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Fonte:
http://josephepomeo.myblog.it/

Un AMICO e non solo…

Giuseppe Savoia
24/05/2010

Gabriele Marzocco è stato uno dei migliori amici che ho avuto modo di conoscere, e non importa se l’amicizia che è iniziata solo nel 1997 non mi consente di vantarmi tra gli amici di vecchia data; nel quinquennio 1998-2003 dove abbiamo collaborato strettamente, ne ho conosciuto i sentimenti ed i pensieri più profondi che egli provava sui vari aspetti della vita.

Con Gabriele non ho condiviso solo gli stessi ideali ma anche una profonda amicizia. Di lui ho apprezzato non solo la sua sconfinata cultura ma soprattutto la sua generosità e disponibilità. I nostri sentimenti erano in sintonia ed entrambi ci siamo scambiati idee e consigli su argomenti semplici e  complessi. Conservo ancora la lettera che mi scrisse qualche tempo dopo, quando lasciando Napoli, fui costretto a lasciare anche tutte le attività che condividevo con lui: “Voglio sperare che continuerai a considerarmi un amico, come io continuerò a farlo, anche nel bellissimo ricordo di tante lotte ed iniziative svolte insieme. Ti auguro di cuore per i giorni e gli anni futuri le cose più belle. Non esitare a telefonare o scrivere quando lo riterrai opportuno.” In queste righe c’è tutto lo spirito di Gabriele, tutta la sua generosità e disponibilità che per anni mi ha consentito di stimarlo.

Da vero cristiano aveva anche un modo sereno di affrontare la morte e di accettarla come parte integrale dell’esistenza, non come punto d’arrivo ma come il passaggio da una dimensione ad un’altra. Per un vero cristiano credente, osservante e praticante, come Gabriele, morire in questo mondo significava rinascere in paradiso. Un paio di volte ho avuto modo di accompagnarlo alla cappella dedicata a San Michele Arcangelo a via Chiesa di Polvica, che egli sosteneva insieme a Edoardo Spagnuolo ed ho visto che dedicava nelle sue preghiere un pensiero ai compatrioti morti, e  ricordo che ebbe questa premura anche per Roberto Maria Selvaggi che era da poco morto suicida, e che Gabriele da buon cristiano non ha giudicato. Quando sottoscrivemmo l’atto di fondazione dell’Associazione ‘A Nazione Napulitana mentre stavamo brindando arrivò la notizia della morte di un amico fraterno, noi non volevamo più brindare ma fu proprio Gabriele a dirci che la vita continua e che bisogna andare avanti, che assieme alla morte coesiste anche la nascita, e la morte del suo amico in concomitanza alla nascita dell’associazione, entrava in questo concetto.

Gabriele proprio in virtù di questo suo modo di pensare avrebbe voluto che il giornale andasse avanti normalmente senza che gli fosse dedicato un numero speciale in sua memoria, sebbene lui non si è mai dimenticato di dedicare su Nazione Napoletana o su L’Altra Napoli, uno spazio più o meno grande agli amici scomparsi; probabilmente ci avrebbe rimproverato se gli avessimo dedicato un articolo, ma io come altre persone penso che Gabriele meriti il nostro omaggio. Maggiormente sarà onorato continuando il suo lavoro col giornale “Nazione Napoletana” ancora per molti anni e seguendo la sua linea editoriale: identitaria Napoletana, legata sia alla nostra storia e cultura che ai problemi d’attualità, senza mai entrare nello scontro della contrapposizione politica tra diversi schieramenti.

Malgrado la malattia, stava lavorando al numero di maggio 2009 di Nazione Napoletana e c’erano pronti già due articoli, uno dedicato a San Gaetano Errico originario di Secondigliano e l’altro al libro di Giovanni Salera, altri erano in cantiere… quale miglior modo di omaggiarlo riprendendo proprio da quel punto? Ciao Gabriele.

Giuseppe Savoia





24/05/2010

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