L'unità d'Italia è una beffa, che comincia con una bugia.
Due Sicilie
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Lo Stato frega il Sud


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Siderno, 26 Agosto 2009

Dal libro di Gianfranco Viesti "Mezzogiorno a tradimento. Il Nord, il Sud e la politica che non c'è" (Laterza 2009, euro 16) riportiamo un lungo passo, ma il libro è da leggere per intero.

«Vale allora la pena di fare un viaggio nelle cifre, perché possono rivelare fatti interessanti, contrari all’opinione comune: che per il semplice fatto di essere comune non è necessariamente corrispondente al vero. Prima di partire per questo viaggio una piccola mappa per orientarsi. Non è semplicissima, ma è indispensabile per essere correttamente informati. In primo luogo si proverà a misurare la quantità delle politiche pubbliche che si fanno in Italia e nel Mezzogiorno, rimandando successivamente l’analisi della qualità. 

Quantità e qualità sono entrambe decisive: per provare a capire, vanno analizzate entrambe. Si comincerà dalla quantità, misurando il trasferimento di risorse pubbliche che viene operato verso il Mezzogiorno. Si guarderà alla spesa effettiva: come si vedrà meglio in seguito, infatti, una caratteristica importante delle politiche per il Mezzogiorno è che all’annuncio di interventi non necessariamente segue la loro realizzazione. 

La spesa di chi? Anche questo può essere un problema , perché nel Mezzogiorno, come nel resto del paese, intervengono diversi attori: i Comuni e le municipalizzate, le Province, le Regioni, diversi ministeri e le società a prevalente controllo pubblico. Fra questi vari attori e diversi livelli di governo ci sono notevoli trasferimenti di risorse, e quindi bisogna stare molto attenti, nel fare di conto, a eliminare tutte le duplicazioni. 

Per fortuna però, l’Italia – all’avanguardia nel quadro internazionale – dispone di un sistema informativo che è in grado di fornire tutte queste cifre con un buon grado di affidabilità; siamo perfettamente in grado di misurare le politiche pubbliche dal punto di vista quantitativo, di dire cioè quanto è stato speso in una specifica regione, e anche per grandi categorie di spesa.

La spesa pubblica è composta da spesa in conto capitale e spesa corrente. La spesa in conto capitale comprende fondamentalmente a sua volta due grandi voci: investimenti pubblici (scuole, strade, ferrovie, ospedali e così via) e trasferimenti in conto capitale, risorse cioè trasferite alle imprese per cofinanziare i loro investimenti; a queste due voci, nel parlare corrente, si fa spesso riferimento con i termini spesa per infrastrutture e spesa per incentivi. 

La spesa comprende principalmente i trasferimenti, gli acquisti e gli stipendi delle pubbliche amministrazioni. La spesa corrente è nettamente maggiore, ma la spesa in conto capitale dovrebbe essere quella più importante per lo sviluppo: quella che consente di dotarsi di moderne infrastrutture, di favorire gli investimenti delle imprese. 

Le infrastrutture producono i servizi che servono all’economia per crescere: consentono il trasporto delle persone e delle merci; con le scuole e gli ospedali «producono» cittadini colti e più sani. Le moderne teorie dello sviluppo economico sottolineano che i paesi che crescono di più sono quelli che dispongono di una forza lavoro ben preparata, e di un sistema infrastrutturale efficiente e moderno, in grado di erogare servizi di qualità a cittadini e imprese. Si comincerà pertanto da questa parte della spesa.»













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