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Terzigno, località Cava Vitiello

Zenone di Elea
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22 Ottobre 2010

Vorremmo sapere dove si trovavano i sindaci campani (siano essi di destra, di centro o di sinistra) che oggi cavalcano la protesta quando fu emanato il Decreto-legge 23 maggio 2008, n.90 - Legge 14 luglio 2008, n. 123.

Son passati due anni, non è un tempo congruo per compiere un miracolo ma qualcosa si poteva fare, ad esempio far decollare la raccolta differenziata – non si può pensare di risolvere il problema rifiuti scavando buche e riempiendole di tutto. Così si uccide un territorio ed anche il suo futuro. Son mancati i soldi, il governo non ha inviato i finanziamenti. Bene, perché la Rosetta non lo ha denunciato pubblicamente un anno fa, magari minacciando le dimissioni?

Tutti confidavano in Cava Vitiello? Bene, perchè non lo hanno spiegato alle comunità interessate all'apertura della discarica? Come mai di fronte all'ira della popolazione si fa finta di scoprire a due anni di distanza che là era prevista una discarica? Basta aver frequentato la prima elementare per leggere ciò che dice il decreto, ecco le parole testuali:

Art. 9. - D i s c a r i c h e - 1. Allo scopo di consentire lo smaltimento in piena sicurezza dei rifiuti urbani prodotti nella regione Campania, nelle more dell'avvio a regime della funzionalità dell'intero sistema impiantistico previsto dal presente decreto, nonché per assicurare lo smaltimento dei rifiuti giacenti presso gli impianti di selezione e trattamento dei rifiuti urbani e presso i siti di stoccaggio provvisorio, e' autorizzata la realizzazione, nel pieno rispetto della normativa comunitaria tecnica di settore, dei siti da destinare a discarica presso i seguenti comuni: Sant'Arcangelo Trimonte (BN) - località Nocecchie; Savignano Irpino (AV) - località Postarza; Serre (SA) - località Macchia Soprana; nonché presso i seguenti comuni: Andretta (AV) - località Pero Spaccone (Formicoso); Terzigno (NA) - località Pozzelle e località Cava Vitiello; Napoli località Chiaiano (Cava del Poligono - Cupa del cane); Caserta - località Torrione (Cava Mastroianni); Santa Maria La Fossa (CE) - località Ferrandelle; Serre (SA) - località Valle della Masseria. 

Per Terzigno esiste finanche un piano di compensazioni legato alla apertura della nuova discarica. Allora ci domandiamo perché all’improvviso tutto sia saltato e ci ritroviamo in una situazione che rischia di diventare drammatica da un istante all’altro. Non si cavalca una protesta mandando la gente al macello, quando vige una normativa che dichiara zone di interesse militare le discariche. Quindi il governo ha tutti gli strumenti giuridici per usare la maniera forte.

Si tratta di una aberrazione, lo sappiamo benissimo, non si può passare sulla pelle della gente e varare una legge simile, in barba ad ogni principio democratico e di buon governo.  Quando c’è di mezzo la salute, bene primario di ogni individuo, non si approvano norme che impediscono la discussione e il confronto, ma in Italia non esiste opposizione e nelle Provincie Napolitane men che meno. Se ne fosse esistita una, non sarebbe mai passato un decreto del genere.

Come se non bastasse ci si è messa di mezzo pure la chiesa. La Sir, l'agenzia dei settimanali cattolici, promossa dalla Cei lancia un appello in cui fra l’altro si legge:

«Noi cristiani ci rivolgiamo agli amministratori locali. Con forza vi supplichiamo: non svendete la nostro terra. Non ci sono soldi o compensazioni ambientali che giustificano la compravendita di un territorio. Meglio poveri e dignitosi, che sudditi e destinati a vivere di veleni. A nessuno è lecito, lo gridiamo in nome di Dio, comprare la dignità di un popolo, neanche per salvare l'immagine o per scopi di propaganda elettorale»

Ci domandiamo dove fossero anche loro quando il governo pubblicò  il decreto, lo avrebbero dovuto denunciare alla pubblica opinione subito, non ora, due anni dopo!

Se c’è una cosa che abbiamo sempre aborrito è l’armiamoci e partite, il soffiare sul fuoco e portare la gente in piazza per poi abbandonarla al proprio destino o per viltà o per bieca convenienza politica.

E’ successo tante volte e succederà ancora, che sia la politica o la criminalità a farlo, alla fine volano gli stracci, come in tutte le guerre. Solo di questo ci rammarichiamo. Per il resto non bisogna indignarsi perché bruciano il tricolore, bisogna indignarsi perché la gente sopporti tanto.

La Campania era uno dei luoghi più belli della terra, l’hanno ridotta ad un immondezzaio.


Terzigno localita Cava Vitiello








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