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Fonte:
http://www.repubblica.it - 30 ottobre 1999

L'americano si mescola ai dialetti della penisola e nasce una nuova lingua

"Broccolino" online sulla chat italo-Usa

di FABIO SANTOLINI

ROMA - Per raggiungere il luogo "storico" dove gli italoamericani si incontrano su Internet per chattare, basta entrare nel canale Irc "Italy" (ci vuole uno dei programmini appositi per utilizzare l'Internet Relay Chat, il vecchio e sempre in auge sistema per chiacchierare sulla Rete). "Italy" è un posto vivacissimo, dove molti si conoscono pur vivendo chi a New York, chi a San Francisco, oppure chissà dove.


Il linguaggio usato non è né l'inglese né l'italiano, ma una lingua che mescola l'americano ai più disparati dialetti del nostro Paese. Scorrono sullo schermo frasi del tipo: "Hi piccolo are you ok oggi?", e Piccolo risponde: "Yes, Mary te mand no vase!"; oppure: "Hai visto Billy the crazy, o boyfriend mio?", "No, i'm sorry, non l'agg' visto".


Probabilmente non hanno mai chattato su questo canale gli esperti che lanciano "il grido d'allarme" a proposito del linguaggio utilizzato nella Rete che, secondo loro, sarebbe piatto. Qui si usa una lingua mista che è colorata, colorita e originale. Viene in mente il dialetto di Brooklin parlato dai nostri emigranti, il "broccolino". Chiacchiere varie scorrono sul monitor a una velocità sorprendente: un turbinio di pettegolezzi, scherzi, dichiarazioni di simpatie e antipatie.


Spesso si assiste a uno scambio vorticoso di ricette culinarie: "For dinner ho fatto la parmigiana di melanzane", digita Chiara; "Io teng' no segreto", le ribatte Anne, "Ci metto un poco di ketchup". "You know che il ragù lo puoi fare con la salsa barbecue?", aggiunge qualcun'altro.


Ricette non proprio tradizionali italiane ma creative, o forse "sincretiche" come direbbero gli studiosi. Altro tema di conversazione è la musica. Il pop italico da esportazione di Andrea Bocelli e l'opera di Pavarotti sono al centro degli scambi di opinioni, ma anche Eros Ramazzotti ha un successone. Brani dei loro pezzi vengono "cantati" nelle dediche e nelle "serenate" che ogni tanto qualcuno improvvisa a beneficio della sua amata virtuale (o reale) mettendosi a digitare le parole delle canzoni.


E poi il calcio, che come al solito accende dispute memorabili. Di politica, su Italy, non si parla quasi per niente. Una delle veterane del canale racconta in privato: "Io sono vecchia, sono anni che chatto qui, conosco tutti. Sono nata negli States, ma i miei genitori sono pugliesi. A volte con gli amici del canale ci vediamo anche fuori da Internet, dal vivo, organizziamo incontri, ci spostiamo perfino in città diverse. Qui sono nati amori, amicizie, e anche separazioni e tradimenti".


Un altro frequentatore, sempre in privato, digita: "A volte si collega qualcuno dall'Italia, c'è chi prende in giro il modo in cui parliamo, ma lo cacciamo subito. Io parlo inglese perfettamente, sono ingegnere, ho studiato, ma il mio italiano l'ho imparato dai nonni della provincia di Napoli e parlo il dialetto. Che male c'è ?".


Usare il lessico familiare per comunicare su Internet è una maniera per la "comunità virtuale" che si riunisce sul canale "Italy" di coltivare le radici, consolidare un senso di appartenenza, definire un'identità comune; forse, allo stesso modo si spiega il fatto che gli italoamericani on-line ci tengono ad assomigliare un po' ai luoghi comuni che circolano all'estero sul nostro Paese.


(30 ottobre 1999)
 




















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