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Fonte:
http://www.caserta24ore.it/

PIAGGINE (SA) Il Percorso dei Briganti 24/25/26 settembre 2010

Dom, 19 Set 2010

PIAGGINE (SA) 

Con il 2011 continuano i festeggiamenti dei 150 anni dell’unità d’Italia, ma noi a nome degli sconfitti vogliamo costituire un comitato per la REVISIONE del PROCESSO TARDIO e rendere onore a chi volle combattere per la Patria ma sul fronte perdente. 

Tardio capobrigante, partigiano del Cilento Giuseppe Maria Tardio nasce a Piaggine Soprane nel Principato Citra il 1° ottobre 1834 da Paolo e Catarina Alliegro di Rofrano Frequenta a Salerno il Real Liceo e poi l’Università a Napoli. 

Partecipò a Salerno nel 1859 ad una manifestazione liberale e fu arrestato per 5 giorniA Piaggine si ordì una congiura per farlo arrestare come reazionario intorno al 10 dicembreIl 25 dicembre del 1860 evade dal carcere di Laurino e si rifugiò a Roma Il 18 settembre 1861 si imbarcò a Civitavecchia su un paranzello e nella notte tra il 21 e 22 settembre sbarcò ad Agropoli Punta Teresino contrada Sambuco ed arriva a Piaggine il 24 settembre.

Una settimana prima Josè Borjes (ufficiale spagnolo)sbarca a Brancaleone per organizzare le bande nella Basilicata capeggiate da Crocco.L’avvocato, appena sbarcato ad Agropoli consegna le armi ai 32 uomini ex soldati borbonici, affida i gradi e per Giungano, Capaccio, Trentinara, Monteforte, Felitto, Magliano, Stio, Laurino, Valle Dell’Angelo arriva a Piaggine sul Monte Cervati.

La famiglia ebbe a patire della sua scelta, in più occasioni fu arrestato il padre Paolo e il fratello Felice. A ridosso delle occupazioni dei paesi vicini a Piaggine furono arrestati padre, fratelli Antonio, Felice sorella Filomena e le zieIl fratello Felice Tardio nel periodo Maggio/luglio 1861 non si presenta, come tantissimi giovani, per prestare servizio militare sotto la bandiera Sabauda del Regno d’Italia e fu incarcerato prima a Laurino poi a Vallo della Lucania

Una volta arrestato, a Roma l’8 novembre 1870, il legale subì un lungo processo a Salerno ed Avellino che si concluse con la sentenza di condanna a morte. L’accusa gli attribuiva il reato di voler sovvertire l’ordinamento dello Stato, e nel merito anche fatti di sangue. In seguito, la pena fu tramutata in condanna ai lavori forzati a vita nel penitenziario dell’isola di Favignana in Sicilia, dove, dopo 20 anni di prigionia, morì il 13 giugno 1892. In paese i familiari sostengono che fu avvelenato. In nessun atto processuale rivelò i nominativi di sostenitori e collaboratori.

Tardio al Processo presenta un’Autodifesa …Io non sono colpevole di reati comuni poiché il mio stato,il mio carattere,e la mia educazione non potevano mai fare di me un volgare malfattore; io non mi mossi e non agii che con intendimenti affatto politici e per iscopo meramente polittico, talchè non si potrebbe chiamarmi responsabile di qualsivoglia reato comune che altri avesse per avventura perpetrato a mia insaputa contro l’espressiva mia volontà e contro il chiarissimo ed unico scopo per cui la banda era stata da me radunata…. Suoni e canti cilentani

III gara provinciale di organetto- Il Percorso dei briganti

Programma Piaggine domenica 26 settembre 2010

raduno degli appassionati di strumenti della civiltà contadina

L’iniziativa vuole rivalutare l’organetto e con esso la riscoperta festosa del mondo rurale del nostro comprensorio, del Cilento e Vallo di Diano. Questo strumento fece la sua comparsa all’inizio del novecento sostituendo, in parte, la zampogna. Tutte le “compagnie” in pellegrinaggio avevano cantori con l’organetto.

L’organetto, insieme ad altri strumenti musicali rurali, ispiravano balli e canti per gli intrattenimenti festosi che richiamavano frotte di giovani. Spesso, questo strumento, era accompagnato dalla chitarra battente, da sonagli, nacchere, tamburelli e ciaramella. Ha un effetto dirompente e gioioso che elettrizza. 

Si prestava ad improvvisazioni: bastava un pergolato davanti casa al fresco, l’aia, uno spiazzo o largo, appena finiti i lavori dei campi, s’iniziavano sfrenate tarantelle ingaggiando veri scontri di virtuosismo musicale e di ballo. Il suonatore bravo veniva riconosciuto dalle coppie più esperte di ballo che ne consacravano il talento in un’ammaliante intesa a suon di note e passi di danza. Si stabiliva una reciprocità di suoni e movimenti pronta a ripetersi nelle successive feste. La sintonia era ammirata e rinomata nei comprensori. Le fiere erano, per i suonatori di organetto, le tappe per farsi ammirare di paese in paese. 

La notorietà portava ad essere invitati soprattutto ai matrimoni, dove, a ricompensa delle ballate, si poteva consumare un sicuro pasto nuziale, fatto di pastina con il pollo, prosciutto e caciocavallo. Le scene ballate, erano tutte improntate al corteggiamento che si faceva sempre più audace e sfrenato alla ricerca di contatti sempre più avvincenti, ma opportunamente interrotti, con cambi di direzione o con la descrizione di ampi cerchi, per essere nuovamente riproposti. 

La postura del corpo avvolgente, la mimica prendono tratti del rito senza vezzi, ma rude ed immediato. Chiarissimi erano i riferimenti e l’orientamento del corpo deciso, mai carezzevole, alle parti più attraenti della partner e se ne sfioravano gli indumenti. Il contatto avveniva tramite il fazzoletto o veli con cui la ragazza invogliava il maschio a seguirla prendendo l’altro capo. Le espressioni del fisico smunto, leggero, ma resistente e l’irruenza dettata dalle note dell’organetto caricava di simbolismo ogni movimento. Le coppie in genere manifestavano l’intesa raggiunta…quasi a muoversi fosse un solo corpo, guidato dalla musica. Le movenze si apprendono da piccoli. 

Molto diffuso era il ballo tra persone dello stesso sesso, un limite proposto dalla consuetudine di distanza tra i due sessi. Infatti, ancora oggi, è riproposto dalle persone anziane. La scuola di organetto, tenuta dal maestro Donnantuoni Antonio,in Piaggine e nei paesi limitrofi, ha avviato decine di bambini all’uso di questo strumento musicale. Ho sostenuto e promosso, da assessore, questi “antichi suoni”. 

L’iniziativa prevede il percorso nel paese. Nel pomeriggio invece, le scuole di organetto, partecipanti all’iniziativa, saranno posizionate nel centro storico ed animeranno con balli e canti i rioni. Dopo aver predisposto, gli elenchi delle categorie, si procede al sorteggio dei concorrenti ed iniziano i brani musicali. La premiazione sarà l’atto conclusivo della serata. Nell’ambito della manifestazione saranno allestite: mostre artigianali e fotografiche del mondo contadino.

In sintonia, con lo spirito della manifestazione, vi è la preparazione di piatti tipici locali, in particolare la pecora alla pastoresca del brigante….(si dice afrodisiaca) e via tante tarantelle

Piaggine settembre 2010

Prof. Vincenzo Marra pagina facebook









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