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http://www.strill.it/

Grazie, miss Italia: la Calabria ha bisogno della sua testa

di Giusva Branca

Cara Stefania, lei, da poche ore miss Italia, ha già dato alla Calabria intera una lezione di ciò che i Calabresi dovrebbero pretendere dal resto del Paese in termini di rispetto. Le problematiche della nostra terra, unitamente alle, gigantesche, nostre responsabilità non sono mai state minimizzate dai calabresi, che – anzi – rispetto ad altri popoli sono spietati, forse troppo, nell’analisi della situazione e nella sua stigmatizzazione.

Ma il rispetto della dignità, il riconoscimento della testa alta, soprattutto in un momento celebrativo (e mediatico) di una cosa bella, ancorchè futile, come la sua elezione a reginetta del Paese (la seconda calabrese sulle ultime tre edizioni), beh, quello va preteso.

Anche a costo di rispondere a brutto muso - lei diciottenne aspromontana - a qualche esperto marpione (vigliacco e in malafede) collega di testate a diffusione nazionale ed a matrice padana.

“E’ una domanda inopportuna”. Così lei ha bollato la questione posta pochi minuti dopo la sua elezione da un giornalista che fuori contesto, fuori logica, anche fuori dagli schemi base del giornalismo (tranne che non le si volesse organizzare un vero e proprio agguato mediatico fidando sulla sua inesperienza per poi farci i titoloni ad effetto), le aveva chiesto della Calabria e della ‘ndrangheta.

Ma c’è di più,e per questo, cara Stefania, la ringrazio pubblicamente. Lei ha aggiunto al collega (che ricorderà vita natural durante questo shampoo preso dalla “ragazzina”): "Si parla sempre della Calabria per questioni di 'ndrangheta ma si dimentica che un tempo era una delle regioni piu' ricche e che dal nord sono arrivati gli altri a rovinarla”.

Facile? Si, esattamente come i preconcetti, figli di una ignoranza dilagante che, come sempre, a sua volta genera incapacità di colmarla.

Ancora, la sua chiosa è stata grandissima. Con personalità spiccatissima e senso della dignità calabrese (che significa non nascondersi problemi e responsabilità, ma nemmeno consentire a terzi in malafede e spesso a digiuno di conoscenze di marciarci su), alla consueta reazione della platea rispetto a tematiche di questo tipo lei ha chiuso il discorso con un secco : “Vedo che qualcuno ha un sorriso ironico ma non è un problema mio”

Grazie, Stefania, anzi – mi scusi – grazie, miss Italia.

Il “godere” di una miss calabrese, mi perdoni la franchezza, non mi ha mai esaltato più di tanto (anzi per nulla), ma sapere che miss Italia difende con orgoglio e tenacia il rispetto dovuto verso la dignità di una regione che, pur spesso causa dei propri mali, nonostante tutto sta in piedi ed esporta continuamente, su scala mondiale, eccellenze in tutti i campi, dalla diplomazia alla finanza, dalla politica alla scienza, dalla moda all’arte, dalla musica allo spettacolo e - perché no – anche alle miss, questo si, mi inorgoglisce.

Di questa miss Italia la Calabria è orgogliosa, di questa miss Italia la Calabria ha bisogno.

Questa miss Italia, con questa testa, sarebbe il miglior testimonial possibile per la Calabria e la provincia di Reggio nel mondo. Se la classe dirigente politica non dorme, il suo telefono dovrebbe squillare presto.


















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