali da lui curate ai lavori di catalogazione e ricerca archivistica sull'argomento da altri condotti; e da qualche sua mai innovativa pagina storica: è successo "qualcosa" bisognava pur scrivere. Naturalmente, alla ripetuta nostra denuncia sugli archivi militari, Scirocco in compagnia del Talamo, ha eclissato la questione quasi scusandosi - con astuzia irrispettosa per i destinatari e in tono e modo cardinalizi -, delle affermazioni veritiere ascoltate dagli alti ufficiali presenti e offesi dall'aver sentito definire "criminali di guerra e contro l'umanità" alcuni fondatori dell'esercito italiano. La ricerca storica seria, a nostro avviso, non fa sconti a nessuno e, ad essere onesti nel giudizio, la lealtà d'opinione e d'indagine richiama virtù e coraggio sconosciuti ad intellettuali di basso profilo: ognuno è libero di scegliere valori, linee di condotta e l'umanità con cui rapportarsi.


Aggiungiamo inoltre, che è prevista, e in preparazione già da anni, la pubblicazione - in mutua collaborazione tra componente moderata dell'intellighenzia risorgimentale e ufficiali dell'esercito nazionale -, di un nuovo testo sul brigantaggio basato sulla riservata documentazione militare: bisognava, pertanto, essere solidali tra chi imposta ad usum delphini la storia ufficiale. (2)


Sebastiano Gernone novembre 2005


1) Vedi in: “Risorgimento democrazia Mezzogiorno d’Italia” l’intervista di De Lorenzo a Scirocco, Franco Angeli Editore 2003. 


2) Il testo a tutt’oggi non è pubblicato, non è facile occultare la questione ancora aperta sul Risorgimento, il falso piedistallo vacilla…



P.S. Magari si consiglia a tutti i nostri lettori di acquistarne più di una copia del Garibaldi – Scirocco, e arricchirla con qualche nota critica nella pagina iniziale, e poi distribuire il testo “recensito” ad amici o nel mercato librario dell’usato. Utilizziamo la loro strategia di colonizzatori per ribattere colpo su colpo alle menzogne che diffondono.







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