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Riceviamo e volentieri pubblichiamo - dall'amico Gernone che si assume la responsabilità piena del contenuto dell'articolo.
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“Eleonora che volava quando si apriva la porta“

di Sebastiano Gernone
 
“Guardatevi dal disprezzare alcuno di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli vedono continuamente la faccia del Padre mio, che è nei cieli”.
Matteo 18:10

 
“Il mondo è stato creato dal desiderio del canto. Il canto culla una legge etica che non è dura e spietata. Il bambino canto dopo canto costruisce il primo significato e dice mamma, dopo viene immesso in un sistema educativo rigido, tetragono che manca di pietas e ci perdiamo...”
Moni Ovadia in "La bottiglia vuota", Polignano 12 gennaio 2005
 
“E.. la vita dei bambini ….. il Futuro dell’Umanità, la giusta misura
dei nostri passi…. è meta globale di tutte le aberrazioni umane,
radunate in un nuovo terribile business : lo sfruttamento della loro
debolezza e Vulnerabilità. Possiamo ancora stare fermi?”
Nadia Scardeoni

 

Il gran rumore scatenatosi sulla morte per denutrizione, forse finanche con violenze fisiche, del corpicino di 16 mesi di Eleonora Scannicchio si attenua e le telecamere, catarro verbale delle mille emittenti, lasciano le vie periferiche di Enziteto - ghetto abbandonato, sud del sud in Bari -; altri infanticidi sono gridati dalle scatolette televisive: una neonata nottetempo depositata moribonda in una cabina telefonica a Milano in pieno inverno, una bambina di 10 anni uccisa violentemente a Bologna dal padre medico…


Dalle nostre parti Nella, un'amica di Enziteto dal voluminoso corpo che piacerebbe al pittore colombiano Botero, c'informa che l'amministrazione comunale barese ha prontamente dopo l’accaduto migliorato l’illuminazione delle circa 3000 anime che lì in gran parte soltanto dormono, le donne s'impegnano nelle faccende domestiche mentre il lavoro è altrove se c’è; nello stesso tempo, a pochi giorni dal decesso di Eleonora, sono stati accolti - nel palazzo comunale in pieno centro illuminato a gran festa e presenziato dalla Bari bene elegante e bacchettona - i discendenti di Benedetto Croce, guidati dallo storico crociano onnisciente Giuseppe Galasso per celebrare la riappacificazione editoriale con i Laterza e presentare il 1° grosso volume - invero molto stucchevole - riguardante il carteggio tra don Benedetto e Giovanni Laterza degli anni 1901 - 1910, periodo in cui Croce raggiunse l’apice del suo antimeridionalismo più verace, chiuso nelle sue stanze di studio e di difesa della nazione dei ricchi, distaccato e sordomutocieco alle folle oceaniche che a poche centinaia di metri da casa sua partivano emigranti per le Americhe dal porto di Napoli; poveri cristi sradicati per sempre dalle loro famiglie, dalle terre del Sud conquistato, sacrificati dallo stato e dal governo dei padroni nel quadro ben pianificato degli introiti che sarebbero rientrati dalle rimesse economiche, in sostanza i soldi che per anni gli emigrati avrebbero spedito ai parenti poveri rimasti al paese, così favorendo il benessere e gli interessi degli stati maggiori politici-economici-militari della nazione accordatisi con le lobbie internazionali nello spostare, dirigendoli in continenti lontani, braccia da lavoro per accrescere i loro capitali e realizzare ambizioni di potere.

 

Ritornando ai nostri quartieri periferici - dove ci ricordano tutti i testi sacri è più facile vivere l'amore pulsante dell'Universo per chi ha l'intelligenza del Cuore (i veramente colti e gli ignoranti ricordava Pasolini) - ci si è sentiti coinvolti e distratti dal gran rumore, estraniati da se stessi dalle grida pubbliche sulla vicenda di Enziteto, non meditando veramente per riflettere sull’accaduto, metafora come sempre di significati più profondi.


E’ stata una lettera apparsa sul computer in una mailing list che si riallaccia all'insegnamento di Danilo Dolci, gran poeta e profeta degli umili siciliani e del mondo, a risvegliarci dall’indignata ma spettacolarizzata denuncia dell'infanticidio che aumentando gli share d'ascolto ha dato più introiti pubblicitari...


La denuncia sincera dell'email firmata dal nome augurale di Alba, misteriosamente ci ha spinto a chiedere di più, a informarci senza alcuna mediazione giornalistica:


Francesca, la madre di soli ventidue anni di Eleonora, proviene da una famiglia sventurata della Bari vecchia - quartiere origine di tutte le periferie cittadine e in cui qualche anno fa è stata compiuta dal sistema politico - finanziario un'operazione d'acquisto di numerose case a quattro soldi, nell'attesa dei fondi della legge Urban favorevole alle ristrutturazioni nei borghi antichi...


Francesca ha avuto a sua volta una madre sventurata che come lei ha subito una vita difficilissima;

Francesca non ha vissuto un’infanzia e un'adolescenza normali ma è passata di violenza in violenza;

Francesca ha già messo al mondo quattro figli, di cui tre vivevano con lei e il suo sventurato compagno, in quel tetro, angusto negozio di  proprietà comunale, occupato e trasformato in “casa” a Enziteto;


Francesca disprezzata da tutti cercava di vendere quel che rubacchiava e la ricordano disperata con pezzi di formaggio sottratti che voleva vendere o scambiare per portare del cibo ai bambini - l’ultimo nato ha solo cinque mesi - e per acquistare quel che a lei serviva (fumava sempre nel tugurio odiando probabilmente se stessa e il mondo), e talvolta accettava abiti dimessi dagli altri per i suoi piccoli; Francesca si rinchiudeva in casa per evitare il disprezzo e il giudizio impietoso degli altri, compreso quello degli assistenti sociali che le avrebbero portato via i figli;


Francesca si vedeva uscire dalla casa - prigione con i piccinnin solo per un pò dopo le due di pomeriggio e dopo le nove di sera; e ricordano i vicini una minuscola apparizione vivacissima, era “Eleonora che volava quando si apriva la porta “…


Sebastiano Gernone, Bari 20 gennaio 2004



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