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Gaeta chiede i danni di guerra ai Savoia.Siete d'accordo? - FACEBOOK

Deliberazioni del Comune di Gaeta del 1861

Oggi che sono lì 25 Febbrajo dell’anno 1861

Essendosi riunito il Decurionato di questo comune nella casa Comunale sotto la presidenza del Sindaco Signor.D. Raffaele Janni, coll’intervento dei Decurioni D. Raffaele Arezzo, D. Erasmo matarazzo, D. Salvatore Migiarra,D. Tobia Arpante, D. Pietro Gonzalez,D. Raffaele Gonzalez, D. Luigi Palombo, D. Giuseppantonio de Arcangelis, D. Domenico Vellucci, D. Pietro Macarelli, D. Giambattista Grossi, D. Andrea Devio, D. Filippo Lopez.

Lo stesso Signor. Sindaco ha fatto estensivo Carignano, Luogotenente del Re in queste Province si è compiuto largire la somma di D 2350.00 per dispensarsi agl’indigenti di queste Comune, che hanno più sentite le conseguenze dell’assedio.

Il Decurionato nell’accogliere in nome della popolazione con grato animo, e riconoscenza tale largizione è stato d’opinione di distribuirsi D. 600.00 a quegli  di Gaeta, e D. 1750.00 agl’indigenti del Borgo, servendosi però D. 36:00, che saranno distribuiti ai serventi Comunali

E acciocché la distribuzione segua con regolarità, e giustizia mette le summe a distribuzione di speciali deputazioni, che cureranno eseguirla

Cioè per Gaeta, Signori D. Domenico Vellucci, e D. Pietro Macarelli.Pel Borgo D. Erasmo Iallonghi, D. Giuseppanantonio de Arcangelis, D. Raffaele Gonzalez, D. Angelo macarelli, D. Erasmo Matarazzo, e D. Tobia Arpante.

Il Decurionato si è occupato a spiegar energico temperamento, onde dare un assesto alla città e Borgo, distrutta, e riunita dall’assedio, ed oggi massacrata dal Tifo, che minaccia prendere enorme sviluppo.

La città tutta in ruina in Casamenti a Porta di terra totalmente distrutti dai Proiettili in caduti, e dall’esplosione della Polverista nella Casamattata Batteria Dente di Sega S. Antonio, avvenuta il 5 corrente ad ore 22. Le strade ingombe a ribono di materiali putrefatti, d’immensi pietre, e Calcine, e d’intollerabile fracidume come se fosse bastato il fetore dei Cadaveri umani mal sepelliti durante l’assedio, altri ve ne sono ancora nelle case, negl’ospedali.

Circa Trecento Muli e Cavalli rinvenuti morti nelle strade, e scuderie nella felice resa della Piazza, che mano, mano si stavano sgombrando a cura, e spesa del Municipio, quanto circa altri 700 ne sono morti.

Gli abitanti rimasti in Città, durante l’assedio, sparuti, ed allibiti dai sofferti patimenti, avendo nel volto l’impronta delle aspre sofferenze, di cui sono state vittime.

Il palazzo Comunale reso inabitabile dai projettili, e più dalle scelleraggini dei soldati Borbonici, che ne tolsero il tetto rompendo i canali, per profittare delle travi, e porte

La finanza Comunale totalmente distrutta dalle spese, cui fu assoggettata, e particolarmente degl’immensi esiti per alloggi, cui fu obbligata dal mese di Aprile scorso anno fino alla resa della Piazza.

In tanta sciagura è sopravvenuti che ebbero l’accoraggiando i loro concittadini, e fidando nella Divina provvidenza, perché la loro patria non dimentichi tanto sacrificio, per acquistare la libertà,volendo ovviare per quanto si può il propagamento del Tifo, fidati sulla prudenza, e retto vedere del Sindaco Signor.D. Raffaele Janni, danno a costui le più ample facoltà, perché faccia scomparire dalla Città tutte le lordure, che vi sono, aprire le strade al libero passaggio, far trasportare alla spiaggia di Serapo tutti i Cadaveri Bruti, sepelliti nell’assedio, adoprando a ciò ogni porta di risorsa, e tutto il patrimonio Comunale.

E’ contemporaneamente l’autorizzano a richiudere dal Governo una risorsa non meno di D. 12,00,00 o per sussidio, o anche ad imprestito

Indi si sono nominati i seguenti Decurioni per formare l’allistimento della Guardia Nazionale

Per Gaeta D. Salvatore Migiarra, e D. Andrea Devia

Pel Borgo D. Erasmo Matarazzo, D. Erasmo Iallonghi, D. Raffele Gonzalez, e D. Tobia Arpante

Si destinano i Decurioni Don Giuseppantonio de Arcangelis,D Raffaele Arezzo, ed il 1° Eletto D. Giovanni Marcello, per osservare lo stato di tutti i riverberi Gaeta e Borgo, e proporre il conveniente

Ed così sciolto la seduta, fermandosene il presente verbale firmato dal sindaco, e dai Decurioni intervenuti

Raff. Janni Sind. Presid.

