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Pagina tratta da: Il Portale del Sud
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Le "ragioni" della devolution

di Alfonso Grasso

Forse qualcuno si sarà chiesto come mai il Berlusconi, convinto accentratore ed epuratore di comici e giornalisti, appoggi la devolution bossiana.

È di questi giorni il suo smodato assalto al povero Follini, che si è permesso di dire come la pensa su di un tema così importante, intimandogli di ritirare gli emendamenti, tentando di spaccare l'Udc tramite i vari e compiacenti Buttiglione, D'Onofrio e Cuffaro.

Noi non pensiamo che tutto ciò il Berlusconi lo faccia per motivi ideali. Come ha già dimostrato con la pletora delle leggi ad (sua) personam, riteniamo che “nun gliene po’ frega’ de meno” del merito delle questioni.

Semplicemente pensa di liberarsi, con il federalismo bossiano, dei servizi da rendere ai cittadini, arrembandoli alle Regioni al grido “…e mo’ so’ tutti cavoli vostri”.

In tal modo potrà effettivamente “diminuire” le tasse, e potrà criticare le regioni “comuniste”, che dovranno invece tassare con gli interessi. Un "bel" piano, non c’è che dire!

Peccato che ci vadano di mezzo l’Italia ed il Sud in particolare.



Sud 2004

Brigantino (gennaio 2004)

L’augurio è che il Sud possa riprendere il cammino. Sviluppo, crescita civile, sociale e culturale. Sbarazzarsi dei difetti che ancora ci affliggono. Le premesse non sono certo incoraggianti, per l’evidente antimeridionalismo dell’esecutivo Berlusconi - Bossi - Tremonti, ma spetta a noi tutti impegnarci affinché le cose migliorino.

La legge finanziaria

Esponenti della maggioranza (tra cui Fini, ed altri di AN e UDC) non hanno lesinato critiche alla legge finanziaria 2004 per le sue misure antimeridionali. Prevede il famigerato condono edilizio, con cui si intende rastrellare ancora una volta il risparmio del Sud, approfittando dei vizi anziché avviare rimedi. Gli introiti sono destinati altrove, se è vero (come è vero) che nessuna delle “Grandi Opere” di cui si prevede la realizzazione (e per le quali è stato richiesto il contributo dell’UE) è localizzata al Sud.

Le risorse

Dai numeri forniti dal Ministero dell’Economia - raffronto tra i primi 11 mesi del 2003 con lo stesso periodo dell’anno 2002) - risulta che le risorse erariali sono aumentate (e questo la dice lunga sulla millantata “diminuzione delle tasse”!). L’Erario ha registrato entrate fiscali per 290 miliardi di Euro (+7%). Le imposte dirette hanno contribuito per 150 miliardi (+9,4%). L’IVA ha fruttato ben 85 miliardi (+2,6%): poi ci si domanda perché il Governo abbia favorito l’aumento dei prezzi!. Altri 55 miliardi provengono dalle altre tasse, imposte e balzelli vari.

La spesa al Sud

Con risorse incrementate si dovrebbero avviare spese secondo criteri di necessità e priorità. Il Sud presenta deficienze (acquedotti, scuole, ospedali, edilizia pubblica, strade, ferrovie, porti, aeroporti ecc), sia in termini di quantità che di qualità. È pertanto doveroso investire nel Mezzogiorno, che da sempre contribuisce in maniera determinante allo sviluppo del Paese, con le sue risorse, con i suoi emigranti, i suoi soldati, e che paga i servizi (acqua, luce, telefono, gas ecc) quanto, o più, che altrove.

Il Federalismo fiscale

Tremonti, il ministro, crede ancora nella logora storiella del “Nord produttivo” e “Sud assistito”. Nonostante PARMALAT, con i suoi 16 miliardi di Euro di ammanco! Così il governo sovvenziona “le quote latte” padane e non rifinanzia gli incentivi per le imprese meridionali. Ricordo una cartina geografica in una sede leghista, con l’Italia divisa in tre: Padania, Papato, Terronia (con sottotitolo: zona di esperimenti nucleari). Adesso si fanno furbi e ci chiamano “Due Sicilie”, ma i fatti della discarica radioattiva nazionale dimostrano che non hanno cambiato idea!.

Il Nord e la Lega

Berlusconi, Tremonti e Bossi sono largamente imbevuti di pregiudizi antimeridionali, a differenza della stragrande maggioranza dei settentrionali stessi: al Nord la Lega sta per sparire. Perciò tenta di riprodursi … al Sud!. Non tutti i filoleghisti sono grezzi come Bossi ed i suoi galoppini, per nostra disgrazia. Tutti si accorgono delle enormità di Bossi & C. ma pochi capiscono il sottile gioco dei filoleghisti un tantinello più scaltri. I lombardi ed i veneti non possono vantare la perdita di un regno come il nostro. Se devono attaccare il Risorgimento non possono ricorrere alle 5 giornate di Milano o ai "martiri" irredentisti. Devono necessariamente parlar bene dei Borboni e di Pio IX. Attenzione a non farci colonizzare anche nella rilettura storica!

Devolution

Non è l'indipendenza. Quest’ultima si raggiunge con il lavoro, non con i confini. La "devolution" di Bossi è contraria agli interessi del Sud, almeno fin tanto che non sarà avvenuto il riequilibrio nella distribuzione delle risorse nazionali, alla cui creazione il Sud ha partecipato in maniera determinante. In base a quale criterio dovremmo rinunziarci? Il federalismo bossiano sottrarrebbe al Paese 80 miliardi di euro/anno. Al Sud conviene che il reperimento di risorse permanga centralizzato, decentrando l’amministrazione (l'incontrario della devolution, insomma, che invece riproduce il centralismo a livello locale).

I nostri politici

Il napoletano Marzano (ministro per le Attività Produttive) ha autorizzato con una circolare la produzione di succhi di frutta senza la frutta! Cosa ne faremo delle nostre arance? I nostri politici non sembrano in grado di contrastare le misure antimeridionali del governo. Occorre allora un nuovo partito? In realtà la rappresentanza politica del Sud già esiste, anche se diluita. Se il nuovo partito potrà affrancare i nostri politici dalla sudditanza, ben venga il nuovo partito! Temo però che finisca al servizio della Lega, di cui sarebbe inesorabilmente (e pateticamente) la controfigura.

2004

Un esempio: la Liguria. La Lega praticamente non esiste, ci sono solo i partiti tradizionali, ma se c'è una regione che "vende cara la pelle", questa è la Liguria. Appena appena è in ballo un minimo interesse (dalla difesa del pesto, alla partita della Nazionale, ad un'azienda di 10 persone in crisi, alla scelta della sede del nuovo Istituto Italiano della Tecnologia) TUTTI fanno fronte comune (sindaco DS, governatore FI, giornale locale ecc) e difendono caparbiamente gli interessi del territorio. E la popolazione è partecipe e coinvolta. Noi siamo partecipi e coinvolti?

 

 

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