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Fonte:
http://www.insurgencia.info

Laboratorio Insurgencia
Altro che Garibaldi! 
Le vie di Napoli cambiano nome!
Martedì 07 Settembre 2010 11:09
Altro che Garibaldi!

"Lo stato italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l'Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono d'infamare col marchio di briganti"

A. Gramsci


Questa notte molte delle vie, delle piazze e delle arterie principali della città di Napoli hanno cambiato nome. Una “sostituzione” dal basso che rivendica la specificità del popolo napoletano e meridionale in una data tutt’altro che casuale.

Oggi 7 settembre, si festeggia l’ingresso di Giuseppe Garibaldi ed i suoi mille nella città di Napoli. 

Da lì a poco con il vergognoso patto di Teano con i piemontesi di Cavour, il Meridione veniva condannato a 150 anni di subalternità. Una subalternità economica e sociale, una soggiogazione colonialista che si è espressa in termini culturali e biopolitici. Con questa data cominciano a Napoli i festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia, festeggiamenti che dureranno un anno e che vedranno la nostra mobilitazione per ricordare che quella bandiera per il Sud non solo non ha mai trovato posto, ma la sublaternità in cui c’hanno costretti è lunga 150 anni.

Abbiamo cambiato la toponomastica a strade e piazze che sono il simbolo dell’avvio di quel processo di colonizzazione avviato proprio con l’Unità d’Italia.

I nomi di Garibaldi, Umberto I, Vittorio Emanuele, hanno lasciato il posto ai nomi di veri eroi meridionali come Michela De Cesare e Nicola Summa, briganti che difesero la loro terra, oppure Peppino Impastato ed i martiri di Pontelandolfo.

Oggi piu’ che mai, davanti al governo del Nord che ha assunto la sublaternità del Mezzogiorno pienamente nella pianificazione economica, c’e’ bisogno che la specificità meridionalista si tramuti in liberazione dal basso. Un processo di costruzione di una identità meridionale di carattere sociale, popolare, che parta da quelle esperienze di autonomia, solidarietà e autogoverno che il mezzogiorno c’ha consegnato.

Un blitz “creativo” e comunicativo, che per un giorno vede le strade della nostra città riprendersi una dignità ed un protagonismo fuori da ogni logica subalterna. Piu’ che il tricolore abbiamo preferito installare la bandiera Padana in alcune delle piazze che portano il nome di personaggi di casa Savoia per segnalare quella continuità dei governi del nord antimeridionali.

L’iniziativa di questa notte è solo l’apertura di una campagna che attraverserà tutto il Sud e che vede il protagonismo di tante realtà di lotta, centri sociali, comitati di base, realtà dell’associazionismo disponibili ad assumere l’anno di celebrazioni per l’Unità d’Italia come un percorso di denuncia, conflitto e restituzione non solo e non tanto di una verità storica, ma di una opzione politica attuale e possibile.

Laboratorio Insurgencia

"nun ce ne fotte d'un re borbone, a terra è nostra e nun s'adda tuccà" Briganti se more


Elenco delle vie e piazze che hanno cambiato nome:

- Piazza Plebiscito in Vittime del massacro di Pontelandolfo

14 agosto 1861, l'esercito dei savoia compie una vera e propria strage in alcuni paesi del sannio.Ponte, Casalduni e Pontelandolfo. Centinaia di cittadini che resistevano all'esercito piemontese vengono trucidati.

- Piazza Trieste e Trento in Piazza Magna Grecia

- Piazza Garibaldi in Piazza Michela De Cesare

Michela De Cesare, capo brigantessa uccisa dai piemontesi nel 1868

- Galleria Umberto I in Galleria del Mediterraneo

- Corso Vittorio Emanuele in Via Peppino Impastato

Giuseppe Impastato, antifascista, comunista, ucciso dalla mafia nel 1978

- Corso Umberto in Via Giuseppe Nicola Summa

Brigante, ucciso dai sabaudi nel 1864

- Piazza Cavour in Piazza dei partigiani del sud

- Piazza VII Settembre in Piazza Annibale



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