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Tra padroni e pastori*

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Ciao Mino,

vengo ogni tanto a fare una passeggiata sul tuo sito per rinfrescarmi la memoria, mi dà piacere rileggere Zitara, che non vedo da tempo, Gernone e altri.

E' un periodo di riflessione per me. Spero sempre che tanti gruppi e gruppuscoli politici riescano a capire che uniti potremmo anche farcela, se non altro per alzare la voce e fare legittime richieste di equità socio-economiche: aspetto e seguo un po’ tutto. Da parte mia continuo a parlare del sud ogni volta che mi si presenta l'occasione, ma senza mettermi troppo in mostra, sai quanto io sia modesto.

Sai, riflettendo ultimamente, mi sono divertito a distinguere l'umanità in poche categorie:

Commisurandolo alla conquista del sud, mi sembra che si possa dire che i padroni non hanno fatto altro che rubare delle pecore atte ad ingrandire il loro già numeroso gregge, scegliendo con cura  pastori ubbidienti e compiacenti, com'è accaduto in quasi tutto il mondo.

Oggi il signor Draghi (Goldman Sachs) sta strillando che al sud la criminalità si sta inserendo nelle istituzioni, l'ho letto nel sito della Banca della d'Italia ed ho postato un commento che ti trascrivo:

...ma che bravo Draghi, si è accorto che la criminalità è entrata nelle istituzioni. E' dal 1860, con l'entrata di Garibaldi a Napoli, che la criminalità è entrata nelle istuzioni con Salvatore De Crescenzo, (Tore 'e Criscienzo) camorrista a Napoli, che fu dal duce premiato per averlo aiutato ad immobilizzare i cannoni borbonici puntandoli verso il mare. Lui e la sua banda furono aministiati da don Peppino Calibbardo e assunti nella polizia di Liborio Romano, ancora Ministro dell'ex regno...

Beh...la famiglia, in 150 anni, è cresciuta e si è moltiplicata, che vuò fà? Garibaldi è passato, lo Stato unitario non c'è e sono rimasti loro.

Festeggiate pure questa unità d'Italia con 150 milioni di euro degli italiani, ma non lamentatevi...questo è stato seminato e questo si raccoglie. W l'itaglia!

Quando voglio sono pure un po’ ironico e ferisco sottilmente, ma qualcuno bisogna pure che gliele dica, no? Penso che un commento del genere si guarderanno bene dal pubblicarlo, ma io ci provo.

Ho sentito il grande prof Galasso alla Camera esaltare e raccontare la storia degli eroi che hanno fatto l'Italia, ma si è bene guardato dal solo accennare agli interessi degli inglesi in tutta la vicenda: come si può interloquire con questa gente, che volutamente omette di dire le verità che ormai molti conoscono?

Con immutato affetto.

Giuseppe De Gennaro

Rho (Milan) 28 novembre 2009

ancora soldato semplice in trincea lombarda, quasi in pensione

P. S. Pubblica pure se vuoi.

* * *

Caro Pino

in giro per il web sento la mancanza delle semplici ma acute  e taglienti considerazioni di “masaniello”. Ora impazzano i social network (face book e twiter), i blog, youtube. La stagione del forum di Terra e Libertà è stata una sorta di palestra, di fucina di idee e di illusioni che naufragarono miseramente quando della candidatura di Zitara non se ne fece nulla per volgarissimi interessi di bottega. Il problema non stava nell’offrire una candidatura ad un “calabrese” come sindaco della bella Napoli, bensì, semplicemente un modo di ottenere quella visibilità che ci mancava. E le capacità argomentative, la grinta, la determinazione del “giovane” leone Zitara è ben testimoniata da questo video pubblicato in rete qualche giorno fa:



Youtube DueSicilie
Nicola Zitara ricorda
gli Eroi di Messina

Il variegato arcipelago sudista avrebbe potuto coagularsi su quel nome e iniziare la lunga marcia verso la rappresentanza dei veri interessi delle regioni dell’ex-Regno delle due Sicilie.

Non è stato così.

A tentare la unificazione prima ci hanno provato i CDS con il buon Emilio ma i soliti interessi di bottega e il collateralismo con l’MPA portarono ad un nulla di fatto e fornirono un alibi a coloro i quali mal digerivano un successo della federazione di tutti i movimenti “sudisti”. Ora ci prova il PARTITO DEL SUD di Ciano che si trova in dote un grande vantaggio, un nome che fa gola a tanti, e che tanta visibilità ha avuto grazie ai tentativi di riciclarsi di una parte della classe dirigente meridionale.

Forse, però, gli manca la capacità organizzativa che tante speranze aveva fatto porre nei cds anche da parte di chi scrive.

Staremo a vedere.

Noi, intanto stiamo ancora qui, in questo fortino storico-culturale con ambizioni di controinformazione – impresa titanica, senza mezzi adeguati – in attesa che arrivino i nostri.

Forse una mattina ci sveglieremo e vedremo fuori dagli spalti, in lontananza, migliaia di giovani “terroni” urlare tutti insieme “noi ci siamo”.

Per ora vediamo solo sparpagliati commenti ai video sulla storia patria che dilagano su youtube. Mentre al nord cresce l’insofferenza verso “mafiopoli” – ci diceva un amico qualche giorno fa – in quanto la criminalità organizzata sta interferendo troppo con le attività economiche ed è giunto il momento di dire basta. Fin quando si trattava di capitali freschi per oliare la macchina finanziaria andava bene… ora è giunto il momento di mettere un po’ di ordine. A partire dal sud.

Statte bbuono!

Mino Errico

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