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Tratto:
Discorsi parlamentari del Conte Camillo di Cavour - Volume 3 (Pag 140)

PRIMO DISCORSO

(9 dicembre 1851)
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Cavour, ministro di marina, d'agricoltura e commercio, e delle finanze. L'onorevole deputato Radice, nel proporre la soppressione delle spese segrete, si appoggia sul dovere che incombe al Governo di seguire una politica leale e franca, di evitare i raggiri e le macchinazioni. Il Ministero riconosce questo obbligo; ma egli non crede che da esso possa dedursi la necessità di sopprimere le spese segrete.

Se il Ministero non avesse mai a combattere che partiti i quali si astenessero da qualunque raggiro o macchinazione, non avesse mai a sventare trame politiche, in allora io riconoscerei la potenza dell'argomento dell'onorevole preopinante; ma pur troppo, e ciò credo che non sarà negato da nessuno, il Governo debbe vegliare e all'interno e all'esterno sopra partiti che non si fanno scrupolo ne di raggiri, né di macchinazioni. Vi è di più: io credo che certi scopi politici non si possono conseguire senza talvolta acconsentire a certe spese, le quali non si potrebbero fare ove vi fosse la necessità di renderle note.

Ed in fatti, vediamo questa necessità delle spese segrete riconosciuta da potenze le quali hanno ben meno a temere dai partiti e dalle fazioni, che non abbia per avventura a temere il nostro Governo. Noi vediamo, ad esempio, nel bilancio degli affari esteri della Gran Bretagna portata per tale oggetto una somma cospicua.

Se fossimo in tempi assolutamente normali, se all'orizzonte non vi fossero nubi di sorta, io, fino ad un certo punto, aderirei, se non all'intera proposta dell'onorevole deputato Radice, certo ad un'altra che portasse una diminuzione di questa categoria; ma nelle attuali circostanze io credo che sarebbe somma imprudenza il togliere al ministro degli affari esteri i mezzi, non di fare dei raggiri e delle macchinazioni, ma di combattere anzi i raggiri e le macchinazioni che, pur troppo, nessuno negherà che si fanno a danno del nostro paese, a danno delle nostre istituzioni.

Io invito quindi la Camera a votare questa categoria, assicurandola che in tempi più tranquilli noi saremo i primi a proporne la riduzione.













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