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AVVISO A NAVIGANTI E AD AMICI

10 Maggio 2009

Come responsabile del sito, mi sento in dovere di informare naviganti ed amici che non riusciamo a dialogare con tutti coloro che ci scrivono:

- per ringraziarci del lavoro di scavo della verità storica

- per dichiarare la propria disponibilità verso una azione politica indipendente dalle formazioni politiche tradizionali nazionali di destra, di centro e di sinistra.

Ribadiamo, nel caso a qualcuno ancora non fosse ben chiaro, che questo sito ha fatto una precisa scelta culturale - e politica in senso lato, se volete - quella di dare spazio a tutti coloro che intendono voltare pagina nel Sud Italia.

Noi non accetteremo mai più che in questo stato ci siano figli e figliastri, italiani di serie A e italiani di serie B, la cui unica discriminante sia la latitudine del luogo di nascita.

Per noi che conosciamo la storia della formazione di questo paese, la "questione napoletana" come venne battezzata sulla stampa e nelle aule parlamentari appena pochi mesi dopo la proclamazione del Regno d'Italia, fu risolta con una guerra fratricida che ci vide soccombenti, anzi per dirla alla partenopea "cornuti e mazziati".

Nel senso che non solo fu interrotto il nostro autonomo cammino verso la modernità e lo sviluppo, ma di questo ne fummo pure incolpati! Si disse e lo si continua a sbandierare ai quattro venti, che eravamo messi così male che il nord non riusci a risollevarci dalla nostra atavica misera, addirittura diventammo e siamo - e per molti padani lo saremo in futuro, quindi meglio abbandonarci al nostro destino in mezzo al mediterraneo - una palla al piede. Senza il mezzogiorno da trascinarsi dietro la padania avrebbe raggiunto ben altri traguardi!

A noi queste affermazioni fanno sorridere amaramente, quello che ci rattrista è che i sostenitori più accaniti di queste tesi bizzarre sono di origine meridionale, e svolgono il loro "sporco" lavoro sui quotidiani, sulle riviste, nelle radio e nelle televisioni.

E queste coordinate culturali sono le stesse che rimbalzano sui media stranieri, in un circolo vizioso che solo la grande rete - con la distruzione della gerarchia della catena informativa - ha iniziato a smontare, innescando un processo irreversibile.

Ritorna così sui siti, quel dibattito che si svolse in minima parte nelle aule parlamentari e sui giornali ma prevalentemente sul campo di battaglia (1860-1870), in uno scontro che i vide i meridionali divisi in due grandi fazioni: fucilatori e fucilati.

Questa è la verità, potete metterci sopra tutti i veli che vorrete, ma essa resta tale.



Vi consigliamo la lettura di due testi che potete scaricare gratuitamente, uno dal nostro sito, scritto da Nicola Zitara:

e l'altro dal sito dell'amico A. Grasso, scritto da un dottore prestato alla storia, Giuseppe Ressa:

Il Sud e l’Unità d’Italia di Giuseppe Ressa - Edizione aggiornata (2008)















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