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La mancata candidatura di Zitara alle elezioni di cinque anni fa a Napoli ci ha fatto perdere CINQUE anni. Non che sarebbe stata la rivoluzione e la restaurazione del Regno delle Due Sicilie, ma l'ingresso di un personaggio di tale spessore nella politica napoletana avrebbe rotto vecchi equilibri e dato grande visibilità ai movimenti identitari. Non commettiamo lo stesso errore oggi standocene a casa "TANTO SON TUTTI UGUALI" Ci sono valenti amici che si richiamano alla cultura identitaria in varie formazioni politiche di sinistra e di destra. VOTATELI voi che potete!

L'MPA siciliano non ha liberato la Sicilia ma si è aperta una strada. La pressione di coloro che stanno prendendo coscienza "costringerà" i politici che vengono eletti a radicarsi sul territorio e a rappresentarne le istanze. Di questo abbiamo discusso negli ultimi anni anche con Zitara perchè riteniamo improponibile in questa fase una scelta dirompente come quella separatista e pensiamo che a tutti i livelli (comunale-provinciale-regionale-nazionale) amici che si richiamano al MERIDIONALISMO IDENTITARIO - siano essi di sinistra o di destra - devono provare a inserirsi nel gioco politico, anche alleandosi con segmenti dei vecchi partiti più permeabili ad una rivalutazione della nostra storia.

Non condividiamo quindi la posizione "culturalista" del Movimento Neoborbonico. O vogliamo lasciare il campo per altri CINQUE anni ai soliti tromboni del PDL e del PD legati al carro padano?

Zenone di Elea – 14 maggio 2011



Fonte:
http://www.neoborbonici.it/

Elezioni 2011?

Il Movimento Neoborbonico ed il "Parlamento delle Due Sicilie" (Commissione Sedili di Napoli) hanno aderito all'agenda di Lettera Napoletana (aprile 2011) con alcune proposte relative allo sviluppo culturale ed economico della città di Napoli e con una necessaria premessa:

- anche per le elezioni amministrative 2011 ed in particolare per quelle relative alla nostra ex capitale, i Neoborbonici non hanno propri candidati all’interno delle liste presentate;

- i candidati a sindaco non sembrano rispondere a quelle esigenze necessarie per un reale, concreto e atteso riscatto delle nostre città; sono il frutto di scelte compiute “dall’alto” e dall’esterno senza un reale radicamento sul territorio; rappresentano quegli stessi partiti che (a destra come a sinistra, maggioranza o opposizione) hanno ridotto Napoli come la vediamo oggi...

- le liste in qualche modo legate al Sud (spesso unicamente nel logo e spesso imbottite di figli o nipoti o “amici e amiche” di ex politici di tutto l’arco costituzionale) non hanno un progetto reale e credibile per il riscatto della nostra antica Patria.

Da un lato le drammatiche e urgenti necessità del Sud, dall’altro, però, i limiti culturali, di risorse umane e materiali di tutti coloro che (in buona o in cattiva fede) vorrebbero intervenire elettoralmente subito senza averne le possibilità, come purtroppo dimostreranno anche i prossimi risultai elettorali.

Per questi motivi il Movimento Neoborbonico e il “Parlamento delle Due Sicilie” ritengono necessario continuare a lavorare alla formazione delle future classi dirigenti così come stanno facendo dal 1993 con un procedere ed un successo incalzante (obiettivo “politico” vero e prioritario), continuando le proprie attività culturali e quelle civico-politiche fondamentali del proprio “Parlamento”, senza escludere la possibilità di organizzare un proprio partito nei prossimi anni o di collaborare alla realizzazione di progetti e iniziative comuni e con un unico e chiaro scopo: il vero riscatto dell’ex Regno delle Due Sicilie.

Queste, allora, di seguito, le proposte per Napoli che ad oggi non hanno avuto né partiti e né candidati seriamente disponibili ad accoglierle.

 

1) Priorità assoluta nell’uso delle risorse per la valorizzazione delle istituzioni culturali che racchiudono la grande storia di Napoli. Riapertura del Museo Civico Filangieri, chiuso dal 1994, valorizzazione delle risorse documentali dell’Archivio di Stato, terzo al mondo per importanza, della Biblioteca del Conservatorio di San Pietro a Majella, che custodisce migliaia di inediti della grande tradizione musicale del ‘700 e dell’ 800 napoletano, apertura di tutte le sale del Museo di San Martino.

