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Riceviamo e pubblichiamo.

Zenone di Elea – 3 novembre 2011

La megliocrazia di Gramellini sulla "Stampa"
sembra il preludio di una olicarchia plutocratica!

di Nino Sala

3 novembre 2011

Il Buongiorno in prima pagina della "Stampa" di Massimo Gramellini sulla Megliocrazia esplica benissimo quello che sta avvenendo in tutta Europa, ovvero la progressiva perdita di potere decisionale da parte del popolo. Infatti, l'autore spaccia il continuo attacco alla sovranità popolare da parte delle plutocrazie della finanza come il tentativo di stabilire un più equilibrato rapporto tra elettori ed eletti nelle democrazie, magari affidandosi a qualche santone dei poteri forti come Mario Monti.

Mi fa rabbrividire vedere che lui scriva "per realizzare una democrazia compiuta occorre avere il coraggio di mettere in discussione il diritto di voto" calpestando ogni principio di libertà a cominciare dal suffraggio universale in nome di una selezione oligarchica dei politici, basata su cosa? Il censo, cioè il proprio reddito? la razza? la propria città di nascita? l'appartenenza a qualche club di plutocrati o che? sarebbe giusto che Gramellini nel prossimo articolo ce lo dicesse, perché siamo veramente interesati al suo modello di democrazia, magari scopriamo che si può fare meglio. In più siccome conclude il suo illuminante pezzo di giornalismo, dicendo che ci vorrebbe un esame sulla conoscenza della Costituzione per assegnare il diritto a scegliersi chi governa, mi chiedo: ma da chi sarebbe composta la commissione esaminitrice? e per Gramellini quelli politicamente scorretti come noi, che fine farebbero? magari a Fenestrelle a mirare il cielo dietro le sbarre come i soldati legittimisti delle Due Sicilie o tutti a lavorare come schiavi nelle piantagioni di cotone di coloro che hanno in mano la finanza mondialista e oligarchica che sta strozzando i popoli della vecchia, forse troppo vecchia Europa.

Cari amici, nonostante questo sistema "democratico" sia pieno di falle e di trucchi come l'attuale legge elettorale, continuo a pensare che sia migliore di quello tinteggiato da Gramellini in cui non solo sarebbero pochi quelli che decidono ma sarebbero ancor meno quelli che scelgono da chi farsi rappresentare.

Se un giornale nazionale come la "Stampa" ospita certe idee illuminate e nessuno si indigna, a parte noi, allora siamo veramente sull'orlo di un baratro: quello di una oligarchia plutocratica che si fa regime in nome della "megliocrazia", in danno alla sovranità e alla libertà popolare.

Io voglio continuare a sperare che ci sia, almeno in teoria, la possibilità di scegliere chi votare per la rappresentanza politica!

Viva la libertà!

Nino Sala































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