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L’Altra Napoli - Giugno 1995 Anno 1 n. 0

INTERVENIRE

GABRIELE MARZOCCO

Abbiamo alcuni, grossi difetti.

Abbiamo il difetto di amare il nostro popolo. Lo amiamo, nonostante la depravazione in cui è stato affondato.

Abbiamo il difetto di non esserci rassegnati all'idea che i nostri figli dovranno emigrare se vorranno trovare lavoro. Non ci siamo rassegnati all'idea che una piscina,un parco pubblico, una linea della Metropolitana terminati da tempo ormai immemorabile non vengono inaugurati per l'incapacità e gli intrallazzi privati di pochi miserabili.

Abbiamo il difetto di non restare indifferenti di fronte allo spettacolo di distruzione del nostro patrimonio pae-saggistico-storico-artistico che si sta sviluppando a un ritmo sempre più frenetico.

Abbiamo il difetto di non esserci rassegnati all'idea di essere espropriati del nostro mare, le cui acque una volta cristalline sono quasi ovun-que di un lerciume che fa schifo, all'idea di dover pagare tutto più caro (un mutuo bancario, l'affitto, l'acqua, l'I.CI., la tassa sui rifiuti solidi urbani) senza che i servizi assicuratici siano di, non diciamo "prima", ma "decente" qualità.

Non ci siamo rassegnati all'idea di essere trattati come una colonia dallo Stato centrale, senza un giornale, senza una televisione e senza una casa editrice che possano competere con quelle del Nord.

Non ci siamo rassegnati all'idea che un quartiere come Chiaiano, ma la stessa cosa vale per tantissimi -altri quartieri e comuni, che formano "l'altra Napoli", non dispone di un Centro sociale,  di una Biblioteca di quartiere, di una sala teatrale, di un mercato con strutture fisse.

Non ci siamo rassegnati all'idea che gli sprechi e le ruberie come quelle venute a galla alla USL 41 siano considerati "normali".

Non ci siamo rassegnati all'idea che intere generazioni delle fasce più "basse" della popolazione siano costrette a vivere nei Bronx della 25/80 e della 167, completamente abbandonate a se stesse, e condannate a vivere miserabilmente o criminalmente, estraniate dalle tradizioni e dalla cultura popolare di Napoli, "americanizzate". Quelle facce truci, quegli sguardi vuoti, quelle mani pronte ad uccidere per poche migliaia di lire pesano sulla coscienza di chi ha distrutto la Civiltà napoletana per costruire il deserto.

"Siamo afflitti e dallo sviluppo della produzione capitalistica, e ancor più dalla mancanza di tale sviluppo".

Noi de "L'altra Napoli", che siamo quotidianamente Spettatori nella nostra terra dell'afflizione dello sviluppo (quanto ai guasti sociali che determina) e del mancato sviluppo (quanto alla mancanza di lavoro) capitalistico, cerchiamo dei lettori con i nostri stessi "difetti", come noi non rassegnati.





Al LETTORI

Perché questo titolo, "L'altra Napoli"? In primo luogo, perché questo giornale esce a Chiaiano, quartiere dell'estrema periferia Nord di Napoli, periferia completamente esclusa dall'inizio di ripresa che sta interessando il centro dell'ex-capitale del Regno delle Due Sicilie.

E' ancora difficile vivere a Napoli, figuriamoci nell'estrema periferia Nord...

In secondo luogo, perché questo giornale non darà spazio a notizie che non interessano a nessuno, non darà la caccia ai pettegolezzi, non è la palestra in cui i redattori vogliono sfogare la loro grafomania; non è niente di tutto questo, "L'altra Napoli".

"L'altra Napoli" darà voce e spazio alle realtà positive, alle associazioni serie che operano sul territorio, alle iniziative lodevoli e notevoli, a quanti vorranno dare il loro contributo per migliorare le condizioni di vita nei nostri quartieri e nei nostri comuni.

Accanto alla testata abbiamo lo schizzetto dell'Eremo dei Camaldoli: posto sul punto più alto di Napoli, domina la collina dei Camaldoli e la città. Ai suoi piedi sorgono Chiaiano, il Rione Alto, il Vomere, la città di Marano, i Campi Flegrei. E' insomma, un punto di riferimento quanto meno geografico per tutti noi.

Su "L'altra Napoli" ci sarà spazio per la storia, le curiosità, l'arte, l'architettura, ciò che resta delle tradizioni sociali, culturali, religiose delle nostre genti, per le idee nuove, per le forze che si ribellano al massacro del nostro territorio e della nostra economia a cui troppi, quasi lutti, assistono indifferenti e complici.


L’Altra Napoli - Giugno 1995 Anno 1 n. 0
L’Altra Napoli - Giugno 1995 Anno 1 n. 0






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