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LA SALUTARE SCOSSA

Edoardo Vitale
23 Febbraio 2010

Gaeta, 12, 13 e 14 febbraio 2010 - XVIII Convegno Tradizionalista della Fedelissima Città Di Gaeta. L’incontro organizzativo - il convegno - la festa. Intanto fervono i preparativi in vista delle celebrazioni del 150° anniversario della cosiddetta Unità d’Italia, da noi definita, senza mezzi termini, Malaunità. E l’incontro di studi storici su questo tema è proseguito per tutto il pomeriggio di sabato senza finzioni all’insegna di un reciproco ed impossibile riconoscimento di torti e ragioni che, come dicono gli stessi “cerchiobottisti” di queste ultime ore, albergano in tutti i fronti di guerra e di scontro.

Quella del Piemonte fu un’invasione, una guerra non dichiarata, un’aggressione nei confronti di uno stato pacifico, un massacro di gente inerme che rivendicava il diritto di vivere in libertà, secondo le proprie tradizioni, la propria religione, i propri usi e costumi, di parlare la propria lingua, insomma di possedere le chiavi di casa.

Il Regno delle Due Sicilie fu colonizzato, depredato e ridotto a prefettura sabauda. Non fu unificata l’Italia, fu solo ingrandito il Piemonte, a spese di tutti gli Antichi Stati Italiani. Plebisciti-truffa ovunque, e brutale repressione da parte dei “fratelli d’Italia” nei confronti di legittimisti borbonici, contadini, religiosi che fronteggiarono il nuovo potere dei padroni del mondo di allora, dalla congiura internazionale di Massoneria, Inghilterra e Francia.

La banda armata di Garibaldi e il trasformismo di Liborio Romano - l’uomo di Cavour a Napoli, che si avvalse della camorra per garantire l’ordine pubblico e l’entrata di Garibaldi a Napoli senza colpo ferire e delle complicità dei poteri occulti di quei tempi - danno il quadro delle obliquità, degli intrecci e dei crimini che sono alla base del Risorgimento.

Questi sono stati gli elementi di riflessione dell’incontro di Gaeta,  che devono portare a ridiscutere sui mali persistenti, sulle tare ataviche della storia nazionale, sui nodi irrisolti che sono un segno tangibile di subalternità. In queste condizioni è possibile una memoria condivisa? È possibile superare il divario Nord-Sud, il declino del Mezzogiorno senza una rappresentanza autenticamente territoriale, autonoma e determinata? È possibile interrogarsi senza chiedere permesso per avere idee chiare sulla nostra identità e sul nostro destino? È possibile costruire una comunità di emozioni, un’identità permanente che avanza?

Anche di questo si è discusso, per la prima volta, venerdì 12 febbraio, con i volenterosi a cui stanno veramente a cuore le sorti del Sud, che vorrebbero vedere la propria patria, la Nazione Napoletana, in movimento.

È, questo, sicuramente un primo passo. Di collegamento tra giornalisti, editori, scrittori, meridionalisti, movimenti e associazioni, uomini liberi e donne coraggiose. E in questa trama di solidarietà, in quella che sarà sempre di più la festa delle differenze con la partecipazione e la collaborazione di voi tutti, nonostante isolate disinformazioni, piccole invidie e capricci fuori stagione, si snoderà per tutto il Regno delle Due Sicilie il corteo delle controcelebrazioni, delle chiarificazioni e della storia in rete, perché è tempo di vivere senza menzogna, in una comunità libera e solidale.

Le note delle splendide musiche napoletane del ’700, animate dalle sapienti mani del Maestro Enzo Amato, hanno riecheggiato nell’ampio salone, affollato più degli altri anni, ove campeggiavano ancora una volta (dopo la prima esposizione del 29 maggio nella basilica di Santa Chiara in Napoli, in occasione della Messa e del convegno dedicati a Ferdinando II di Borbone nel 150° anniversario della morte) gli Stemmi delle Antiche Province delle Due Sicilie e, su tutti, gli emblemi del Cavallo Rampante e della Trinacria, simboleggianti l’unione dei popoli fratelli napoletano e siciliano.

Sabato sera, alle ore 23,45, alla trasmissione “TG2 Dossier - L’altra storia” è andata in onda, sul Risorgimento e sul Revisionismo storico in diverse epoche, una puntata estremamente significativa e ben documentata. Interveniva in apertura Luciano Salera (“Garibaldi, Fauché e i Predatori del Regno del Sud”, “La Storia Manipolata”): “Noi meridionali che siamo stati invasi da un esercito nemico, conquistati con una invasione senza dichiarazione di guerra, col massacro delle nostre popolazioni, con paesi arsi... rasi al suolo... bruciati, con violenze fatte a donne, a vecchi a bambini... su questi morti è stata fatta l’Unità d’Italia al Sud, non ce lo dimentichiamo, su questi morti... e i sopravvissuti, poi, come premio, hanno dovuto scegliere tra il morire in Italia o andare all’estero - emigrando - per mandare un pezzo di pane a casa... !”

Sono seguiti interventi di Lucio Villari,  Sergio Romano, Paolo Simoncelli, Giampaolo Pansa, Renzo De Felice (filmato d’epoca), Ernst Nolte, Michele Placido, Angela Pellicciari, Arrigo Petacco. Quindi, un dibattito indagatore, di approfondimento e non monocorde, ove aveva legittimità il diverso parere, il confronto, la ricerca della verità.

Domenica 14, Santa Messa alla Chiesa dell’Annunziata e successivamente lancio della corona di fiori in memoria dei Caduti dell’Assedio del 1860-61.

L’Alfiere, Controcorrente e gli Amici del Sud vi invitano a partecipare ad una mobilitazione per i prossimi incontri, per tutte le altre iniziative culturali, editoriali e sociali e per dare il doveroso sostegno operativo ad una comunità in cammino, che vuole crescere e identificare gli obiettivi da conseguire.

Continua, dunque, il processo al Risorgimento e alla Malaunità, legando lo studio della storia con l’identità perenne del nostro popolo, con la nostra tradizione, con la nostra civiltà.

LA SALUTARE SCOSSA
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