2) Impegno del Comune per una presenza di rilievo della cultura napoletana al Forum mondiale delle culture 2013, che si terrà nella nostra città.

3) Impegno per la rinascita di un’Orchestra Stabile, in sinergia con sponsor privati e con altri enti locali, aperta alle audizioni per gli studenti del Conservatorio, uno dei più grandi d’ Italia.

Valorizzazione della Biblioteca del Conservatorio di San Pietro a Majella, che accoglie migliaia di manoscritti musicali inediti del ‘600 e del ‘700 napoletano. Impegno per la creazione di un grande Auditorium per la musica.

4) Creazione di un Museo multimediale della Canzone Napoletana, della Storia di Napoli e dell’Emigrazione.

5) Promozione dello studio della lingua napoletana con l’obbiettivo di creare, in sinergia con la Regione, un’Accademia della Lingua Napoletana. Istituzione di un Premio di letteratura e poesia in lingua napoletana promosso dal Comune di Napoli da intitolare a Giambattista Basile. Istituzione di una sezione per la letteratura in lingua napoletana all’interno del Premio Napoli.

6) Valorizzazione delle produzioni artigianali e delle produzioni artistiche della città. Creazione di una scuola di arte presepiale. Creazione di uno spazio web dedicato sul sito del Comune di Napoli. Promozione all’estero dell’arte presepiale. Incubatori di impresa per lo sviluppo delle botteghe artigiane. Organizzazione di una grande mostra dell’arte presepiale napoletana nel mese di dicembre nelle piazze del centro della città. Battaglia per il riconoscimento in sede Ue dello storico marchio Ceramiche di Capodimonte con la creazione di un gruppo di lavoro permanente del Comune di Napoli.

7) Riconoscimento per le botteghe storiche della città. Lotta all’ambulantato abusivo ed ai venditori di merce contraffatta che occupano le strade panoramiche e del centro; applicazione di misure di controllo su merce contraffatta e ambulanti; creazione di mercatini multietnici per i prodotti legalmente importati; incremento dei turni di spazzamento, svuotamento dei cestini e passaggio automezzi spazzastrade nelle arterie di maggiore interesse turistico e commerciale

8) Piano di conservazione e pulizia dei monumenti della città, con sistema di videosorveglianza. Ripulitura dai graffiti dei monumenti. Ordinanza del Comune sul divieto di vendita ai minori di bombolette-spray. Creazione di squadre anti-graffitari della Polizia municipale. Costituzione in giudizio del Comune di Napoli nei confronti dei responsabili di imbrattamenti e danneggiamento di monumenti cittadini sull’esempio di quanto avviene in altre metropoli. Rilancio dell’ iniziativa ‘’adotta un monumento’’ e ‘’adotta un aiuola’’ con concessioni pubblicitari e sgravi fiscali per chi vi aderisce.

9) Piano di recupero e riapertura delle chiese della città, in accordo con la Curia Arcivescovile. L’obbiettivo del piano è la riapertura al culto del maggior numero possibile delle Chiese di Napoli, circa 300. Per gli edifici sconsacrati e già con diversa destinazione d’uso di proprietà del Comune, previo intesa con la Curia Arcivescovile, si assicuri la valorizzazione culturale e artistica dell’edificio

10) Inserimento nella toponomastica cittadina dei nomi e dei luoghi della memoria storica napoletana. Intitolazione di piazze e strade ai Re delle Due Sicilie , e memoria degli avvenimenti della storia di Napoli capitale.

11) Rilancio delle grandi feste religiose e popolari della città, a partire dalla Piedigrotta e delle altre ricorrenze legate alla devozione religiosa di Napoli (Festa di San Gennaro e giorni del miracoli e degli altri avvenimenti della vita del Santo Patrono, Festa di Sant’ Antonio, Festa di Santa Patrizia).

12) Pubblicità gratuita negli spazi comunali di prodotti (in ordine) napoletani, campani e meridionali.

13) Defiscalizzazione delle imprese (in ordine) napoletane, campane e meridionali.

14) Precedenza sulle assunzioni ai residenti.

15) Realizzazione di una zona franca defiscalizzata e smonopolizzata.







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