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Come davanti al leghismo venti anni fa

di Zenone di Elea

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8 Marzo 2013

“Vi lascio in un bel casino!” sembra siano state le ultime parole dell'armeno Gurdjieff, un uomo a cui si sono appiccicate varie etichette, fra cui “emissario dei sufi”; “esoterista cristiano”, “buddista tantrico”. Egli si sarebbe definito semplicemente un “maestro di danza”.

Chi era costui? Uno dei maestri orientali prediletti (si dice) da Gianroberto Casaleggio, maître à penser del MoVimento 5 Stelle. Se non fosse per la straordinaria vittoria dei grillini, questa predilezione non interesserebbe nessuno, tantomeno noi.

Sapere nelle mani di chi rischiamo di finire, o siamo già finiti, è un nostro diritto che non lasciamo nelle mani di altri, visto i trascorsi della informazione italiota con il leghismo. Un movimento portato alla ribalta da una trasmissione ideata da un ex-lotta continua di nome Gad Lerner. Si era nel lontano 1992 e le sedici puntate di “Profondo Nord” giovarono non poco al  nascente movimento, facendolo diventare – da gruppuscolo delle valli prealpine –un vero e proprio evento mediatico. Ci fu una rincorsa dei media a inseguire ed enfatizzare il fenomeno leghista, al punto che si videro scontri al limite della farsa, del tipo la belloccia leghista Rogora che metteva ko un politico navigato come Manconi. Abbiamo poi udito insulti al tricolore, cori razzisti, abbiamo visto  ministri con la pochette verde nelle cerimonie ufficiali, a abbiamo subito modifiche costituzionali per intercettare i loro elettori. Per arrivare dopo venti anni al cerchio magico, al trota e al “belsito”.

Oggi ci ritroviamo, con lo stesso copione, il grillismo. Pensateci bene, riandate alle settimane e ai mesi del periodo preelettorale, trasmissioni come “Piazza Pulita” di Formigli, “L'Ultima Parola” di Paragone, “Servizio Pubblico” di Santoro, gli hanno tirato la volata, gli hanno tenuto accesi addosso i riflettori mostrando piazze stracolme e osannanti il Grillo. Nessuno si è preoccupato di indagare sul fenomeno del M5S prima che prendesse il 25 per cento dei rappresentanti parlamentari, in modo da offrire a noi elettori gli elementi per una scelta ponderata nella solitudine della cabina elettorale.

Così, grazie ai media che gli hanno fatto la pubblicità gratis hanno stravinto. Non solo, le decine di giornalisti e di paparazzi (degni epigoni di quell’agenzia Stefani ideata e foraggiata dal Cavour) che inseguono i nuovi eletti, hanno ottenuto come risultato che i sondaggi danno il M5S salito già di altri tre punti rispetto alle elezioni ultime.

C’è anche qualcuno (1), vedi Santoro ieri sera 7 marzo nella sua trasmissione “Servizio Pubblico”, che fiuta il disastro e prova una patetica retromarcia, insistendo sulla pochezza del M5S che vuol risolvere tutte le necessità di cassa dello stato italiano rinunciando agli F-35 (il che, oltretutto, non mi pare semplicissimo visto che lo «Joint Strike Fighter» è stato confermato di recente dai Ministeri della Difesa, dell'Economia e dello Sviluppo economico).

Un dato certo lo offrono i numeri: 163 parlamentari della Repubblica appartengono al M5S e finché non si torna al voto avranno molta voce in capitolo, in quanto unici interlocutori per un governo di centrosinistra, questo grazie al gioco al massacro interno al PD, la cui classe dirigente temendo di essere spazzata via proclama di non voler fare accordi col giaguaro Berlusconi.

Grillo (e Casaleggio) controllano manu militari la comunicazione dei parlamentari grillini, non scoprono le carte, alzano la posta. Intanto però vogliono vedere le carte degli altri e dicono che non daranno la fiducia a nessuno e che puntano ad un governo a 5 stelle. Un bluff che può spaventare solo un potere ingordo e abituato a fare man bassa delle risorse pubbliche, a cui è avvinghiato come una cozza e non se ne vuole staccare. Occorrerebbe un uomo in grado di vedere lontano, di coagulare un nuovo blocco sociale e di arrestare la corsa verso il precipizio – l'agenzia di rating Fitch ha abbassato il rating dell'Italia a BBB+ da A- con outlook negativo. Si incomincia a parlare di problemi nel pagamento degli stipendi ai dipendenti pubblici da qui a qualche mese.

Altro che nebbia, come la definisce il presidente Napolitano, siamo in una specie di vicolo cieco. Dove l’unico disposto a far patti anche col diavolo è il solito berlusca, che continua a sbattere in faccia, a quei poteri forti che lo vorrebbero liquidare, il peso di milioni di voti.

A breve potremmo dire: – Questa era l'Italia.

(1) Il panico coglie tutti, così in edicola arrivano L'Espresso e Panorama con inchieste che cercano di sminuire il MoVmento 5 Stelle, ben sapendo che si va verso un confronto elettorale più prima che poi.


L'Espresso marzo 2013 Panorama marzo 2013










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