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I Napolitani al cospetto delle nazioni civili

Polemiche su un plebiscito

di Giacinto de Sivo


CAPITOLO PRIMO

LA SETTA MONDIALE


Le nazioni civili che mirano lo svolgimento di questo gran dramma italiano, iniziato a nome della civiltà e del progresso, saran per fermo stupefatte al mirar la rea lotta che spezialmente nel reame delle Sicilie procede cruenta ed atrocissima fra Italiani ed Italiani. Dopo tante lamentazioni contro lo straniero, non è già contro lo straniero che aguzza e brandisce le arme quella fazione che vuol parere d'esser la italica nazione.

Pervenuta ad abbrancare la potestà, ella non assale già il Tedesco, né il Fianco, né l'Anglo, che tengono soggetta tanta parte d'Italia; ma versa torrenti di sangue dal seno stesso della patria, per farla povera e serva. Ella grida l'unità e la forza; e frattanto ogni possibilità d'unione fa svanire, con la creazioni di odii civili inestinguibili; e distrugge la sua stessa forza in cotesta guerra fratricida e nefanda, che la parte più viva e generosa della italiana famiglia va sperperando ed estinguendo.

L'Italia combatte l'Italia. Gli stranieri potentissimi e formidabili sogghignano e preparano le arme; in mentre le persone, le industrie, il commercio, le arti italiane e ogni forza va in fondo, fra gli spogli, le fucilazioni, gl'incendi e le ruine.

L'Italia subissa l'Italia.

Né solo nella parte materiale subissa: il dileggio ch'ella fa del dritto, della morale e della religione, sono mali più gravi; perocché accennano a corrompere il popolo, ne degradano agli occhi dello straniero, e ne svergognano quivi appunto dove volevamo sovrastare a tutte le genti.

Dopo tanti sterminati vanti del nostro primato civile, ora diamo spettacolo d'avidità da pirati, di barbarie esecrande, e di cinismo e d'ateismo vestiti di stucchevoli ipocrisie.

Primi ne proclamavamo, e mostriamo esser ultimi.

[...]


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I Napolitani al cospetto delle nazioni civili

I Napolitani al cospetto delle nazioni civili
Polemiche su un plebiscito


Giacinto de Sivo



Borzi, 1967 - Roma


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