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Sud Ribelle

Sud Ribelle 

perché insorgere è giusto 

di Nando Dicè



(se vuoi, puoi scaricare l'articolo in formato RTF o PDF)

Recensione di Rachele Tizzano

Cos’è il Sud? Come e da quando il Sud è quello che conosciamo oggi? Cosa era il Sud prima dello “Stato chiamato Italiano”? Il Meridione d’Italia è parte di uno stato chiamato Italia o è un vice-regno del potere economico con sede al nord Italia dal 1861? C’è un legame tra l’opera del Cavour e i moderni “liberatori” ammantati da WTO, ONU o il FMI?

Se non vi siete mai posti questi quesiti o se le risposte che sino ad ieri vi hanno dato sono tutte “politicamente corrette”, è proprio l’ora di comprare questo piccolo ed esplosivo libercolo, Parte Prima di un lungo lavoro editoriale supportato dalla giovane, coraggiosa e anticonformista casa editrice Diana.

“Sud Ribelle” è il titolo ed è sin da esso che il lettore viene accompagnato ad una nuova lettura della storia d’ Italia. Le analisi e le interpretazioni della nuova opera dell’Arch. Nando Dicè, capofila del Meridionalismo Identitario, sono infatti le analisi di un ribelle, che spiega come sia possibile che all’Italia appartengano contemporaneamente la regione più ricca e la regione più povera d’Europa. Ovvero racconta come la regione più ricca d’Europa sia divenuta tale “vampirizzando” le regioni dell’antico Stato delle Due Sicilie, rendendole le più povere.

Il lettore, quindi, viene accompagnato in una rilettura totale Risorgimento non come storia provinciale e localistica dell’Italietta di fine secolo, ma in quanto parte di una “storia della conquista del mondo” da parte della modernità liberista, chiamata ieri nazionalismo, poi americanizzazione e oggi globalizzazione. Una “tappa” dell’espansionismo liberale, attuato attraverso l’espansionismo militare Inglese, le “convergenze” massoniche e il tradimento dell’alta borghesia (o bassa aristocrazia) dell’epoca.

Nessun elogio “partigiano”, né nostalgie di forme istituzionali diverse. Leggendo questo libro vi accorgerete che non è la forma che sconvolse e sconvolge il Sud, ma la sostanza di una vera è propria colonizzazione-invasione, perdurante da 150 anni. 


Recensione di Antonio Napolitano

Solo i nazionalisti possono parlare del risorgimento? Solo i liberali hanno il diritto di avere un modello economico? E se fosse proprio il modello economico “l’infezione” che non permette al Sud Italia di essere un paese normale?

A queste domande l’autore da delle risposte precise, ma una valga per tutte. “Non bisogna credere, bisogna pensare!”. “come quando l’ONU, parla di risolvere i problemi della fame nel mondo, ci si dimentica che i –membri permanenti- sono la causa della fame del mondo…Così chi vuole risolvere i problemi del Sud né in realtà la causa”

Avete mai pensato che senza lo “stato unico ed obbligatorio per tutti gli italiani” non ci sarebbe stato l’avvento del signoraggio nel Sud? Che senza Garibaldi e Cavour il Sud probabilmente non sarebbe mai stato contagiato dal “sottosviluppo”? E che l’economia padrona della politica, inaugurata al Sud dai “compagni di merende” giacobine e liberali piemontesi non sarebbe arrivata forse mai.

Ci avete mai pensato? Tutte interpretazioni che superano e integrano il vecchio meridionalismo del ‘900 e accompagnano il lettore verso il “meridionalismo identitario” di cui l’autore è il maggior interprete. Nuove chiavi di letture di temi “classici” come l’emigrazione ed il razzismo anti-meridionale, trovano nell’interpretazione dell’autore la giusta collocazione.

Non il risultato di una cattiva realizzazione dello stato-italianunito, ma le cattive radici dello Stato stesso, il quale non deve servire il popolo (men che meno quello meridionale), ma i padroni dell’organizzazione economica chiamata Stato. Schiacciati fra uno Stato al servizio dei banchieri e una nazione che non si è voluta fare per privilegiare gli interessi di pochi, il popolo meridionale vive una delle stagioni più tristi della propria storia.

Le ragioni per cui “contro la volontà della maggioranza degli italiani” , si eliminarono le culture italiane per imporre una cittadinanza unica spacciata per italianità, sono terminate? No, non sono terminate, e se volete un’ulteriore ragione per legger questo libro, basta dire che non sono neppure cambiate! “Sud Ribelle” è tutto questo, lettura scorrevole, ma profonda, un opuscolo da non perdere, per chi ama davvero il Sud.












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