S. Migiarra D.

Seb. Conca D.

Vincenzo Calcagnini

Raffaele Arezzo D.

Luigi Palombo D.


Oggi che sono lì 28 Febbrajo 1861

Il Decurionato di Gaeta e Borgo presieduto dal Signor Sindaco D. Raffaele Ianni, e composto dai sottoscritti Decurioni, essendosi riuniti sul palazzo Municipale nel solito locale delle sue sessioni ha emesso le seguenti deliberazioni

Per promuoversi l’indennizzo degl’immensi danni sofferti da tutti gli abitanti di questa città, e Borgo, e per scuotere i superiori tutti a tenere osservato lo stato lacrimevoli di questa Contrada, chi essi da lontano vedono il decurionato ha preso la seguente risoluzione

Visto che prima la Guerra e poi l’assedio hanno arrecato dei gravi danni alle sostanze rustiche ed urbane dei cittadini di Gaeta e Borgo, ed ai loro effetti mobiliari, quali danni i facile immaginare come avvenuti nel totale abbandono da per parte dei proprietari delle loro case, e per i disastri che le necessità della Guerra forzamente incentrano (incontrano)

Visto che cessato l’assedio la popolazione ha trovato le case non solo spogliate di tutto le rispettive masserizie e che  per mancanza di tempo e di trasporti non potè portare con se e che è stato soggetto a preda ed saccheggio, ma le stesse anche rotte, o dirocchate, e perciò inabitabili; e le campagne devastate.

Considerando che il dritto ad essere tutti compensati trova la naturale ragione nelle leggi eterne della giustizia umana, ed ora tanto più che veglia alle sorte degl’Italiani un governo libero, che in queste Province  meridionali ha assunto l’impresa saggissima di riparazione e nella quale non possono andar esclusi 18000 cittadini menati a rovina e alla miseria.

Per quali considerazioni non che si avesse a dubitare della giustizia del Governo, ma perché è necessità suprema e più che mai premura il procurare ai cittadini un ristoro urgente ai tanti detrimenti patiti, e d’altra parte è d’interesse non meno considerevole non fare sperdere le tracce delle devastazioni, ristoro che non può essere determinato senza una ispezione minuta di tutti i danni,il Decurionato all’unanimità delibera, che una Commissione composta dai signori

D. Paolo di macco 2° eletto = D. Andrea Svizzeri Cap. G. N. D. Francesco Leboffe Tenente = D. Gaetano Buonomo avvocato D. Elia della Croce Avvocato = D. Elia della Croce Avvocato =

d. Sebastiano Conca Decurione = D. Vincenzo Calcagnini Decurione vi rechi nella Città di Napoli, ed in nome e parte di questo Municipio fare istanza e promuovere per quanto calorosamente potranno presso la Luogotenenza, e la segreteria Generale di stato, o presso i Consiglieri di Luogotenenza ai diversi Dicasteri le risoluzioni spedite per le rifrazioni dei danni e il mistero delle perdite, e anzitutto per la sollecita valutazione; concede all’uopo il municipio e trasferire alla commissione anzidetta ogni e qualunque facoltà per riuscire nell’intento della missione.

Indi si è passato a disporre dei D. 3000:00 assegnati per prestito del Governo a questo comune, e si è deliberato, che a preferenza si accomodi il Palazzo Comunale ed i punti di strada più Urgenti di Borgo, e gaeta,all’oggetto si è destinato il decurione Signor De Arcangelis per verificare le case bisognevoli per rifare la tettoia a questo palazzo Comunale. Lo stesso De Arcangelis farà(sarà) coadiuvato dai decurioni Signori D. Pietro Gonzalez, e D. Erasmo Matarazzo pel Borgo, Don Domenico Vellucci, e D. Raffaele Arezzo per Gaeta

Per la formazione delle liste Elettorali a norma della nuova legge Municipale il Decurionato e ha nominato i Signori Decurioni D. Erasmo Matarazzo, D. Erasmo Iallonghi, Don raffaele Gonzalez, D. Tobia Arpante, D. Angelo macarelli, D. Corradino Svizzeri pel Borgo. Più D. Salvatore Migiarra, D. Andrea Devio, D. Domenico Vellucci, e D. Pietro macarelli

In continuazione il Sindaco ha fatto sapere a questo Consesso che il 14 del prossimo Marzo ricorre il fausto giorno Natalizio di S. M. il Re Emmanuele, e del Principe Ereditario, e benché la finanza del Comune, e degli abitanti sia deplorevole conviene solennizzarlo con ogni pompa degna di questa città.








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