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Fonte:
http://www.comitatiduesicilie.org/

Chiamatele secessioni se volete

di Pasquale Costagliola
Caserta 8 agosto 2008

Il vecchio Druido lumbard ha abituato il pubblico italiano (sic) ad un linguaggio che molti definiscono insurrezionale ma che potremmo a ben vedere definire fumettistico (e mal digerito). Infatti quando si parla di fucili caldi Bossi non cita Blanqui, Malaparte (Tecnica del colpo di stato), Che Guevara o Mao Tze tung ma Tex Willer. 

La cultura del senatur è spicciola ma efficace, bisogna dirlo. Nelle piole e nei bar della padania è più familiare Monelli che Clausewitz. Così nel caleidoscopio della concezione leghista, dove antistoricamente (l’ucronia è padana), si richiama la secessione americana a parti invertite con il nord nella parte dei ribelli, lo spauracchio della separazione è sempre presente(1).

Ma in verità l’unione dell’Italia gli fa un gran comodo malgrado qualche sovvenzionamento ad una sanità dispendiosa o somme per bonifiche immaginarie della munnezza. I soldi vanno in parte ai Bassolino di turno che così ingrasserà gli ingranaggi delle clientele ed il resto alle imprese del nord che forniscono servizi ed infrastrutture. 

Una sintesi semplicistica e brutale la nostra ma che racchiude il senso vero delle cose. Il Sud è un gran mercato per la colonizzazione interna dell’Italia. Assorbiamo quasi tutti i prodotti delle industrie settentrionali, diamo spazio agli appalti per impianti civili ed industriali. Senza considerare che continuiamo a fornire personale per le strutture pubbliche (fallimentari quanto si vuole ma le uniche esistenti). 

D’altra parte Bossi si è accorto che lo stato italiano offre vantaggi alla padania, basti pensare allo scalo di Malpensa per il quale la lega si sta battendo contro le ipotesi di cordate straniere che potrebbero acquistare l’Alitalia. (1) Sul disinvolto uso della storia di parte padana non si può fare a meno di rilevare come per la prima volta un territorio ricco, colonizzatore dal punto di vista economico e politico di un altro, rivendica una lotta di liberazione. E’ come se gli inglesi volessero emanciparsi dagli irlandesi che li hanno colonizzati. 

Su questo specifico tema è curioso che tra i richiami della lega vi sia anche un insistente riferimento all’Irlanda. Situazione agli antipodi rispetto a quella padana. Infatti i trubles irlandesi hanno alla base anche l’ingiustizia sociale, la colonizzazione economica oltre che culturale dell’Ulster. In realtà l’azione della lega sembra più simile ai gruppi protestanti che fanno capo al pastore Ian Pisley come l’UDA.

Pasquale Costagliola





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